A cura di Alberta MascherpaPubblicato il 16/04/2019Aggiornato il 16/04/2019
Messo a punto un esame del sangue in grado di scoprire precocemente il tumore al seno. Ma per ora resta valida la mammografia
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C’è un nuovo modo per diagnosticar precocemente il tumore al seno. Un team di ricercatori di Heidelberg in Germania ha messo a punto un test che ne rileva la presenza con un semplice prelievo di sangue. Il nuovo test, definitivo dal mondo scientifico sensazionale, sarebbe in grado di fornire indicazioni sulla presenza o meno di un tumore al seno con lo stesso grado di attendibilità di una mammografia. Prima di entrare nel novero dei controlli per la prevenzione della neoplasia mammaria, però, il test dovrà essere verificato in studi più ampi.
Risultati promettenti
I risultati ottenuti finora si basano, infatti, su 650 donne, la metà delle quali ammalata. Analizzando il sangue delle donne malate, i ricercatori hanno rilevato la presenza di 15 diversi biomarcatori, in base ai quali poter diagnosticare la presenza di un tumore al seno, anche in fase iniziale. Gli esperti hanno spiegato che l’esame del sangue è basato su un’innovativa procedura di biopsia liquida capace di verificare la presenza della malattia in modo non invasivo. Proprio perché troppo ridotti per numero, però, questi risultati non possono ancora essere commentati ufficialmente, tanto che il Centro tedesco per la ricerca sul cancro si è perfino astenuto da divulgare la notizia.
Restano validi gli esami tradizionali
In attesa che il test possa diventare un concreto strumento di rilevazione del tumore al seno, non resta che affidarsi agli altri mezzi che la medicina mette a disposizione per la prevenzione che vanno dall’ecografia alla mammografia, con una frequenza che variain base all’età e alle condizioni del seno. Anche la palpazione è fondamentale e può essere fatta sia dal medico nel corso di una visita sia da sole imparando correttamente i gesti.
Attenzione ai fattori di rischio
Vanno sempre tenuti in considerazione anche i fattori di rischio: da un menarca precoce a una menopausa tardiva, da una prima gravidanza a termine dopo i trent’anni al mancato allattamento al seno. A questi si aggiungono fattori ormonali, in primis il ricorso alla terapia sostitutiva in menopausa. Da non trascurare sono i fattori dietetici e metabolici: particolarmente rischiosa è l’assunzione elevata di alcol e una dieta ricca di grassi animali e povera di fibre vegetali.
Da sapere!
Il 5-7% dei tumori al seno risulta infine essere legato a fattori ereditari, un quarto dei quali legati alla mutazione di due geni:BRCA 1 e BRCA 2. In questi casi uno stile alimentare e di vita poco sano possono aumentare le probabilità di ammalarsi.
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