Tumore al fegato: in aumento i casi fra le donne

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 18/12/2019 Aggiornato il 18/12/2019

In passato era una malattia prevelarmente maschile. Oggi, invece, i casi di tumore al fegato sono in aumento soprattutto nel sesso femminile. Ecco perché

Tumore al fegato: in aumento i casi fra le donne

È sempre stata una malattia prettamente maschile, con un numero di uomini colpiti quasi doppio rispetto a quello delle donne. Ma ben presto le cose potrebbero cambiare: il tumore al fegato, infatti, è sempre più diffuso anche nel sesso femminile.

La ragione? L’adozione da parte del “gentil sesso” di cattive abitudini che sono sempre state ad appannaggio dei maschi, in particolare il consumo di alcol. A scattare una fotografia aggiornata della situazione in Italia sono gli oncologi italiani riuniti in occasione del XXI Congresso Nazionale Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), che si è tenuto recentemente a Roma.

I dati aggiornati

I numeri parlano chiaro: il tumore al fegato sta diventano sempre più frequente nelle donne e sempre meno comune negli uomini. I nuovi casi registrati nel sesso femminile sono passati dai 3.800 del 2014 ai 4.600 del 2019, pari a un aumento del 21% in cinque anni.

Al contrario, negli uomini le nuove diagnosi sono diminuite del 7,5% nel quinquennio considerato. La ragione principale di questo fenomeno è il notevole aumento nel consumo di alcol: basti pensare che un terzo dei casi di tumore del fegato nel nord Italia è dovuto proprio all’abuso di alcol.

Tuttavia, l’incidenza maggiore delle donne si registra nel meridione, che fa segnare un +19% rispetto al nord. La ragione? Le particolari condizioni genetiche e ambientali che si registrano nel sud Italia, in particolare la diffusione dell’epatite B e C. Attenzione anche alla scarsa igiene orale.

Nuove cure allo studio

Come molti tumori, anche il tumore al fegato non causa sintomi evidenti nelle prime fasi. E, infatti, solo nel 10% delle persone viene diagnosticato in maniera precoce. Il risultato? Le percentuali di guarigione sono ancora basse: solo il 20% dei pazienti è vivo a cinque anni dalla diagnosi.

Fortunatamente, oggi i progressi in questo settore stanno migliorando le cose. Per esempio, la terapia mirata con lenvatinib in prima linea (in persone mai trattate prima) ha dimostrato di portare più benefici rispetto allo standard di cura, il sorafenib.

Da sapere

ATTENZIONE A DIABETE E OBESITÀ

Fra i fattori di rischio del tumore al fegato stanno assumendo un ruolo sempre più significativo le malattie incluse nella sindrome metabolica, in particolare diabete e obesità.

Fonti / Bibliografia

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