Soia per il tumore al seno, sì ma non dopo l’inizio delle cure

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 03/04/2017 Aggiornato il 03/04/2017

Sebbene la soia sia in grado di migliorare le difese contro il tumore al seno, se consumata per la prima volta durante le cure può ridurne l'efficacia. Ecco perché

Soia per il tumore al seno, sì ma non dopo l’inizio delle cure

Sì al consumo di soia per il tumore al seno per fortificare la prevenzione contro questa neoplasia, ma non se si è già in terapia. Che gli alimenti a base di soia siano in grado di migliorare le difese immunitarie contro il cancro al seno è ormai risaputo: il merito sarebbe soprattutto della genisteina, il principale isoflavone della soia.

Terapia a rischio

Un nuovo studio del Georgetown Lombardi Comprehensive Cancer Center (Washington, D.C., Stati Uniti) pubblicato sulla rivista Clinical Cancer Research spiega, però, che è meglio non consumare la soia per il tumore al seno se la terapia è già stata avviata: consumare cibi a base di soia per la prima volta durante la terapia anti-tumorale può, infatti, ridurre l’efficacia delle cure e promuovere la comparsa di recidive.

Lo studio in laboratorio

La ricerca americana è stata condotta su un gruppo di topi trattati con terapia antitumorale a base di tamoxifene:  è emerso che, mentre nei topi adulti sani il consumo prolungato di genisteina può, una volta che si sviluppa il cancro alla mammella, migliorare l’efficacia del farmaco e ridurre il rischio che la malattia si ripresenti, al contrario se il consumo di questo isoflavone inizia dopo lo sviluppo del cancro il rischio di recidive aumenta.

Pericolo recidive

Dai dati raccolti dai ricercatori è emerso che i topi che avevano consumato genisteina prima della comparsa del tumore avevano un rischio di recidiva del 7% dopo il trattamento con il tamoxifene, contro il 33% di quelli esposti alla genisteina solo dopo la comparsa della neoplasia. È come se, ha spiegato Xiyuan Zhang, autrice principale dello studio, “quest’ultimo comportamento avesse reso i topi resistenti agli effetti del tamoxifene, aumentando così il rischio di recidiva”.

Isoflavoni al momento giusto

Conferma Leena Hilakivi-Clarke, del Georgetown Lombardi Comprehensive Cancer Center: “Molti oncologi consigliano di non assumere supplementi di isoflavoni o di consumare alimenti a base di soia. Ma i nostri risultati suggeriscono un messaggio più sfumato: le pazienti dovrebbero continuare a consumare alimenti a base di soia, ma non è il caso di cominciare dopo la diagnosi”.

 

 

 
 
 

In breve

LE PROTEINE DELLA SOIA

I semi della soia hanno un elevato contenuto di proteine di valore biologico, maggiore di quello delle proteine vegetali in generale e delle proteine contenute nelle altre leguminose in particolare.

 

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