Tumore al seno: conosciamolo bene

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 07/05/2015 Aggiornato il 07/05/2015

È il tipo di cancro più frequente del sesso femminile. Eppure, il tumore al seno sembra un illustre e terribile sconosciuto per molte donne, anche per quelle che ne soffrono. Ecco come riconoscerlo

Tumore al seno: conosciamolo bene

È questo la sconvolgente notizia emersa da un’indagine condotta da un team di ricercatori americani del Dana-Faber Cancer Institute di Boston. Eppure, quello al seno o alla mammella è il più diffuso fra i tumori femminili. È caratterizzato dalla proliferazione anomala e incontrollata di alcune cellule della ghiandola mammaria, che diventano maligne. In base all’epoca di comparsa e della diagnosi, alla serietà, alle dimensioni e alla diffusione, il tumore al seno può essere classificato in cinque stati diversi, 0 a IV. Se diagnosticato e trattato tempestivamente, quando è ancora circoscritto, le speranze di guarigione e di sopravvivenza a cinque anni sono molto elevate.

Si riconosce da un nodulo…

È un nodulo, per lo più non dolente, palpabile o persino visibile, il segnale che più frequentemente porta alla scoperta di un tumore al seno. In circa metà delle donne, il nodulo si forma nella parte superiore esterna della mammella, cioè quella più vicina all’ascella.

…O dalla pelle e dal capezzolo

Per quanto riguarda l’aspetto generale del seno, occorre insospettirsi se si notano delle alterazione del capezzolo (che può perdere liquido o diventare più sporgente o più rientrato) e della pelle, soprattutto quando riguardano un solo seno.

…Oppure senza sintomi

Non è detto però che questo tumore si manifesti in modo così evidente, perché talvolta non da luogo a cambiamenti riconoscibili: proprio per questo, sono necessari controlli dopo i 30 anni e, almeno superati i 40 anni di età, è necessario sottoporsi, oltre alla visita senologica annuale, anche a ecografia mammaria e alla mammografia.

Coinvolte in uno studio 500 donne malate

Lo studio ha riguardato 500 donne malate di tumore al seno. Tutte sono state invitate a rispondere a un questionario riguardante la loro malattia. In particolare, è stato chiesto loro di indicare lo stadio e il grado del cancro da cui erano affette e le sue caratteristiche. Lo scopo era capire quante di loro conoscessero davvero la patologia da cui erano affette.

Poche conoscono davvero la malattia

L’analisi dei risultati ha evidenziato che molte donne con tumore al seno non sanno esattamente in che cosa consista la propria malattia. Infatti, se una percentuale abbastanza elevata del campione, compresa tra il 32% e l’82%, ha saputo elencare le caratteristiche della neoplasia, ben poche partecipanti sono state in grado di rispondere a domande più specifiche. Solo una percentuale compresa tra il 20% e il 58% ha dimostrato di conoscere davvero la malattia, di saperne descrivere con cognizione di causa caratteristiche e implicazioni. Dall’indagine sono emersi anche alcuni dati sociologici. Si è visto, infatti, che fra tutte le intervistate che hanno vissuto o stanno vivendo e combattendo il cancro al seno, quelle meno preparate sono le donne di colore e ispaniche. “I nostri risultati dimostrano la mancanza di conoscenza che molti pazienti hanno del proprio tumore e ha identificato la necessità di migliorare l’educazione del paziente e la sua consapevolezza del problema” hanno spiegato gli autori.

La conoscenza facilita la diagnosi

In effetti, la scarsa conoscenza è un problema rilevante, soprattutto in termini di prevenzione. Perché informazione corretta e conoscenza della malattia sono la base per riconoscerne precocemente i sintomi, attraverso la pratica dell’autopalpazione per esempio, e garantirsi una diagnosi tempestiva, grazie a ecografia e mammografia eseguite periodicamente.

VUOI ALTRI CONSIGLI PER PREVENIRE IL TUMORE AL SENO? LEGGI QUI

 

 
 
 

In breve

I DATI DEL PROBLEMA

Il tumore al seno colpisce una donna su otto. È il tumore più frequente tra la popolazione femminile e rappresenta il 29% di tutti i tumori. Si merita un triste primato, quello di prima causa di mortalità oncologica tra le donne.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Menopausa: quali alimenti per l’energia e il buon umore?

16/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Rosa Lenoci

Una corretta alimentazione può davvero rivelarsi preziosa per stare globalmente bene anche in menopausa. In realtà tutti i consigli dietetici utili dopo il termine dell'età fertile sono preziosi in qualunque periodo della vita.   »

Ecografia transvaginale: potrebbe causare un aborto?

16/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

L'ecografia transvaginale può risultare più o meno fastidiosa a seconda di come viene maneggiata dal medico, tuttavia in nessun caso può provocare un vero danno.   »

Difficoltà ad avere un secondo figlio

16/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Sono tanti i fattori che possono essere di ostacolo alla possibilità di avviare una seconda gravidanza e tra questi ci sono lo stress prolungato e un peso corporeo dell'aspirante mamma che si discosta molto, per eccesso o per difetto, da quello ideale.   »

Vaccino pertosse-difterite-tetano: quando farlo in gravidanza?

11/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La vaccinazione anti pertosse-difterite-tetano va effettuata tra la 28^ settimana di gestazione e prima della 36^ settimana, in modo da dare al corpo della della donna il tempo di produrre gli anticorpi specifici che poi passeranno attraverso la placenta per proteggere il neonato.   »

Mamma con herpes: c’è il rischio che il lattante venga contagiato?

09/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

La possibilità che un'infezione da herpes venga trasmessa da mamma a bambino esiste, ma alcuni accorgimenti possono limitare questa possibilità.   »

Inizio gravidanza e raggi X

03/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Marcello Orsi

Nelle primissime fasi della gravidanza, vige la legge del "tutto o nulla" vige anche in radiobiologia.   »

Immune alla toxoplasmosi: si deve comunque ripetere l’esame tutti i mesi?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una volta appurato che le IgG, cioè gli anticorpi "memoria", sono maggiori di 2 non c'è alcun bisogno di ripetere il toxo-test ogni mese perché il risultato indica un'immunità permanente nei confronti dell'infezione.   »

Fai la tua domanda agli specialisti