Tumore alla cervice: più facile la diagnosi precoce

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 11/10/2016 Aggiornato il 11/10/2016

Dal Cnr arrivano nuovi strumenti per effettuare la diagnosi precoce del tumore alla cervice

Tumore alla cervice: più facile la diagnosi precoce

Diventerà più facile prevenire il tumore alla cervice uterina, o collo dell’utero. Questo tumore è il secondo tipo di cancro più diffuso tra le donne, subito dopo quello alla mammella, ed è tra le maggiori cause di mortalità femminile. I ricercatori dell’Ism-Cnr (l’Istituto di struttura della materia del Consiglio nazionale delle ricerche) hanno impiegato per la prima volta un microscopio ottico a scansione a campo vicino, che consente di distinguere il tessuto sano da quello malato fin da subito.

Nuovi strumenti per studiare la malattia

Alla base tumore alla cervice c’è l’aumento della sintesi di proteine, lipidi e acidi nucleici, pre-condizione per la rapida proliferazione delle cellule tumorali. Per studiare nel dettaglio come captare precocemente questi primi segni, un gruppo di ricerca italo-britannico, che coinvolge l’Istituto di struttura della materia del Consiglio nazionale delle ricerche (Ism-Cnr) di Roma Tor Vergata, ha impiegato per la prima volta presso Daresbury (Inghilterra) lo Scanning near-field optical microscopy (Snom), un microscopio ottico a scansione a campo vicino, insieme con un Infrared free electron laser (Ir-Fel), un laser a elettroni liberi a raggi infrarossi. La ricerca è stata pubblicata su Scientific Reports.

Laser a raggi infrarossi

I ricercatori hanno spiegato di essere riusciti a dimostrare che la combinazione del microscopio con il laser a raggi infrarossi permette di distinguere il tessuto sano da quello dove è presente il carcinoma fin dal primissimo insorgere della malattia e fornisce informazioni chimiche importanti per il rilevamento di anomalie delle cellule del collo dell’utero e per la diagnosi del cancro a risoluzioni spaziali anche minime, oltre gli 0.2 micron. La tecnica Snom-Ir-Fel, di estrema precisione, può essere utilizzata per identificare la posizione all’interno delle cellule di biomarcatori, molecole che permettono di individuarle e isolarle, portando a una maggiore comprensione dello sviluppo del cancro e consentendo di identificare le esatte posizioni nelle quali agire con la terapia.

 

 

In breve

LA RICERCA AL SERVIZIO DELLA SALUTE

Il progetto, finanziato in Gran Bretagna dal Science and Technology Facilities Council (Stfc) negli ultimi cinque anni, sarà presto seguito da una nuova programmazione, appena approvata dall’Engineering and Physical Sciences Research Council (Epsrc), indirizzata alla costruzione di un’altra sorgente infrarossi.

 

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