Tiroide e carenza di iodio nella dieta: italiani a rischio gozzo

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 06/11/2014 Aggiornato il 06/11/2014

Il 12% degli Italiani è a rischio ipotiroidismo e gozzo. La causa? Carenza di iodio nella dieta

Tiroide e carenza di iodio nella dieta: italiani a rischio gozzo

Incredibile a dirsi, ma un popolo che vive di dieta mediterranea come quello italiano, è a rischio ipotiroidismo e gozzo, problemi legati al funzionamento della tiroide. Secondo un rapporto Osnami (Osservatorio nazionale per il monitoraggio della iodoprofilassi in Italia), infatti, siamo un paese che soffre di carenza di iodio, presente soprattutto nel pesce.

I numeri italiani sullo iodio

L’Osnami sottolinea come la carenza di iodio nella popolazione italiana sia in lieve remissione ma persista ancora a tal punto da far temere disturbi della tiroide come gozzo e ipotiroidismo. Infatti, il 12% degli Italiani è affetto da gozzo. Questo tipo di carenza ha diverse sfaccettature e differenti livelli di gravità a seconda delle regioni analizzate dall’Osservatorio.

Il ruolo svolto dallo iodio

Lo iodio è un minerale fondamentale per il mantenimento di uno stato di salute buono e di un organismo efficiente in ogni sua funzione. Come ogni altro minerale, anche lo iodio svolge specifiche funzioni e dovrebbe essere presente nell’organismo in precise quantità, pena soffrire di carenze e patologie a esse correlate.  Le funzioni principali dello iodio per la nostra salute sono: produzione di ormoni tiroidei, sviluppo e accrescimento organico durante infanzia e adolescenza, mantenimento dell’equilibrio metabolico negli adulti. Dunque, una carenza di iodio porta la tiroide a vivere una condizione perenne di surmenage. Il risultato? Si ingrossa, formando il caratteristico gozzo e determinando problemi fisiologici sia meccanici (a livello di deglutizione) sia metabolici.

Fondamentale nell’infanzia e in gravidanza

L’Osnami, nelle sue ricerche sulla carenza di iodio, si è concentrato su due categorie per le quali questo minerale riveste importanza fondamentale: infanzia e gravidanza. Per quanto riguarda l’età infantile, sono state analizzate le urine di bimbi in età scolare. La ricerca si è concentrata, appunto, sul livello di iodio presente nell’urina dei bambini. I dati sono poi stati raccolti e presentati all’interno di uno speciale studio: il “Progetto Italiano contro la carenza di iodio in pediatria”, pensato e realizzato dalla Società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica.

A rischio Sicilia, Toscana e Liguria

I risultati delle analisi hanno, quindi, evidenziato che ben 6 delle 9 regioni partecipanti allo studio, mostrano valori di iodio sotto la soglia di 100 μg/L. Questo limite minimo è stato stabilito dalla World Health Organization (WHO) come soglia, al di sotto della quale, si può definire una popolazione iodocarente. Le regioni “gravemente insufficienti” sono risultate, nello specifico, Sicilia, Toscana e Liguria. Non solo bambini, però. Il progetto, infatti, ha monitorato e analizzato anche i dati relativi alle urine di donne in gravidanza (che non assumevano integratori di iodio) e i risultati hanno mostrato un’insufficienza anche in questo caso. Eppure, lo iodio è un minerale fondamentale soprattutto in gravidanza e durante l’allattamento.

Iodio in gravidanza e allattamento

Ma cosa provoca una carenza di iodio in gravidanza e in allattamento? Gravi conseguenze come possibilità aumentata di aborti e difetti cognitivi nel bambino. Per cui, in questi casi, sono consigliati e necessari specifici integratori. Non dimentichiamo, poi, che la maggior parte degli integratori prescritti in gravidanza e allattamento, sono multiminerali contenenti le quantità ottimali di iodio, nonché di ogni altro minerale indispensabile.

Quanto iodio dovremmo assumere?

Riferendoci ai Livelli di assunzione raccomandati di nutrienti (Larn), per stare bene e non incorrere in carenze, un adulto dovrebbe assumere circa 150 μg di iodio al giorno, mentre il fabbisogno per un bambino e un adolescente si attesta tra i 90 e i 120; infine, una donna in dolce attesa dovrebbe assumere ben 220 μg al giorno del minerale e addirittura 290 μg di iodio durante l’allattamento.

Gozzo: in Italia è emergenza sanitaria

In Italia, ben più del 10% della popolazione pare si ammali ogni anno di gozzo. Le conseguenze sono dispendiose per la Sanità nazionale: si parla di 50 ricoveri ogni 100 mila abitanti e di un relativo costo sanitario di 150 milioni di euro all’anno. Antonella Olivieri, del Dipartimento di Biologia cellulare e neuroscienze dell’Istituto superiore di sanità e responsabile scientifico dell’Osnami, sottolinea come il livello di iodio relativo  alla popolazione italiana stia fortunatamente aumentando, ma che persista comunque un’emergenza relativa alla forte carenza del minerale e alle patologie, tiroidee e non, a essa correlate.

In breve

ATTENZIONE A BAMBINI E DONNE IN GRAVIDANZA

In Italia, il 12% della popolazione soffre di carenza di iodio. Il risultato è un aumento del gozzo e delle correlate patologie tiroidee. L’allarme sembra interessare maggiormente i bambini, gli adolescenti e le fasi cruciali di gravidanza e allattamento.

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