Allattamento al seno: l’ideale è iniziare subito dopo il parto

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 25/09/2018 Aggiornato il 25/09/2018

Iniziare l’allattamento al seno entro un’ora dal parto significa avere più chance di continuarlo poi con successo e di proteggere il bambino. Ecco perché

Allattamento al seno: l’ideale è iniziare subito dopo il parto

Subito dopo il parto, “si apre” una finestra di circa una-due ore preziosissima per l’ allattamento al seno: attaccare il neonato prima che si chiuda, infatti, significa avere più chance di avviare un allattamento di successo e proteggere il proprio piccolo da tante problematiche. Purtroppo, però, tante mamme non sono a conoscenza di questa informazione così importante e altre non hanno la possibilità di avere subito il piccolo fra le braccia. Il risultato? Stando al nuovo rapporto Capture the Moment (letteralmente: Cogli l’attimo) dell’Unicef e dell’Oms, tre bambini su cinque, pari a circa 78 milioni di neonati in tutto il mondo, non vengono allattati nella prima ora di vita.

Più si rimanda e più le cose si complicano

Gli studi condotti in proposito hanno svelato che nelle due ore dopo la nascita, mamma e bambino sono fisiologicamente pronti e predisposti per il primo contatto e la prima “poppata”. Passato questo lasso di tempo, invece, subentrano un sonno ristoratore delle fatiche del parto nel piccolo e un calo dell’ossitocina (l’ormone “dell’allattamento” nella madre): due fattori che possono ostacolare l’ allattamento al seno.

Il tempismo è fondamentale

Il rapporto dell’Unicef e dell’Oms conferma che il contatto pelle a pelle e l’attaccamento precoci stimolano la produzione del latte, compreso il colostro,  chiamato anche “primo vaccino” del bambino perché estremamente ricco di nutrienti e anticorpi. Questo non è essenziale solo per avviare un allattamento di successo, ma anche per proteggere il bebè. Secondo il report, infatti, i neonati allattati nella prima ora di vita hanno molte più probabilità di sopravvivere, specie nei Paesi poveri. Un ritardo anche di poche ore dopo la nascita può avere conseguenze dannose. “Quando si tratta di iniziare ad allattare, il tempismo è tutto. In molti Paesi può anche rappresentare una questione di vita o di morte” ha dichiarato Henrietta H. Fore, Direttore generale Unicef. “Eppure ogni anno, milioni di neonati non hanno la possibilità di beneficiare dell’ allattamento al seno subito dopo la nascita e le ragioni – troppo spesso – sono aspetti che possiamo cambiare. Le madri semplicemente non ricevono abbastanza supporto per allattare nei primi minuti fondamentali dopo la nascita, anche dal personale medico nelle strutture sanitarie.”

Meglio informarsi per tempo

Attaccare il bimbo al seno subito dopo il parto, dunque, rappresenta il miglior inizio di vita possibile. La mamma che vuole sfruttare questa “finestra temporale”, quindi, dovrebbe cercare un punto nascita favorevole all’attacco precoce al seno. Non tutte le strutture ospedaliere, infatti, promuovono questo approccio.

 

 

 

 
 
 

Da sapere!

Idealmente l’allattamento al seno dovrebbe iniziare subito dopo la nascita del bebè. Tuttavia, se per le più svariate ragioni non si può sfruttare questa finestra temporale, non bisogna demordere, specie in Paesi ad alto reddito come il nostro (dove i bimbi corrono meno rischi): ciò non impedirà di farlo in futuro. Ci vorrà solo un po’ più di pazienza per facilitare il primo contatto.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Ricette per lo svezzamento

Vaccini per bambini

Elenco frasi auguri nascita

Elenco frasi auguri battesimo

Le domande della settimana

Piccolissima con coliche ravvicinate: che fare?

26/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

Non esiste una cura specifica per le coliche dei piccolissimi, che comunque non sono considerate una vera e propria malattia, infatti non è mai stata dimostra in modo scientificamente convincente l'efficacia dei preparati che di solito vengono utilizzati.   »

In spiaggia libera cosa può mangiare una bimba di 11 mesi?

25/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Chiara Boscaro

I cibi da proporre in spiaggia sono numerosi, quindi sotto questo profilo c'è solo l'imbarazzo della scelta. Una grande attenzione va invece posta all'igiene e alla conservazione degli alimenti.   »

Fratellino di due anni manesco e prepotente con la sorellina di tre anni: che fare?

22/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Quando i litigi tra due fratelli molto piccoli diventano ingestibili, serve intervenire in maniera decisa per porvi fine drasticamente. Guai, invece, a trasformarsi in spettatori impotenti.  »

Piccola area di mancato accollamento: è bene stare a casa dal lavoro?

20/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

In caso di un mancato accollamento riscontrato con l'ecografia e non associato ad altri sintomi non c'è alcun bisogno di assentarsi da un tranquillo lavoro d'ufficio.  »

Reflusso importante in una bimba di 4 mesi: meglio anticipare lo svezzamento?

18/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

In effetti lo svezzamento può aiutare a gestire i sintomi del reflusso, ma non a risolverli né a prevenirli. Di fatto, l'introduzione di cibi solidi può sì ridurre i rigurgiti per gravità, ma non eliminare il problema poiché l'immaturità del meccanismo fisiologico che sta alla base del fenomeno rimane...  »

Fai la tua domanda agli specialisti