Tumore all’ ovaio: c’è un nuovo farmaco

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 30/06/2016 Aggiornato il 30/06/2016

Grazie all’analisi genetica è stato messo a punto un nuovo farmaco specifico in grado di contrastare il gene BRCA, noto come “mutazione Jolie”, rallentando così lo sviluppo del tumore all’ovaio

Tumore all’ ovaio: c’è un nuovo farmaco

Il tumore all’ ovaio ha origine dal tessuto di rivestimento della superficie dell’ovaio o della tuba. Ogni anno colpisce, a livello mondiale, circa 250 mila donne, quasi 5 mila solo in Italia. Viene considerato un killer silenzioso perché i suoi sintomi vengono spesso ignorati e scambiati per disturbi minori, provocando così un ritardo nella diagnosi. Nel mondo provoca più di 140 mila decessi ogni anno e in Italia rientra tra le prime cinque cause di morte oncologica tra le donne. I fattori di rischio più comuni sono l’età (in particolare tra i 50 e i 65 anni), un precedente tumore al seno, casi in famiglia, sovrappeso e fumo.

La mutazione Jolie

Nel 25% dei casi il tumore dell’ovaio origina in presenza di mutazioni nei geni BRCA (Breast Cancer Susceptibility), ormai nota in tutto il mondo come “mutazione Jolie”, perché ha portato la famosa attrice, moglie di Brad Pitt, alla decisione di farsi asportare le ovaie per prevenire l’insorgenza del tumore. Essendo causato in un quarto dei casi da una predisposizione genetica, una possibile forma di prevenzione è la rimozione delle ovaie dopo i 40 anni. La mutazione Brca, secondo studi consolidati, può fare aumentare le probabilità di sviluppare un tumore fino al 46%, rispetto all’1,8% della popolazione generale. Nel restante 75% le cause non sono direttamente riconducibili a delle mutazioni genetiche ereditarie.

Quale prognosi

Quando il tumore viene diagnosticato in uno stadio iniziale ed è confinato alle ovaie, il 90% delle pazienti ha la probabilità di sopravvivere per più di cinque anni. Nel caso la diagnosi arrivi quando il tumore è in stadio avanzato la percentuale di sopravvivenza a cinque anni si riduce drasticamente al di sotto del 30%.

Come intervenire

La strategia principale è rappresentata dalla chirurgia, al fine di rimuovere la maggior parte delle cellule tumorali. In aggiunta, in base alla diffusione della malattia, si associa un trattamento chemioterapico. Accanto a questi due approcci, si è aggiunta la prima terapia biologica, presto disponibile anche in Italia, che agisce su un bersaglio specifico delle cellule tumorali. Con la molecola in questione (olaparib), combinata a chirurgia e chemioterapia, oggi è possibile estendere la sopravvivenza a 5-6 anni dalla diagnosi. Bloccando l’enzima Parp, il nuovo farmaco fa sì che il Dna, danneggiato dalla mutazione Brca, non venga riparato, contribuendo così alla morte della cellulare tumorale e determinando una riduzione della dimensione del tumore o un rallentamento della sua crescita.

 

 

 

 
 
 

In breve

PERCHÈ SERVONO I TEST GENETICI

I test molecolari permettono di individuare la presenza di una mutazione nelle pazienti, offrendo loro un trattamento mirato, ma consentono anche di identificare i familiari a rischio all’interno di un percorso preventivo.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

24 ore senza pillola: sono ancora protetta?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata.   »

Placenta previa: può ripresentarsi anche nella seconda gravidanza?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Le donne che hanno avuto la placenta previa in una prima gravidanza in effetti hanno maggiori probabilità che la condizione si ripresenti nelle gravidanze successive. Ma, comunque, non è automatico che accada.   »

6^ settimana e l’embrione in ecografia non si vede: cosa sta succedendo?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

In effetti, in sesta settimana e con un valore delle beta superiore a 5000 l'ecografo dovrebbe visualizzare l'embrione con attività cardiaca. Ma se il ginecologo curante ritiene che la gravidanza sia iniziata più tardi dell'epoca presunta si può ancora sperare che stia andando tutto bene.  »

TSH alto in gravidanza: c’è da preoccuparsi?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Gianni Bona

Un valore molto alto del TSH richiede un attento monitoraggio della situazione da parte di uno specialista in endocrinologia, nonché l'assunzione dell' Eutirox.   »

Ridatazione della gravidanza gemellare e grande differenza di crescita tra i due bambini

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Una gravidanza gemellare in cui uno dei due bambini si sviluppa in maniera più che soddisfacente mentre l'altro ha uno scarso accrescimento deve essere seguita con grandissima attenzione, secondo i protocolli delle gestazioni ad alto rischio.   »

Toxoplasmosi: si può stare tranquille con le IgG e le IgM positive?

24/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

La positività delle IgG esprime l'immunità nei confronti della toxoplasmosi. La conferma si ottiene con il "test di avidità".   »

La pillola funziona dopo un mese?

24/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisabetta Canitano

Quando si comincia a prendere la pillola, si può contare fin da subito sulla sua azione contraccettiva, se si assume a partire dal primo giorno di arrivo delle mestruazione.   »

OKI (ketoprofene): perché non si può prendere in gravidanza?

20/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Tutti i FANS (per esempio ibuprofene, acido acetilsalicilico, ketoprofene, nimesulide) sono sconsigliati in gravidanza, in particolare a partire dal secondo trimestre, perché possono provocare un grave danno al cuore del feto: la chiusura prematura del dotto di Botallo.   »

Sintomi di gravidanza ma poi le mestruazioni sono arrivate: perché?

17/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Nausea, capogiri e altri sintomi che si manifestano nelle prime settimane successive al concepimento possono anche essere anche dovuti a una ragione diversa dalla gravidanza.   »

Bimbo di 4 anni che suda tantissimo di notte: cosa può essere?

17/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

L'eccessiva sudorazione notturna può essere dovuta a una cena troppo ricca di carboidrati, a un ambiente eccessivamente caldo, ma anche solo a una predisposizione individuale influenzata dalla familiarità.   »

Fai la tua domanda agli specialisti