Che malattia è la vulvodinia che colpisce le donne e come si cura?

Alberta Mascherpa A cura di Alberta Mascherpa Pubblicato il 18/10/2022 Aggiornato il 18/10/2022

Oggi la vulvodinia si può diagnosticare rapidamente e curare con un approccio multidisciplinare. Ecco di che cosa si tratta

Vulvodinia: cosa provoca e come si scopre

Considerata solo fino a poco tempo fa “immaginaria”, oggi la vulvodinia è una malattia a pieno titolo, considerata invalidante anche dal punto di vista psicologico. Un cambio di prospettiva che si deve anche all’intervento pubblico di influencer come Giorgia Soleri che ha dichiarato di essere affetta da vulvodinia, dando una eco mediatica al problema. Si aprono così nuove prospettive di diagnosi e di cura.

Che cosa è la vulvodinia?

La vulvodinia è un disturbo descritto come un bruciore che può essere accompagnato o meno da dolore persistente all’ingresso della vagina e nella zona che la circonda, la vulva, senza che sia presente alcun segno o lesione visibile che lo giustifichi.

Può colpire donne di tutte le età, dall’adolescenza alla menopausa e, talvolta, divenire un disturbo permanente con cui occorre faticosamente imparare a convivere.  Malattia considerata “immaginaria” fino a pochissimi anni fa, negli Stati Uniti affligge una donna su sei. Senza considerare i dati sommersi, si ipotizza che anche in Italia, il 15% della popolazione femminile soffra di vulvodinia. Una problematica invalidante, oltretutto, che colpisce un’ampia fascia d’età compresa tra i 14 e i 68 anni e di cui, ancora adesso, non se ne parla abbastanza.

Come escludere la vulvodinia?

Oltre ad avere sintomi specifici da riportare in sede di visita ginecologica, ci sono esami specifici che la possono diagnosticare. «Il Q-Tipe Test, per esempio, è un esame specifico della vulva e una valutazione approfondita del muscolo pelvico, che in poco più di mezz’ora permette di diagnosticare il problema» spiega la dottoressa Rosanna Palmiotto che ha dedicato i suoi studi ad approfondire la natura di questa patologia, da cui lei stessa è stata affetta da giovanissima e per la quale è considerata una antesignana nelle cure. «Consente inoltre di prospettare una terapia alle pazienti, le quali troppo spesso arrivano in studio demotivate e fortemente provate psicologicamente perché incomprese e sfiduciate dai vani tentativi di cura proposti loro negli anni».

Come si cura la vulvodinia?

«Sulle malattie di genere» commenta l’esperta «c’è ancora troppa chiusura mentale, come dimostra la bassissima presenza di medici specializzati sulla vulvodinia. Eppure si tratta di una malattia da cui è però urgente e importante sapere che si può guarire, grazie a un approccio medico multidisciplinare e personalizzato che coinvolge diverse figure, a seconda dei casi: ginecologo, osteopata, sessuologo, psicologo e posturologo. Le cause di questa patologia possono essere infatti molteplici e risalgono quasi sempre all’infanzia: attività fisica che ha contratto il muscolo pelvico, ferite emozionali derivanti da abusi sessuali che hanno generato una chiusura del pavimento pelvico e molte altre casistiche che richiedono cure diverse a seconda della genesi del problema».

 

 

 
 
 

In sintesi

Quali sono i sintomi della vulvodinia?

Sono diversi come bruciore vaginale, infiammazione frequente e dispareunia, ossia dolore durante il rapporto sessuale. Sintomi che fanno della vulvodinia una malattia invalidante che compromette la vita personale e affettiva di molte donne. Riconosciuta dalla comunità scientifica come malattia soltanto nel 2003, la vulvodinia è stata per anni vissuta dalle donne come un “segreto”, un disagio psicofisico silenzioso e privo di soluzione, su cui non vi era alcuna evidenza scientifica.

Quanto tempo serve per la diagnosi?

«Fino ad ora, questa malattia veniva diagnosticata, in media, con quattro anni e mezzo di ritardo» spiega la dottoressa Palmiotto. «Oggi invece grazie al Q-Tipe Test basta mezz’ora per arrivare a una diagnosi precisa».

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Il bambino starnutisce appena si trova sotto il sole: perché?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Capita se all'improvviso viene esposto al sole per via di un errore di interpretazione del cervello, che giudica l'esposizione a una fonte luminosa abbagliante un elemento di disturbo che spetta al naso allontanare.   »

Mancato accollamento di 3 mm a inizio gravidanza: si può andare in vacanza?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Un mancato accollamento di 3 millimetri in genere è destinato a risolversi senza che vi sia bisogno di rinunciare alle vacanze. A patto che le vacanze siano un periodo di rilassamento psicofisico e non impongano strapazzi e fatiche.   »

IgG dubbie e IgM negative: ho la toxoplasmosi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Le IgM negative ci dicono che la toxoplasmosi non è in atto né è stata sviluppata di recente. Le IgG positive segnalano che si è immuni nei confronti dell'infezione.   »

Incinta dopo un solo rapporto: è possibile?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Anche un unico rapporto sessuale, ovviamente se affrontato nel periodo fertile da una coppia senza problemi di infertilità, può determinare l'inizio di una gravidanza.   »

Assorbenti interni: può usarli una ragazzina di 11 anni?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Sara De Carolis

Non ci sono controindicazioni mediche all'uso degli assorbenti interni fin dalla prima adolescenza. Va tenuto presente, però, che per applicarli correttamente la ragazzina deve imparare a conoscere bene la propria anatomia.   »

Fai la tua domanda agli specialisti