Allattamento al seno: migliora se dormi con il bebè

Le mamme che condividono il letto con il piccolo almeno un'ora alla settimana hanno maggiori probabilità di continuare l’allattamento al seno fino ai sei mesi

Dormire vicino al proprio bimbo di notte aumenta le probabilità che le mamme portino avanti più a lungo l’allattamento al seno, mentre far dormire il piccolo nella culla aumenta le probabilità che l’allattamento venga interrotto prima del compimento dei sei mesi di vita del bambino. È quanto sostiene uno studio pubblicato su Acta Paediatrica da un gruppo di ricercatori della Durham University (Regno Unito), secondo cui il 77% delle donne che condivide “spesso” il letto con il bebè allatta al seno fino al compimento dei sei mesi di età del bambino, contro il 57% e il 56% delle mamme che condividono rispettivamente il letto a “intermittenza” e “raramente”.

Una sola ora è sufficiente

Per favorire l’allattamento al seno basta poco: secondo il nuovo studio, infatti, hanno maggiori probabilità di portare avanti l’allattamento al seno fino ai sei mesi di vita del piccolo le mamme che condividono il letto con il proprio bambino almeno un’ora alla settimana.

Esaminate quasi 700 neomamme

Per giungere ai loro risultati gli studiosi hanno monitorato il comportamento di 687 donne a partire dalla gravidanza e fino a 26 settimane (sei mesi e mezzo) di vita del bambino, rilevando che 187 donne (ovvero il 28%) condivideva “spesso” il letto con il piccolo durante il sonno, 192 donne (il 28%) lo faceva a “intermittenza” e 299 (ovvero il 44%) “raramente” o “mai”.

 

 
 
 

In breve

C’È CHI È PIU’ PORTATA

Anche la predisposizione conta: dallo studio è emerso che le donne che durante la gravidanza hanno espresso il desiderio di allattare al seno sono poi più propense a condividere il letto con il bambino dopo la nascita.

 

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