Tumore al seno: nuova tecnica di ricostruzione post intervento

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 09/04/2018 Aggiornato il 04/08/2018

Per la prima volta in Italia è stata eseguita una ricostruzione dopo un tumore al seno utilizzando due lembi di tessuti vitali. Quali vantaggi ha

Tumore al seno: nuova tecnica di ricostruzione post intervento

In Italia ogni giorno si scoprono 131 nuovi casi di tumore al seno, una malattia che secondo le statistiche colpisce almeno una donna ogni 10. Fortunatamente, negli ultimi anni le chance di guarigione e sopravvivenza sono aumentate. In alcuni casi, però, per salvare la vita alla donna è necessario asportare più di un quadrante di seno o addirittura l’intera mammella: un’operazione che è quasi sempre seguita dalla chirurgia ricostruttiva. Ora, un’équipe del Policlinico Duilio Casula di Monserrato, ha messo a punto una nuova tecnica di ricostruzione basata sull’innesto di due lembi di tessuto (grasso e pelle) prelevati dall’interno delle cosce (Ppap flap) delle pazienti.

L’intervento classico

Tradizionalmente la ricostruzione della mammella in seguito all’intervento di asportazione per tumore al seno viene effettuata ricorrendo a protesi o tessuti prelevati dalla donna stessa, come il tessuto mammario residuo oppure il tessuto addominale o, ancora, il grasso prelevato da altre zone. Nel corso dello stesso intervento o in un momento successivo, se necessario, si ricostruiscono il capezzolo e l’areola utilizzando rispettivamente un piccolo lembo di tessuto locale e un innesto di cute prelevato dalla piega inguinale oppure un tatuaggio. Talvolta, per motivi estetici il chirurgo plastico rimodella anche la mammella sana.

La nuova tecnica

Ideata dai medici sardi guidati dal professor Andrea Figus, prevede l’utilizzo contemporaneo di due lembi di tessuto (grasso e pelle) prelevati dall’interno delle cosce dalla donna e trasferiti, uniti insieme, nella regione mammaria per ricostruire un solo seno. La particolarità è che il chirurgo preleva questi tessuti insieme con un’arteria e una vena, che vengono poi collegate con le arterie e le vene che passano vicino allo sterno: si tratta, dunque, di tessuti vitali.

Due storie di successo

La nuova tecnica di ricostruzione dopo tumore al seno è stata sperimentata su due donne molto magre, già sottoposte a chemioterapia e radioterapia, oltre a una ricostruzione fallita con protesi. “Abbiamo valutato insieme alle pazienti soluzioni che potessero offrire una ricostruzione duratura e un risultato soddisfacente e abbiamo optato per una ricostruzione nuova e complessa che, vista la nostra esperienza, abbiamo potuto eseguire con successo e sicurezza a Cagliari, per la prima volta in Italia” ha spiegato il professor Figus. Oggi le due pazienti stanno bene. Complessivamente la microchirurgia ricostruttiva della Aou di Cagliari ha eseguito 54 interventi complessi con lembi microchirurgici, un numero significativo per un centro italiano appena costituito.

 

 
 
 

Da sapere!

Oggi quasi il 90% delle donne con tumore al seno è vivo a cinque anni della diagnosi. Merito dell’adesione crescente ai programmi di screening, delle diagnosi sempre più precoci e delle cure all’avanguardia.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Menopausa: quali alimenti per l’energia e il buon umore?

16/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Rosa Lenoci

Una corretta alimentazione può davvero rivelarsi preziosa per stare globalmente bene anche in menopausa. In realtà tutti i consigli dietetici utili dopo il termine dell'età fertile sono preziosi in qualunque periodo della vita.   »

Ecografia transvaginale: potrebbe causare un aborto?

16/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

L'ecografia transvaginale può risultare più o meno fastidiosa a seconda di come viene maneggiata dal medico, tuttavia in nessun caso può provocare un vero danno.   »

Difficoltà ad avere un secondo figlio

16/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Sono tanti i fattori che possono essere di ostacolo alla possibilità di avviare una seconda gravidanza e tra questi ci sono lo stress prolungato e un peso corporeo dell'aspirante mamma che si discosta molto, per eccesso o per difetto, da quello ideale.   »

Vaccino pertosse-difterite-tetano: quando farlo in gravidanza?

11/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La vaccinazione anti pertosse-difterite-tetano va effettuata tra la 28^ settimana di gestazione e prima della 36^ settimana, in modo da dare al corpo della della donna il tempo di produrre gli anticorpi specifici che poi passeranno attraverso la placenta per proteggere il neonato.   »

Mamma con herpes: c’è il rischio che il lattante venga contagiato?

09/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

La possibilità che un'infezione da herpes venga trasmessa da mamma a bambino esiste, ma alcuni accorgimenti possono limitare questa possibilità.   »

Radiografia ad inizio gravidanza: è pericoloso?

03/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Marcello Orsi

Nelle primissime fasi della gravidanza, vige la legge del "tutto o nulla" vige anche in radiobiologia.   »

Immune alla toxoplasmosi: si deve comunque ripetere l’esame tutti i mesi?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una volta appurato che le IgG, cioè gli anticorpi "memoria", sono maggiori di 2 non c'è alcun bisogno di ripetere il toxo-test ogni mese perché il risultato indica un'immunità permanente nei confronti dell'infezione.   »

Fai la tua domanda agli specialisti