Tagli al bisfenolo A: diventano legge

Miriam Cesta A cura di Miriam Cesta Pubblicato il 04/04/2018 Aggiornato il 04/08/2018

Il regolamento europeo introduce restrizioni sull'uso del bisfenolo A nei materiali a contatto con gli alimenti. Tolleranza zero per i bambini

Tagli al bisfenolo A: diventano legge

È stato pubblicato di recente sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il regolamento che introduce i tagli al bisfenolo A (Bpa), regolamentandone la riduzione nei materiali a contatto con gli alimenti: il cibo destinato a bambini e neonati deve essere completamente privo di tracce di bisfenolo A e i limiti di “migrazione specifico” della sostanza –  ovvero la soglia di sicurezza per la migrazione dal materiale plastico al cibo – consentiti negli alimenti destinati al consumo da parte di adulti deve essere ridotto da 0,6 mg a 0,5 mg per chilogrammo di cibo.

Cosa accade negli altri Paesi

Le nuove norme sui tagli al bisfenolo A allineano la regolamentazione europea con quella già presente in Belgio, Svezia e Danimarca, dove questa sostanza chimica è già proibita nei materiali che entrano in contatto con alimenti destinati a lattanti e bambini di età inferiore ai tre anni. La Francia ha invece vietato il Bpa in tutti gli imballaggi, contenitori e utensili per alimenti.

Neonati e bambini più tutelati

Il provvedimento dell’Ue riduce a zero il limite di migrazione della sostanza, vietandone di fatto l’impiego per la fabbricazione di tutti i contenitori di latte per neonati, alimenti a base di cereali, alimenti per l’infanzia o per scopi medici speciali sviluppati per soddisfare le esigenze nutrizionali dei bambini da 0 a 3 anni. Quanto agli alimenti per adulti le nuove regole riguardano, per esempio, provvedimenti come minore tolleranza della presenza del bisfenolo A nelle vernici e nei rivestimenti usati all’interno delle lattine. Il nuovo regolamento prolunga inoltre il divieto di utilizzo del Bpa nei biberon, sancito nel 2011.

 

 

 
 
 

In breve

PERICOLOSO PER LA SALUTE

Il bisfenolo A è una sostanza chimica utilizzata dagli anni ’60 per la produzione di diversi tipi di plastiche e resine. A contatto con gli alimenti può “migrare” nel cibo e da circa dieci anni sono emersi molti dubbi sulla sua sicurezza: per questo dal 2011 nell’Ue è vietato l’uso nei biberon e dal giugno 2017 è stato inserito nella lista delle sostanze di “particolare preoccupazione” dall’agenzia Ue per la chimica (Echa) per le sue proprietà nocive per il sistema ormonale.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Si può rimanere incinta a 48 anni?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Francesco Maria Fusi

Avviare una gravidanza a 48 anni non è impossibile, ma altamente improbabile.   »

Si può cantare in un gruppo in gravidanza?

Gli Specialisti Rispondono di Professoressa Anna Maria Marconi

Cantare in gravidanza si può, non espone ad alcun rischio. Essere incinte non vuol dire essere malate.   »

Nausea e vomito spariti: è un brutto segno?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Se è vero che la nausea è un sintomo che esprime il buon andamento della gravidanza, lo è altrettanto che sentirsi meglio non significa automaticamente che si è in presenza di una minaccia di aborto.   »

Piccola perdita in 13^ settimana di gravidanza: cosa può essere?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una leggera perdita "colorata" non deve destare preoccupazione: può verificarsi senza necessariamente rappresentare un segnale d'allarme.   »

Puntura di tafano (con reazione) in gravidanza: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Le punture di tafano si infettano facilmente, quindi è prudente fare vedere al medico la zona colpita perché potrebbe essere necessario assumere un antibiotico.   »

Fai la tua domanda agli specialisti