Tumore ai testicoli: giovani sempre più colpiti

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 25/07/2017 Aggiornato il 25/07/2017

Entro il 2025 i casi di tumore al testicolo aumenteranno del 30%. Fondamentale la prevenzione

Tumore ai testicoli: giovani sempre più colpiti

Negli uomini tra i 15 e i 35 anni quello il tumore ai  testicoli sarà quello con l’incidenza più elevata. Entro il 2025 si prevede addirittura un aumento del 30% dei casi. Se ne è parlato al seminario “La salute andrologica: corretta informazione, efficace prevenzione e diagnosi precoce”, promosso dal Policlinico Umberto I – Università La Sapienza di Roma.

Italia, Paese ad alto rischio

Ogni anno in Italia si registrano circa 5mila nuovi casi di tumore ai testicoli. La prevenzione e l’informazione rappresentano la chiave per intervenire in tempo e scongiurare complicazioni. Anche perché, ben dieci malati ogni centomila individui rappresentano per il nostro Paese un dato non felicissimo, facendoci rientrare in una fascia statistica di rischio considerata medio-alta. Basti pensare che negli ultimi anni l’incidenza è salita del 12%, dato che porta appunto a ipotizzare un’ulteriore crescita fino al 30% in un periodo inferiore ai dieci anni, come spiega Andrea Isidori, professore associato di Andrologia della Sapienza e componente della European Academy of Andrology.

Le cause possibili

È bene tenere alta l’allerta, anche se occorre ricordare che quello il tumore ai testicoli ha le maggiori probabilità di raggiungere una guarigione completa. Le cause principali di questo particolare cancro sono da ricercare nella mancata discesa dei testicoli nella sacca scrotale (criptorchidismo) o in una malattia genetica caratterizzata dal possedere un cromosoma X in più (sindrome di Klinefelter). Anche una familiarità con il problema o essere affetti da Aids o Hiv accresce la percentuale di rischio.

Autopalpazione, prima forma di prevenzione

Il primo passo preventivo deve arrivare proprio dagli uomini. Come illustrato dal direttore Unità Operativa Complessa di Endocrinologia e Andrologia del Policlinico Umberto I e presidente della Società Italiana di Endocrinologia (Sie), Andrea Lenzi, l’autopalpazione ricopre un ruolo fondamentale nel permettere di individuare il problema o rendersi conto che c’è qualcosa che non va. In una condizione normale, con palpazione delicata ma decisa, non si deve sentire dolore e il testicolo deve risultare liscio e compatto. Nel caso non fosse così, è consigliabile fare degli accertamenti.

 

 

 
 
 

Da sapere!

Il Policlinico Umberto I di Roma è tra gli ospedali meglio attrezzati per la cura del tumore al testicolo. Grazie al team di specialisti della Testis Unit è possibile affrontare il problema in modo mirato e tempestivo, seguendo le terapie più indicate con un percorso di gestione del paziente integrato al meglio.

 

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