Tumore all’utero: diagnosi e cura sono più semplici?

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 10/06/2015 Aggiornato il 10/06/2015

Con la metodica del linfonodo sentinella, riconoscere e curare i tumori all’utero sarebbe più facile e con meno effetti collaterali. Ecco perché

Tumore all’utero: diagnosi e cura sono più semplici?

Il tumore all’utero è il sesto tipo di tumore più diagnosticato nel sesso femminile in Italia. Oggi le possibilità di riconoscerlo e trattarlo con successo sono molto migliorate rispetto al passato. Merito anche della cosiddetta metodica del “linfonodo sentinella”, utilizzata da qualche tempo in pochi centri all’avanguardia, come al San Gerardo di Monza.

Il linfonodo sentinella

Il linfonodo sentinella è il linfonodo più vicino al tumore e, in genere, la prima parte a essere colpita da un’eventuale metastasi, cioè diffusione del tumore. Si tratta, infatti, della stazione linfonodale che per prima potrebbe aver drenato, cioè diffuso, eventuali cellule malate. Occorre sapere che i linfonodi sono piccoli organi che hanno la funzione di riconoscere gli agenti patogeni e di generare contro di essi delle risposte immunitarie. In presenza di un tumore è possibile che alcune cellule maligne vengano catturate dai linfonodi più vicini: ecco perché è importante verificare le loro condizioni.

L’esempio del melanoma e del tumore al seno

Per identificare il linfonodo sentinella, in genere, si utilizza la linfoscintigrafia: ricorrendo a un radiofarmaco (il radio-isotopo Tc99m) e a un colorante blu e impiegando un’apposita apparecchiatura, si evidenzia la stazione “incriminata”. A questo punto si può procedere all’asportazione. Questa tecnica viene impiegata da alcuni anni in alcuni tipi di tumore, come quello al seno e il melanoma. Oggi può essere applicata anche al tumore dell’utero. Occorre sapere, infatti, che questa malattia nel 20-25% infiltra i linfonodi anche negli stadi iniziali. Nella maggior parte dei casi le prime stazioni a essere colpite sono localizzate nell’area pelvica e in vicinanza dell’aorta.

Si evitano interventi invasivi

Disporre di un esame che consente di individuare il linfonodo sentinella evita interventi invasivi, che consistono nell’asportazione completa di tutti i linfonodi adiacenti per ridurre il rischio di metastasi. «Però, così facendo, sottopongo otto donne su dieci a un trattamento inutile e nocivo. Togliere i linfonodi ha un’elevata percentuale di effetti collaterali gravi, come lo sviluppo di linfocisti, che si possono infettare, di gonfiori dovuti all’accumulo di linfa nei tessuti (linfedemi) e di cellulite, cioè infezione dei tessuti. Preservare i linfonodi negativi (cioè sani) è dunque fondamentale» ha spiegato il professor Rodolfo Milani, direttore della Clinica Ostetrica e Ginecologica del San Gerardo di Monza.

Per via laparoscopica

Con la tecnica del linfonodo sentinella, invece, si può procedere alla sola asportazione di uno o due linfonodi per lato, per un totale di quattro al massimo. Un’operazione che può essere eseguita anche per via laparoscopica.

 

 

 
 
 

In breve

 

L’IMPORTANZA DEL PAP TEST

Per diagnosticare in maniera precoce il tumore dell’utero è molto importante sottoporsi con regolarità al Pap test, un esame che è anche offerto gratuitamente dalle Asl ad alcune categorie di donne.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Latti vegetali: si possono dare a un bimbo di 12 mesi in alternativa al latte vaccino?

23/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

I latti vegetali, quelli che si trovano negli scaffali del supermercato, a base per esempio di avena o soia o cocco, hanno composizione e calorie non in linea con le raccomandazioni delle società scientifiche, quindi non vanno bene per i bambini piccoli.  »

Stipsi in gravidanza: si può usare la magnesia?

23/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La magnesia si può utilizzare occasionalmente in caso di stitichezza conclamata, tenendo comunque presente che in gravidanza l'attività intestinale rallenta e che, se le feci non sono particolarmente dure, si può anche attendere l'evacuazione spontanea, magari aiutandosi con un microclisma.   »

Betabloccanti: si possono assumere in gravidanza?

23/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

I beta-bloccanti andrebbero sospesi entro la 12^ settimana di gravidanza e non perché causino malformazioni, ma in quanto possono interferire sui meccanismi grazie a cui il feto si adatta all'ipossia senza correre rischi.   »

Menopausa: quali alimenti per l’energia e il buon umore?

16/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Rosa Lenoci

Una corretta alimentazione può davvero rivelarsi preziosa per stare globalmente bene anche in menopausa. In realtà tutti i consigli dietetici utili dopo il termine dell'età fertile sono preziosi in qualunque periodo della vita.   »

Fai la tua domanda agli specialisti