Allattamento al seno: se è breve aumenta il rischio di infiammazioni
A cura di “La Redazione”Pubblicato il 12/06/2014Aggiornato il 12/06/2014
Breve allattamento al seno e basso peso alla nascita aumentano le probabilità di sviluppare un’infiammazione cronica in età adulta
Che un buon peso alla nascita sia in grado di proteggere da una serie di rischi è risaputo. Così come è noto che l’allattamento al seno, specialmente se prolungato, svolge una serie di azioni benefiche. Ma che i due fattori insieme possano diminuire il rischio di infiammazioni croniche in età adulta è una novità. Lo hanno scoperto alcuni ricercatori britannici, della Northwestern University, con uno studio che è stato pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences.
Come è stato condotto lo studio
La ricerca ha riguardato 7.000 persone di età compresa fra i 24 e i 32 anni. Tutte sono state invitate a rispondere a una serie di questionari sul peso alla nascita e sul tipo di nutrizione ricevuto nei primi mesi, se latte artificiale o allattamento al seno. Inoltre, i partecipanti sono stati sottoposti ad alcuni esami, per verificare i livelli della proteina Crp, un marcatore chiave per l’infiammazione.
Più a rischio chi è stato allattato poco al seno
Dall’analisi dei risultati è emerso che fra tipo di allattamento ricevuto nei primi mesi di vita, peso alla nascita e predisposizione alle malattie infiammatorie croniche in età adulta c’era un’associazione. Infatti, i soggetti che quando sono nati pesavano poco e quelli che non sono stati allattati al seno o lo sono stati per meno di tre mesi presentavano livelli maggiori di Crp rispetto agli altri. Non solo, avevano anche una maggiore probabilità di infiammazioni croniche e di malattie cardiovascolari. Infatti, occorre sapere che l’infiammazione è direttamente correlata alla comparsa di patologie al sistema cardiocircolatorio.
In breve
CAUSE ANCORA INCERTE
Attualmente non si sa precisamente perché l’allattamento al seno sia in grado di diminuire il rischio di infiammazioni. Probabilmente fra le varie sostanze benefiche, contiene anche fattori antinfiammatori protettivi.
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