Terapia ormonale sostitutiva e tumore al seno: c’è un legame?

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 22/10/2019 Aggiornato il 22/10/2019

Si torna a parlare della presunta pericolosità della terapia ormonale sostituita sul tumore al seno. In realtà, non è il caso di allarmarsi. Ecco perché

Terapia ormonale sostitutiva e tumore al seno: c’è un legame?

La terapia ormonale sostitutiva (Tos) per la menopausa finisce nuovamente sul banco degli imputati. Un’analisi pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica The Lancet, infatti, dimostra che fra uso del trattamento a base di ormoni e aumento del rischio di sviluppare un tumore al seno c’è effettivamente una correlazione. Come bisogna comportarsi dunque? Cerchiamo di fare chiarezza.

Lo studio su oltre 100.000 donne

La Tos è una cura a base di quegli ormoni che durante la vita fertile erano prodotti dalle ovaie e che, con l’entrata in menopausa, smettono di essere sintetizzati, causando conseguenze più o meno marcate. Gli autori della nuova analisi hanno preso in esame tutti gli studi realizzati fra il 1992 e il 2018 mirati a valutare l’impatto della terapia ormonale sostitutiva sul tumore al seno. Complessivamente, questi studi avevano coinvolto oltre centomila donne: di queste, circa la metà aveva fatto o stava ancora facendo uso di ormoni. La durata media del trattamento era molto lunga: dieci anni nelle donne che ancora prendevano i farmaci e sette in chi li aveva smessi.

Il rischio aumenta con l’aumentare della durata

Esaminando tutti i dati, gli esperti hanno scoperto che tutti i tipi di Tos, a eccezione degli estrogeni somministrati per via vaginale, si sono associati a un rischio aumentato di tumore al seno. Il rischio aumentava all’aumentare della durata della cura. Non solo: è risultato più elevato anche nelle donne che insieme agli estrogeni prendevano i progestinici. Gli autori hanno calcolato che, nel campione esaminato, i casi di tumore al seno dai 50 ai 70 anni sono stati circa 63 ogni mille donne fra chi non avevo mai preso ormoni. Non solo: hanno anche visto che il rischio cresceva del 7,2% per le cure con soli estrogeni e del 9-10% per le Tos continuative con estrogeni e progestinici. Metà del rischio era concentrato nei primi cinque anni, il resto nei 15 anni seguenti ed era maggiore nei trattamenti di lunga durata. Gli studiosi hanno anche notato che le probabilità di ammalarsi erano minime se la terapia ormonale sostitutiva veniva utilizzata per meno di un anno o era a base di estrogeni per via vaginale, che non raggiungono quindi la circolazione sanguigna.

Non è il caso di allarmarsi

Secondo l’International Menopause Society non è comunque il caso di preoccuparsi. Le conclusioni dell’analisi, infatti, non sono una novità per gli esperti. Fra l’altro, i regimi ormonali terapeutici degli studi presi in esame sono diversi da quelli attualmente in uso. In sostanza, per gli esperti, occorre valutare sempre caso per caso il rapporto costi-benefici della terapia ormonale sostitutiva, tenendo conto non solo dell’impatto sul rischio di tumore al seno, ma anche dei benefici su sistema cardiovascolare e osteoporosi, oltre che sulla qualità di vita.

 

 
 
 

Da sapere!

La terapia ormonale sostitutiva può essere molto utile, ma solo se utilizzata con un buon senso, in casi selezionati, nei tempi e nei dosaggi corretti.

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Sono davvero a rischio di diabete gestazionale?

01/12/2022 Gli Specialisti Rispondono di Professor Gianni Bona

Quando si inizia la gravidanza in una condizione di obesità e, in più, si aumenta di peso rapidamente già a partire dal primo trimestre il rischio di sviluppare il temibile diabete gestazionale diventa alto, soprattutto se l'esame della curva da carico di glucosio evidenzia un'iperproduzione di insulina....  »

Donna Rh negativo: anche dopo un aborto si sviluppano anticorpi contro il sangue Rh positivo?

30/11/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Esiste un esame che permette di appurare se la donna ha sviluppato anticorpi contro il fattore Rh positivo: si chiama Test di Coombs indiretto e si esegue come un normale prelievo di sangue.  »

Pap test in gravidanza: conviene farlo?

28/11/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Posto che è il ginecologo curante a dover decidere l'intervallo di tempo tra un pap test e l'altro, in base al risultato ottenuto l'ultima volta che è stato effettuato, in generale non occorre farlo in gravidanza, se sono passati meno di tre anni dall'ultimo.   »

Fai la tua domanda agli specialisti