Tachicardia: ecco le nuove Linee guida

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 30/10/2019 Aggiornato il 30/10/2019

Dopo 16 anni sono state aggiornate le Linee guida sulla tachicardia sopraventricolare, per indicare le cure migliori nei vari casi, anche in gravidanza

Tachicardia: ecco le nuove Linee guida

Non è una malattia che causa rischi nell’immediato, ma può diminuire la qualità di vita ed esporre a pericoli nel lungo periodo. Per questo, la tachicardia non va mai sottovaluta, specie nelle donne, che sono più vulnerabili da questo punto di vista rispetto agli uomini. Ecco perché, dopo 16 anni, l’European Society of Cardiology (ESC) e l’Association for European Paediatric and Congenital Cardiology (AEPC), hanno deciso di aggiornare la Linee guida per la gestione della tachicardia sopraventricolare, così da aiutare tutti gli operatori sanitari a individuare le migliori strategie di gestione della problematica nei singoli casi.

Un’anomalia del ritmo

La tachicardia è un’alterazione del ritmo cardiaco, che risulta accelerato, con un numero di pulsazioni al minuto superiore a 100, ma che può anche arrivare a 400. Se riguarda le camere cardiache superiori si parla di tachicardia sopraventricolare. Alla base di questa malattia possono esserci anomalie congenite, ipertensione, malattie al cuore o ad altri organi (come disfunzioni della tiroide), abuso di alcol, stress, squilibrio elettrolitico. Fra i fattori di rischio, due dei più importanti sono il sesso e l’età: le donne hanno un rischio doppio rispetto agli uomini e gli over 65 un rischio maggiore di cinque volte rispetto ai soggetti più giovani.

Compromette la qualità della vita

In tutti i casi, in presenza di tachicardia, il cuore non ha il tempo di riempirsi a ogni battito, per cui pompa una quantità insufficiente di sangue. Ecco perché possono comparire sintomi come sensazione di “fame d’aria”, debolezza improvvisa, stordimento, vertigini, palpitazioni al petto, dolore toracico, perdita di coscienza. Quando trascurata, questa malattia può pregiudicare la qualità di vita, influenzare negativamente la funzione cardiaca, aumentare il rischio di ictus.

Quando vanno trattate

Le nuove Linee guida ribadiscono che non sempre le tachicardie vanno trattate: dipende dalla causa e della sede del problema, oltre che dai sintomi presenti. Quando la malattia va curata, si può ricorrere a cure farmacologiche, per esempio farmaci antiaritmici, che però non vanno impiegati a lungo, calcio-antagonisti e betabloccanti. Inoltre, si sottolinea l’efficacia della tecnica di ablazione transcatetere, specie nel caso di donne in gravidanza che non rispondano ai farmaci o per cui la terapia farmacologica è controindicata. “Le tecniche e la tecnologia dell’ablazione transcatetere hanno avuto un’evoluzione tale che possiamo offrire questa modalità di trattamento alla maggior parte dei pazienti. L’ablazione transcatetere è la terapia più efficace per mantenere il ritmo sinusale, in accordo con le Linee guida, con un tasso di recidiva che non meno del 10% nella maggior parte dei casi” si legge nel documento.

 

 

 
 
 

Da sapere!

I farmaci non sono sempre la scelta migliore in caso di tachicardia sopraventicolare. Le nuove Linee guida spiegano quando vanno usati e perché in molti casi non vanno impiegati troppo a lungo.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Siero al retinolo durante la ricerca della gravidanza: ci sono rischi?

12/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Antonio Clavenna

In genere, la quantità di retinolo assorbita attraverso la cute è estremamente bassa e non in grado di causare rischi per il feto. A maggior ragione, si può stare tranquille se il prodotto è stato usato nelle primissime settimane di gravidanza.   »

Cerchiaggio preventivo: si deve stare sempre a letto?

11/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Nei primi giorni successivi all'intervento di cerchiaggio è possibile che venga raccomandato il riposo, dopodiché si possono riprendere le normali attività quotidiane, evitando comunque ogni eccesso per quanto riguarda l'impegno fisico.   »

Larva inghiottita con la marmellata: ci sono rischi per la gravidanza?

11/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Le larve che possono essere presenti nella marmellata non sono velenose quindi la loro assunzione accidentale (per quanto possa essere poco piacevole dal punto di vista psicologico) non espone a rischi.   »

Paroxetina in gravidanza: può danneggiare il bambino?

06/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto.  »

40 anni e non rimango incinta dopo due mesi di tentativi: devo preoccuparmi?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

In età matura, le probabilità di concepire per ciclo mestruale sono piuttosto basse, quindi non stupisce che dopo appena due mesi di tentativi la gravidanza non sia ancora iniziata. E questo vale anche in caso di riserva ovarica ancora soddisfacente.   »

Fai la tua domanda agli specialisti