Tumore alle ovaia: come si scopre?

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 15/01/2016 Aggiornato il 15/01/2016

Il tumore alle ovaia, o carcinoma ovarico, spesso dà segni di sé solo quando è già in fase avanzata. Ecco i campanelli d’allarme e i fattori di rischio. Un nuovo test genetico può aiutare

Tumore alle ovaia: come si scopre?

È un nemico subdolo e silente perché quando dà segnali forti… rischia di essere troppo tardi. La mancanza di sintomi specifici è il problema principale del tumore alle ovaia, perché ostacola una diagnosi precoce e, soprattutto, ritarda l’inizio di un percorso di cure adeguato.

Il più aggressivo tumore ginecologico

Il tumore all’ovaia rappresenta il 3% di tutti i tumori femminili e colpisce circa seimila donne italiane ogni anno. È il sesto tumore più diffuso in Italia e il più aggressivo fra quelli ginecologici. Se scoperto in fase tardiva, è difficilmente guaribile. Otto diagnosi su 10, purtroppo, arrivano quando la malattia è ormai in fase avanzata.

Attenzione a questi 4 sintomi

Il problema è che spesso il tumore all’ovaia non dà sintomi: nel 70 per cento dei casi si sviluppa con sintomi vaghi e aspecifici. I possibili campanelli d’allarme sono quattro:

– sensazione prolungata di gonfiore addominale;

dolore addominale o pelvico;

– mancanza di appetito unita a un eccessivo senso di sazietà;

– disturbi da incontinenza urinaria.

Se questi disturbi ricorrono con insistenza da 3 o 6 mesi, è bene rivolgersi a uno specialista.

Il test genetico

I test genetici rappresentano un’arma in più a disposizione per sconfiggere la malattia: all’origine del tumore infatti c’è l’alterazione dei geni BRCA 1 e 2 che può portare a una predisposizione. Se questa anomalia viene individuata si possono studiare interventi di prevenzione. Ecco perché è importante ricondursi alla storia familiare: il 10% circa dei tumori ovarici è ereditario, se ci sono precedenti di tumore all’ovaia, seno e utero, l’esame può evitare o ritardare la malattia. Attraverso un semplice prelievo di sangue è possibile sapere se una donna è predisposta ad ammalarsi e anche se risponderà positivamente o meno ad alcuni farmaci.

A rischio anche chi ha fatto cure per l’infertilità

Sono più a rischio le donne che: hanno più di 55 anni, non hanno mai avuto figli, prendono farmaci per curare l’infertilità o soffrono di malattie infiammatorie, hanno precedenti di tumori ovarici in famiglia, hanno avuto un menarca (prima mestruazione) precoce o una menopausa tardiva.

Con diagnosi precoce, la sopravvivenza è del 90%

Secondo stime della Figo (Federazione internazionale di ginecologia e ostetricia), negli stadi iniziali, quando la malattia è ancora confinata a uno o entrambe le ovaie, la sopravvivenza a 5 anni è pari all’85-90%, mentre scende al 30% se la diagnosi avviene più tardi, cioè in 3 malate su 10.

 

 
 
 

DA SAPERE

SEMPRE PIÙ CURABILE

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità il tumore all’ovaio colpisce 250 mila donne all’anno. Grazie al miglioramento delle terapie, in 20 anni la sopravvivenza a 5 anni, anche in presenza di diagnosi tardive, è passata dal 20 al 30-40%.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Siero al retinolo durante la ricerca della gravidanza: ci sono rischi?

12/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Antonio Clavenna

In genere, la quantità di retinolo assorbita attraverso la cute è estremamente bassa e non in grado di causare rischi per il feto. A maggior ragione, si può stare tranquille se il prodotto è stato usato nelle primissime settimane di gravidanza.   »

Cerchiaggio preventivo: si deve stare sempre a letto?

11/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Nei primi giorni successivi all'intervento di cerchiaggio è possibile che venga raccomandato il riposo, dopodiché si possono riprendere le normali attività quotidiane, evitando comunque ogni eccesso per quanto riguarda l'impegno fisico.   »

Larva inghiottita con la marmellata: ci sono rischi per la gravidanza?

11/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Le larve che possono essere presenti nella marmellata non sono velenose quindi la loro assunzione accidentale (per quanto possa essere poco piacevole dal punto di vista psicologico) non espone a rischi.   »

Paroxetina in gravidanza: può danneggiare il bambino?

06/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto.  »

40 anni e non rimango incinta dopo due mesi di tentativi: devo preoccuparmi?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

In età matura, le probabilità di concepire per ciclo mestruale sono piuttosto basse, quindi non stupisce che dopo appena due mesi di tentativi la gravidanza non sia ancora iniziata. E questo vale anche in caso di riserva ovarica ancora soddisfacente.   »

Fai la tua domanda agli specialisti