Tumore al seno: un aiuto dalla oncoimmunoterapia?

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 28/10/2015 Aggiornato il 28/10/2015

Già usata per il melanoma e il tumore al polmone, ora la oncoimmunoterapia potrebbe rivelarsi utile anche per il tumore al seno. Di che cosa si tratta

Tumore al seno: un aiuto dalla oncoimmunoterapia?

Secondo le statistiche, in Italia una donna su otto si ammala di tumore al seno nell’arco della vita. Anche per questo il mondo della ricerca non si ferma. Al contrario: quello al seno è uno dei tumori più studiati in assoluto, tanto che periodicamente emergono novità importanti sia per quanto riguarda cause e diagnosi sia sul fronte delle cure. Una delle ultimissime è stata discussa al congresso internazionale sul tumore al seno “Meet the professor”, che si è tenuto recentemente a Padova. Di che cosa si tratta? Della probabile utilità dell’oncoimmunotetapia per il trattamento della malattia.

Come funziona

Per oncoimmunoterapia si intende una cura in grado di “rieducare” il sistema immunitario in modo che impari a riconoscere il tumore e a combatterlo. Il presupposto su cui si basa la terapia è che se la malattia è riuscita a svilupparsi, evidentemente, il sistema di difesa non ha funzionato a dovere. Lo scopo, dunque, è somministrare dall’esterno sostanze capaci di stimolare i linfociti (una delle componenti principali del sistema immunitario) a individuare le cellule cancerogene, incrementando al tempo stesso la loro capacità di distruggere il “nemico”.

Dura nel tempo

“Queste nuove terapie, per ora sperimentali, agiscono non tanto stimolando il sistema immunitario, ma depotenziando il freno che il sistema immunitario stesso si impone: in pratica quel recettore PD1 che viene utilizzato dai tumori per evadere la sorveglianza immunitaria. La cosa straordinaria è che la terapia immune è duratura nel tempo e, quindi, il sistema immunitario diventa capace di controllare il tumore molto a lungo. Finalmente si può cominciare a parlare di guarigione” ha spiegato il professor Pierfranco Conte, coordinatore della Breast Unit dell’Istituto oncologico Veneto Irccs e direttore dell’Oncologia medica all’Università di Padova.

Risultati incoraggianti

Si tratta di una cura che si è già dimostrata efficace nei confronti del melanoma () e, recentemente, anche del tumore al polmone. Ora, le ultime ricerche suggeriscono che essa potrebbe costituire una risorsa preziosa anche nella lotta al tumore al seno, in particolare nei confronti delle forme più aggressive. “L’oncoimmunoterapia sembra particolarmente promettente proprio verso quei tumori al seno più aggressivi: gli HER2+ e i Tripli negativi. Sono proprio i tumori più mutati o capaci di mutare, quindi i più difficili, quelli che meglio vengono riconosciuti dal sistema immunitario, se adeguatamente aiutato dalle nuove terapie” ha confermato l’esperto.

Le prime conferme scientifiche

Lo studio più recente che ha confermato l’utilità dell’oncoimmunoterapia nei confronti del tumore al seno è stato condotto da un team di ricercatori francesi e statunitensi. In questo caso è stata testata, su un gruppo di 54 pazienti con tumori al seno triplo negativi metastatici, una sostanza chiamata MPDL3280A. Ebbene, nel 19% delle partecipanti si è registrata una risposta alla cura: un buon risultato se si considera che le sperimentazioni sono solo all’inizio.

 

 

 
 
 

In breve

CURE SEMPRE PIU’ EFFICACI

Da qualche anno, i medici hanno a disposizione una nuova arma per il trattamento del tumore al seno: i farmaci intelligenti, capaci di agire su specifici bersagli delle cellule tumorali. Queste molecole si sono rivelate preziose in molti casi. Tuttavia, considerando che il tumore ha la capacità di mutare rapidamente, non sono sempre efficaci. Ecco perché la ricerca sta seguendo anche altre strade.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Ectropion in gravidanza: c’è da preoccuparsi se sanguina?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Sara De Carolis

Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza.   »

Si può cominciare lo svezzamento a quattro mesi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Stefano Geraci

Le linee guida indicano, come epoca corretta per l'inizio dello svezzamento, i sei mesi. Di conseguenza è meglio non anticipare troppo questa data.   »

Macchie tra i dentini in un bimbo di 15 mesi: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

In caso di discromie dello smalto si può attendere per vedere come evolve la situazione: se peggiora è consigliabile una visita ortodontica.   »

Svezzamento: si possono dare le verdure con il pesce?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Chiara Boscaro

Proporre le verdure insieme al pesce è un’ottima abitudine. Le verdure completano il profilo nutrizionale della pappa, in più aiutano ad accettare il sapore del pesce grazie alla loro naturale dolcezza.  »

Mestruazioni in ritardo: cosa può essere?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Le possibili ragioni di un'irregolarità mestruale sono numerose: per individuare quale tra queste è responsabile di un ritardo serve un controllo ginecologico ed eventualmente i dosaggi ormonali che si effettuano con lo specifico esame del sangue.   »

Fai la tua domanda agli specialisti