Tumore alle ovaie: diagnosi precoce con un test del sangue

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 25/02/2016 Aggiornato il 25/02/2016

Il tumore alle ovaie potrebbe essere curato tempestivamente grazie al nuovo screening, aumentando sensibilmente le possibilità di guarigione e riducendo del 20% la mortalità

Tumore alle ovaie: diagnosi precoce con un test del sangue

È stato sviluppato un nuovo metodo di screening in grado di rilevare precocemente il tumore alle ovaie, consentendo così di ridurre del 20% la mortalità. Lo strumento è un test che potrebbe diventare nel tempo un mezzo diagnostico contro questa malattia. Lo  sostiene una ricerca pubblicata recentemente dalla rivista scientifica The Lancet.

Coinvolte 200.000 donne

I risultati emergono dal Collaborative Trial of Ovarian Screening Cancer, il più grande studio sul cancro ovarico condotto in Gran Bretagna e coordinato dallo University College London (UCL), con la collaborazione del Servizio sanitario inglese, di 13 centri in Inghilterra, Irlanda del Nord e Galles e con il supporto di 4 agenzie di finanziamento. La ricerca ha coinvolto oltre 200 mila donne sane, le cui condizioni di salute sono state monitorate per oltre 14 anni allo scopo di controllare periodicamente i livelli del CA125, una proteina del sangue le cui variazioni di concentrazione nel tempo possono segnalare tempestivamente lo sviluppo del tumore alle ovaie.

Un nuovo algoritmo per il marker CA 125

I medici hanno controllato la proteina CA 125 come un indicatore del tumore alle ovaie, perché spesso essa aumenta nei casi in cui il cancro è presente. La proteina già era stata usata in passato come marker tumorale, ma stavolta lo studio ha utilizzato un nuovo algoritmo denominato ROCA (Risk Ovarian Cancer Algorithm) che si basa sulla determinazione seriale del CA125 a intervalli regolari. L’esame, effettuato periodicamente sulle donne coinvolte nello studio, ha permesso l’individuazione del cancro ovarico nell’86% dei casi rispetto al metodo di screening convenzionale che identifica il cancro tra il 41 e il 46 per cento, ossia meno della metà.

Fondamentale individuarlo presto

“La ricerca ha dimostrato che la diagnosi precoce con questo nuovo metodo di screening è possibile e può ridurre il numero delle morti di circa il 20% – ha osservato Ian Jacobs, professore onorario all’UCL e autore dello studio -. Sebbene siano ancora necessari 3 anni per dimostrarne definitivamente i benefici, i risultati conseguiti a oggi fanno ben sperare nella lotta contro questo tumore ginecologico che ha la peggior prognosi nel mondo occidentale. Lo studio – ha sottolineato Jacobs – è stato inoltre molto utile per migliorare la nostra conoscenza della malattia. Poterla rilevare precocemente è fondamentale per far sì che le pazienti abbiano le migliori opzioni di cura e che più donne possano sopravvivere”. Il tumore dell’ovaio non dà segni di sé fino a quando non ha raggiunto dimensioni notevoli e questo influenza pesantemente l’esito delle cure.

 

 

da sapere!

Il cancro all’ovaio è dovuto alla proliferazione incontrollata delle cellule dell’organo, il più delle volte con  partenza dalle cellule epiteliali (ovvero non da quelle che producono gli ovuli). Anche le cellule germinali possono, però, essere all’origine di una forma tumorale.

 

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Vaccinazione in bimba di 5 anni: ci sono pericoli se la mamma è incinta?

04/08/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Antonio Clavenna

Durante la gravidanza non ci sono rischi se si sottopone il primogenito alla vaccinazione contro difterite-tetano-pertosse-poliomielite.  »

A 9 mesi legumi sì o no?

03/08/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Chiara Boscaro

I legumi possono essere introdotti nell'alimentazione del bambino a partire dal sesto mese di vita, a patto che siano decorticati.   »

Bimba di due anni problematica: ma lo è davvero?

27/07/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Ci sono casi in cui non è il bambino a essere particolarmente difficile da gestine, ma i genitori a nutrire aspettative sul suo comprotamento che lui, per via della sua età, non può (ancora) soddisfare.  »

Fai la tua domanda agli specialisti