Allattare al seno riduce il rischio di diabete

Roberta Camisasca A cura di Roberta Camisasca Pubblicato il 22/03/2018 Aggiornato il 22/03/2018

Un nuovo studio aggiunge un altro beneficio a quelli già noti: allattare al seno riduce il rischio di sviluppare diabete nelle mamme.

Allattare al seno riduce il rischio di diabete

L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda a tutte le neo-mamme di allattare al seno in maniera esclusiva almeno per i primi sei mesi di vita del bambino, in quanto i benefici sono tutti comprovati dalla scienza. Per il bebè, il latte materno assicura uno sviluppo sano ed equilibrato, è un alimento naturale, completo e saziante, con un giusto apporto di tutti i nutrienti. È gratis e pronto all’uso, igienicamente perfetto ed equilibrato. Per la donna, ha un effetto protettivo sulla salute certificato dalla scienza: riduce il rischio di andare incontro a un tumore al seno, ma anche altre patologie serie come il diabete di tipo 2.

Più tempo, meno pericoli

Dallo studio condotto al centro di ricerca Kaiser Permanente di Oakland, in California è, infatti, emersa una forte associazione tra la durata dell’allattamento e il ridotto rischio di sviluppare il diabete, anche dopo aver considerato gli altri potenziali fattori di rischio: nelle donne che decidono di allattare al seno per 6 mesi, la riduzione del rischio media è risultata pari al 25%.  Quota che risulta quasi raddoppiata (47%) tra coloro che hanno deciso di allattare al seno anche nel corso dello svezzamento.

I risultati dopo oltre 30 anni di ricerche

A queste conclusioni i ricercatori sono giunti dopo aver osservato per oltre 30 anni 1.200 donne tra i 18 e i 30 anni, nessuna delle quali diabetica al momento dell’inserimento nello studio e prima della  gravidanza. I controlli successivi hanno svelato l’effetto protettivo dato dall’ allattare al seno, sovrapponibile tanto tra le donne bianche quanto tra quelle nere, che a differenza delle prime hanno però un rischio più alto di sviluppare il diabete. In entrambi i gruppi, l’incidenza del diabete è diminuita in modo graduale di pari passo con l’aumento della durata dell’allattamento: indipendentemente dalle origini della donna, dall’aver avuto o meno il diabete gestazionale nel corso della gravidanza, dallo stile di vita adottato e dalla presenza di altri fattori di rischio metabolici. 

Il ruolo degli ormoni

Sono diversi i possibili meccanismi biologici alla base dell’effetto protettivo legato all’ allattare al seno, compresa l’influenza degli ormoni associati alla lattazione sulle cellule pancreatiche che controllano i livelli di insulina nel sangue e quindi influenzano la glicemia.

 

 
 
 

Da sapere!

Secondo gli esperti, l’allattamento al seno dovrebbe essere considerato un intervento di sanità pubblica e le neomamme dovrebbero avere adeguato sostegno.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Ricette per lo svezzamento

Vaccini per bambini

Elenco frasi auguri nascita

Elenco frasi auguri battesimo

Le domande della settimana

40 anni e non rimango incinta dopo due mesi di tentativi: devo preoccuparmi?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

In età matura, le probabilità di concepire per ciclo mestruale sono piuttosto basse, quindi non stupisce che dopo appena due mesi di tentativi la gravidanza non sia ancora iniziata. E questo vale anche in caso di riserva ovarica ancora soddisfacente.   »

Qual è il momento migliore per concepire una bambina?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Castagna

Poiché gli spermatozoi X sono più lenti, è possibile (!) che un rapporto sessuale affrontato uno-due giorni prima dell'ovulazione porti al concepimento di una femminuccia. Ma di questo non vi è alcuna certezza.   »

Megavescica del feto alla 13^ settimana di gravidanza: cosa aspettarsi?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

La megavescica individuata nel feto è un segno ecografico prenatale che può sottendere un ampio spettro di cause e di conseguenze. La situazione va dunque tenuta monitorata tramite controlli ecografici seriati.   »

Cardioaspirina in gravidanza: sì o no?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Ci sono dei casi in cui piccole dosi di aspirina possono favorire il buon proseguimento di una gravidanza: se il ginecologo curante la prescrive è più che opportuno dargli ascolto.   »

24 ore senza pillola: sono ancora protetta?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata.   »

Fai la tua domanda agli specialisti