Troppi antibiotici: bisogna ridurre i consumi

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 23/11/2017 Aggiornato il 23/11/2017

In fatto di consumo di antibiotici il nostro Paese è la pecora nera d'Europa, con percentuali superiori - anche di molto in alcuni casi - alla media europea. Pericolose conseguenze

Troppi antibiotici: bisogna ridurre i consumi

Consumiamo troppi antibiotici e spesso a sproposito. Questo ci colloca nelle posizioni peggiori in Europa, specie dopo la pubblicazione delle Linee guida europee per un uso appropriato degli antibiotici. Per correre ai ripari il ministero della Salute ha presentato un “Piano nazionale di contrasto all’antimicrobico-resistenza”, attualmente al vaglio della Conferenza delle Regioni. L’obiettivo? Ridurre il consumo degli antibiotici sia per uso umano sia veterinario.

I rischi dell’antibiotico-resistenza

L’antibiotico-resistenza è quella condizione, indotta da un uso eccessivo e inappropriato di questi farmaci, in base alla quale i batteri sono in grado di resistere all’azione degli antibiotici, facendo sì che alcune infezioni batteriche risultino non più debellabili. Secondo i dati attualmente disponibili le infezioni batteriche resistenti in Italia colpiscono ogni anno oltre 280mila soggetti, provocando tra i 4.500 e i 7.000 decessi (la maggioranza dei casi in ospedale, meno di un decimo a domicilio). A livello globale si stima che nel 2050 i batteri resistenti agli antibiotici uccideranno una persona ogni tre secondi, mietendo nel mondo 10 milioni di vittime.

Il Piano nazionale

Gli obiettivi del “Piano nazionale di contrasto all’antimicrobico-resistenza” contro il consumo di troppi antibiotici sono ambiziosi: ridurre del 10% il consumo di questi farmaci acquistati in farmacia, del 5% quelli somministrati in ospedale e del 30% quelli a uso veterinario. Oltre a cercare di sensibilizzare medici, farmacisti e cittadini a un più corretto uso degli antibiotici con apposite campagne informative, il progetto del ministero punta a sorvegliare i cosiddetti “super-batteri” mediante un apposito sistema di allerta per le segnalazione di nuovi casi e laboratori di riferimento per la loro caratterizzazione molecolare.

I batteri più resistenti

Secondo le tabelle presenti nel Piano nazionale di contrasto all’antimicrobico-resistenza”, per esempio, la Klebsiella pneumoniae, responsabile di diversi decessi soprattutto tra i pazienti ospedalizzati, nel nostro Paese è resistente alle terapie in oltre il 55% dei casi contro una media europea del 30,3%, mentre l’Escherichia coli è resistente alle cefalosporine (antibiotici) nel 30,1% dei casi contro una media europea del 13,1. E, tanto per ribadire che la situazione è grave, l’Acinetobacter, uno dei 10 batteri più pericolosi per l’uomo diffuso soprattutto in ambiente ospedaliero, nel nostro Paese resiste alle terapie antibiotiche nel 78,3% dei casi.

 

 

Da sapere!

Tra le Regioni, quella con più casi registrati di antibiotico-resistenza è il Lazio (946), seguito dal Piemonte (730), dalla Lombardia (657), dall’Emilia Romagna (604) e dalla Liguria (597).

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Placenta bassa: si può fare qualcosa per farla risalire?

27/01/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Con il passare delle settimane e l'aumento di dimensione dell'utero la placenta tende a spostarsi verso il fondo dell'utero in modo spontaneo, senza che vi sia bisogno di fare nulla per favorire la sua "migrazione".   »

Bimbo di tre anni che colora fuori dai bordi

23/01/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

E' normale che a tre anni il bambino non riesca ancora a colorare una sagoma senza uscire dai bordi, quindi insistere affinché lo faccia rappresenta solo un'inutile forzatura.   »

L’uso del cellulare è nocivo in gravidanza?

13/01/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Aldo Messina

Durante la gestazione, è davvero poco probabile, anzi si può quasi escludere, che l'utilizzo del telefonino possa avere ripercussioni negative sul bambino.   »

Fai la tua domanda agli specialisti