Cancro all’utero, allattare al seno riduce rischio

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 25/07/2017 Aggiornato il 25/07/2017

Le donne che allattano al seno per almeno 9 mesi corrono un rischio dell'11% inferiore di sviluppare un cancro all'utero

Cancro all’utero, allattare al seno riduce rischio

Le donne che allattano al seno per almeno 9 mesi corrono un rischio dell’11% inferiore di sviluppare un cancro all’utero. I benefici raddoppiano se i bimbi sono due, come spiega l’autrice principale dello studio Susan Jordan: “una donna che ha allattato due figli per 9 mesi ognuno ha un rischio di circa il 22% inferiore”. Lo studio, che aggiunge consistenti prove sui benefici antitumorali dell’allattamento al seno, è stato pubblicato sulla rivista “Obstetrics and Gynecology” da un gruppo di ricercatori del Qimr Berghofer Medical Research Institute di Brisbane, in Australia.

26.000 donne sotto esame

Per giungere a questi risultati i ricercatori hanno esaminato i dati di 26 mila donne con almeno un figlio: di queste, quasi 9 mila avevano un tumore all’utero. Dall’esame dei dati è emerso che le mamme che avevano allattato per un periodo compreso tra i 3 e i 6 mesi presentavano una diminuzione del rischio di sviluppare un cancro all’utero del 7% per ciascun bambino allattato, rispetto alle donne che non avevano allattato. E se avevano allattato 6 o 9 mesi, il rischio diminuiva dell’11% per ogni bimbo.

Il ruolo degli ormoni

La motivazione alla base di questo meccanismo virtuoso non è ancora nota, ma secondo i ricercatori è plausibile che il meccanismo antitumorale sia favorito dal fatto che allattare sopprime l’ovulazione, riducendo i livelli di estrogeni, ormoni che giocano un ruolo importante nello sviluppo di questa neoplasia. “L’allattamento – conclude Jordan – non garantisce che una donna non sviluppi il cancro all’utero, ma può contribuire a ridurne l’incidenza”.

 

Lo sapevi che?

Il cancro all’utero, o carcinoma dell’endometrio, rappresenta il 4% di tutte le diagnosi di tumore ed è al sesto posto tra quelli più diagnosticati alle donne, con 7.700 nuovi casi all’anno in Italia.

 

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