Stanchi al risveglio? La colpa è anche della disidratazione

Metella Ronconi A cura di Metella Ronconi Pubblicato il 23/01/2019 Aggiornato il 23/01/2019

Se ci si sente già stanchi al risveglio, la colpa non è solo del poco o cattivo sonno, ma sembra anche della disidratazione. Da qui il senso di spossatezza che ne deriva

Stanchi al risveglio? La colpa è anche della disidratazione

Una delle conseguenze dell’insonnia non è solo il sentirsi stanchi al risveglio ma anche la disidratazione che ne deriva. A dirlo è uno studio, condotto dai ricercatori della Penn State University e pubblicato sulla rivista scientifica  “Sleep”, che ha dimostrato come la disidratazione che deriva da una notte in cui si è dormito poco influisca negativamente su molti sistemi e funzioni del corpo, inclusi l’umore, la performance fisica, le funzioni cognitive e molto altro. Quindi la stanchezza che si prova tutti dopo una notte di scarso riposo potrebbe essere dovuta anche alla disidratazione e non solo al debito di sonno in sé.

Colpa di un ormone

I ricercatori, per arrivare a questo risultato, hanno effettuato uno studio su un campione di circa 20.000 adulti cinesi e americani, attraverso campioni di urina e analizzando le loro abitudini legate al sonno. La ricerca ha rivelato che gli adulti che dormono solo 6 ore a notte, rispetto alle 8 ore consigliate, possono correre un rischio maggiore di essere disidratati. La causa è stata collegata al modo in cui il sistema ormonale del corpo regola l’idratazione. L’ormone vasopressina viene rilasciato per aiutare a regolare lo stato di idratazione del corpo nel corso di tutta la giornata ma anche durante la notte.

Se non dormi, bevi di più

Asher Rosinger, professore assistente di salute biocomportamentale e autore dello studio, ha spiegato che la vasopressina viene rilasciata più velocemente e più tardi durante il ciclo del sonno. Quindi, svegliandosi dopo poche ore, si può perdere il momento in cui vengono rilasciate maggiori quantità dell’ormone, causando un’alterazione dell’idratazione del corpo. Se si dorme solo 6 ore a notte, questo può influenzare lo stato di idratazione. La soluzione sembra ovvia: se non si riesce a dormire di più, occorre almeno bere più acqua.

I danni della carenza d’acqua

La disidratazione va ad influire in modo negativo sull’intero organismo e a lungo termine può anche portare a infezioni urinarie e calcoli. Si tratta di uno stato patologico che viene a instaurarsi quando il bilancio idrico, ovvero la quantità dei liquidi assunta meno quella persa, è negativo e quindi l’acqua persa è maggiore di quella assunta. In genere si assumono circa 1,5 litri di acqua al giorno per mezzo del riflesso della sete. Esistono, poi, diversi stati patologici che fanno perdere liquidi come la diarrea, la febbre e il vomito: in questi casi l’insonnia rende ancora più marcata la disidratazione.

 

 

Una curiosità

UN ORMONE INDISPENSABILE

La vasopressina, chiamato anche ADH o ormone antidiuretico, regola l’equilibrio idroelettrico del nostro corpo. Viene stimolata quando nel nostro sangue aumenta la concentrazione di sodio. In pratica aiuta a regolare i livelli di idratazione dell’organismo.

 

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