Tumore al seno: un test molecolare potrà evitare chemio inutili?

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 15/02/2022 Aggiornato il 15/02/2022

Un nuovo test genomico potrebbe aiutare a identificare le donne con tumore al seno in post menopausa che non avrebbero bisogno dalla chemio dopo l'intervento

Tumore al seno: un test molecolare potrà evitare chemio inutili?

Il tumore al seno  è uno di quelli più frequenti, ma anche uno di quelli maggiormente studiati. Oggi, le chance di guarigione e sopravvivenza per le donne colpite sono molto elevate. Una delle ultime scoperte in questo ambito regala ottime speranze. Secondo un recente studio, infatti, il test molecolare a 21 geni permetterebbe di identificare i casi in cui non è necessario procedere con la chemioterapia successiva all’intervento chirurgico in post-menopausa: se i risultati saranno confermati, dunque, si potranno evitare cure inutili e pesanti a tante pazienti.

Come si può vivere con il tumore al seno?

L’intervento di asportazione del tumore al seno rappresenta la cura di elezione in molti casi. Dopo la chirurgia, può essere necessario ricorrere ad altre cure, come la terapia ormonale, associata o meno alla chemioterapia. Secondo i dati dello studio RxPONDER, pubblicato sulla rivista The New England Journal of Medicine, però, a cinque anni dalla diagnosi di malattia, è vivo e libero da malattia invasiva il 91,9% delle donne in post menopausa trattate, dopo la chirurgia, con la sola terapia ormonale e il 91,3% delle pazienti che, dopo l’intervento, hanno ricevuto anche la chemioterapia. L’aggiunta della chemioterapia, dunque, non sembra tradursi in una particolare efficacia e utilità.

Cosa è emerso dal nuovo studio?

Al recente San Antonio Breast Cancer Symposium, il più importante congresso internazionale dedicato a questa neoplasia, gli autori dello studio RxPONDER hanno presentato i risultati aggiornati. Ebbene, anche questi confermano che la chemioterapia dopo la chirurgia non apporta benefici significati alle donne in post-menopausa. La ricerca è stata condotta dal SWOG Cancer Research Network con il supporto del National Cancer Institute (NCI).

A cosa serve il test genomico?

Complessivamente, gli autori hanno analizzato 5.083 donne con tumore del seno in stadio iniziale, che esprime i recettori estrogenici ma non la proteina HER2, e coinvolgimento dei linfonodi ascellari. Tutte sono state sottoposte al test genomico Oncotype DX. Lo scopo era capire meglio quando ha senso ricorrere alla chemioterapia adiuvante dopo l’intervento chirurgico.

Secondo i risultati, nelle donne in post menopausa che hanno questo tipo di tumore e un risultato del test genomico pari o inferiore a 25 si può evitare il ricorso alla chemioterapia. In questi casi, infatti, sembra essere sufficiente la sola terapia ormonale. Se i risultati saranno confermati, migliaia di donne potranno evitare la chemio e, dunque, gli effetti collaterali a essa associati.

 

 

 
 
 

Da sapere!

Lo studio ha anche rivelato che le donne in premenopausa con tumore del seno con le stesse caratteristiche dovrebbero, invece, essere trattate con la chemioterapia adiuvante.

 

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