Cibi da evitare in allattamento per non avere coliche

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi, con la consulenza di Chiara Boscaro - Dottoressa specialista in Nutrizione Pubblicato il 11/05/2026 Aggiornato il 11/05/2026

Non esistono indicazioni uguali per tutti. In generale, è importante seguire una dieta equilibrata e varia, ricca di cibi semplici e digeribili. I consigli della dottoressa Boscaro.

neonato con coliche da allattamento

Fra l’alimentazione della mamma che allatta e le coliche del bambino potrebbe esserci un legame, che però spesso è sopravvalutato.

Le evidenze scientifiche sono ancora insufficienti per raccomandare l’eliminazione totale di determinati alimenti. «Tuttavia, è vero che durante l’allattamento alcuni cibi potrebbero favorire fastidi intestinali nei neonati più sensibili», spiega la dottoressa Chiara Boscaro, biologa nutrizionista presso gli Istituti Clinici Zucchi di Monza. «Tra quelli da tenere sotto controllo ci sono i latticini, i cibi piccanti e i prodotti che contengono teina e caffeina».

Non esiste però una lista valida per tutti di cibi da evitare per le coliche: ogni bambino reagisce in modo diverso. Per questo è consigliabile osservare il bebè dopo le poppate e, se necessario, chiedere il parere del pediatra.

In generale, è importante preferire alimenti semplici e facilmente digeribili, come cereali, verdure, carne magra, pesce e frutta. È importante anche bere molta acqua ed evitare restrizioni drastiche senza il parere del medico.

Leggi qui tutto sulle coliche del neonato

Elenco di alimenti da evitare

  1. Latticini
  2. Caffè
  3. Cacao
  4. Cibi piccanti
  5. Aromi e verdure dal sapore intenso, come aglio e zenzero

Le coliche gassose sono episodi di pianto intenso e prolungato, accompagnati da agitazione e tensione addominale, che si manifestano soprattutto nelle prime settimane di vita.

«A oggi le cause scatenanti non sono ancora del tutto chiare, anche se sembra avere un ruolo importante l’immaturità del microbiota intestinale del bambino, l’insieme dei batteri “buoni” e “cattivi” che popola l’intestino» dice l’esperta.

Fra i falsi miti più diffusi c’è quello legato all’alimentazione materna. In realtà, gli studi disponibili non hanno ancora dimostrato con certezza quali siano i collegamenti. Tuttavia, alcuni neonati sembrano essere più sensibili ad alimenti come latticini, caffeina, teina, spezie e aromi intensi.

Non esistono invece prove scientifiche che confermino il ruolo dei tanto temuti legumi e ortaggi “fermentanti” come cavolfiori e broccoli. È vero che essi possono favorire la formazione di aria nell’intestino della mamma, ma il gas non passa al neonato attraverso il latte materno.

Scopri qui cos’è il microbiota sano

Latte vaccino e derivati

In alcuni casi le coliche possono essere correlate a una sensibilità alle proteine del latte vaccino. Latte, formaggi freschi, panna e yogurt potrebbero quindi accentuare il problema. Specie il neonato presenta anche sintomi come eczema, diarrea, sangue nelle feci, rigurgiti frequenti, potrebbe forse essere utile eliminare i latticini dalla dieta, ma prima di farlo è importante confrontarsi con il pediatra.

Bevande eccitanti

Caffè, tè nero, energy drink e bevande contenenti caffeina possono rendere il neonato più agitato e disturbare il sonno. Meglio limitarne il consumo, soprattutto nelle ore serali.

Cibi molto speziati o piccanti

Peperoncino, curry e spezie molto intense possono modificare il sapore del latte materno e, in alcuni casi, irritare il sistema digestivo del bambino.

Cioccolato

Il cioccolato contiene caffeina e teobromina, sostanze che potrebbero favorire irritabilità e agitazione nei neonati più sensibili.

Alcolici

L’alcol passa nel latte materno e dovrebbe essere evitato durante l’allattamento, soprattutto nei primi mesi.

Legumi

Fagioli, ceci, lenticchie, piselli e altri legumi sono alimenti molto salutari, ricchi di fibre e proteine vegetali.

Tuttavia possono aumentare la produzione di gas intestinali nella mamma. Se risultano difficili da digerire, per renderli più tollerabili è consigliabile:

  • metterli in ammollo a lungo
  • consumarli in piccole quantità
  • preferire i legumi decorticati
  • scegliere passati o creme.

Come regolarsi

«La dieta materna in allattamento non deve trasformarsi in una lunga lista di divieti. Eliminare troppi alimenti senza una reale necessità può causare carenze nutrizionali e aumentare lo stress materno», afferma la dottoressa.

Il consiglio migliore è osservare il comportamento del proprio bambino dopo le poppate per capire se qualcosa lo infastidisce e, in caso di dubbi, confrontarsi con il pediatra e il nutrizionista.

Può essere utile tenere un diario alimentare, annotando cosa si mangia e quando compaiono le coliche, così da individuare con più facilità eventuali correlazioni.

Nel diario è utile riportare:

  • alimenti consumati
  • orario delle poppate
  • episodi di pianto
  • qualità del sonno del neonato.

Se si sospetta una sensibilità a un alimento specifico, si può provare a eliminarlo per alcuni giorni senza stravolgere l’intera alimentazione. In questo modo sarà più facile capire se esiste davvero una relazione con i sintomi.

Molte mamme tendono a eliminare contemporaneamente latticini, glutine, legumi e verdure, ma questa non è la soluzione migliore. Le restrizioni importanti dovrebbero essere adottate solo sotto controllo medico o nutrizionale.

Che tipo di dieta seguire

Durante l’allattamento è fondamentale seguire un’alimentazione equilibrata, varia e nutriente. Il corpo, infatti, ha bisogno di energia e nutrienti per sostenere la produzione di latte, che richiede circa 500 calorie al giorno. Non sono quindi indicate diete restrittive o ipocaloriche.

«In linea di massima, è consigliabile privilegiare alimenti semplici e digeribili, che possono favorire il benessere sia della mamma sia del bambino» chiarisce la nutrizionista Boscaro. È utile poi fare pasti piccoli e frequenti, per migliorare la digestione ed evitare gonfiore e pesantezza.

L’ideale è organizzarsi con tre pasti principali e due spuntini al giorno.

Nei pasti principali è bene abbinare sempre:

  • una fonte di carboidrati, alternando quelli integrali a quelli raffinati
  •  una fonte di proteine, privilegiando carne magra, pesce, legumi, uova
  • verdure.

Non bisogna dimenticare i grassi “buoni”, come quelli dell’olio di oliva. Formaggi e affettati magri sono concessi solo saltuariamente. Si consiglia poi di preferire primi piatti e piatti unici a pranzo e secondi piatti a cena. Nell’arco della giornata è opportuno mangiare due o tre porzioni di frutta.

Infine, è importante ricordare che l’idratazione è essenziale durante l’allattamento. Bere a sufficienza aiuta il benessere generale e favorisce la produzione di latte. L’ideale è assumere almeno 2,5- 3 litri di acqua al giorno, preferendo le acque ricche di calcio.

Una giornata tipo

  1. Colazione: latte oppure bevanda vegetale, kefir o yogurt; cereali integrali come avena, farro, quinoa, pane di segale o fette biscottate integrali; marmellata senza zuccheri aggiunti 100% frutta oppure frutta fresca.
  2. Spuntino: una manciata di frutta secca, un frutto oppure uno yogurt con frutta fresca a pezzetti. Saltuariamente, si possono consumare un piccolo panino con hummus o con crema di frutta secca 100%.
  3. Pranzo: un piatto di cereali a scelta, accompagnato da verdure e una fonte proteica (alternare pesce, carne e legumi).
  4. Merenda: vedi lo spuntino del mattino.
  5. Sera: uova, pesce o carne con verdure.

Cosa sono le coliche e quali sono i sintomi

Le coliche gassose sono crisi di dolore addominale che colpiscono i neonati nei primi mesi di vita e che possono provocare aria nell’intestino. In genere, sono intermittenti, hanno una durata variabile e si presentano solo in alcuni momenti della giornata, in particolare dopo i pasti, nel tardo pomeriggio o alla sera.

Come riconoscerle? I sintomi sono abbastanza inconfondibili:

  • crisi di pianto improvviso, incontrollato e continuo
  • tensione dell’addome
  • flessione delle gambe sulla pancia
  • contorcimenti vari
  • irrigidimento delle braccia
  • arrossamento del viso
  • talvolta gorgoglii a livello addominale ed espulsione di aria.

Altri consigli utili

Oltre a seguire un’alimentazione adeguata, è bene prestare attenzione anche ad altro, come ad esempio:

  • Verificare che il bambino abbia una posizione corretta durante l’allattamento per evitare che ingoi aria, un fattore che può favorire i disturbi intestinali
  • Assicurarsi che il bambino svuoti bene il seno a ogni poppata
  • «Prestare attenzione alla sicurezza alimentare, rispettando le basilari norme igieniche nella preparazione e nella conservazione dei cibi» aggiunge Chiara Boscaro.
  • Può essere utile tenere il bambino in posizione verticale dopo la poppata per favorire il ruttino e migliorare la digestione
  • Per la mamma è consigliabile praticare una leggera attività fisica, come semplici passeggiate all’aria aperta: aiutano a ridurre lo stress e a migliorare il benessere generale, con effetti positivi anche sul bambino
  • Su consiglio del pediatra, si potrebbe valutare un’integrazione con probiotici per il bebè.

Durante le crisi di coliche, può essere utile prendere il piccolo in braccio, cullarlo dolcemente, parlargli con un tono delicato e calmo, limitare suoni e luci, massaggiargli la pancia.

In alternativa, provare a portarlo a fare una passeggiata o un giro in auto. Può essere di aiuto anche tenerlo a pancia in giù sull’avambraccio oppure stenderlo sulla schiena e piegare le gambine avanti e indietro in modo da favorire il rilassamento dell’addome.

 
 
 

In breve

Fra i cibi da evitare per le coliche durante l’allattamento ci sono latticini, spezie piccanti, teina e caffeina. Non esiste però una lista valida per tutti. In linea generale, è consigliabile seguire una dieta equilibrata, osservare le reazioni del bambino ed evitare eliminazioni drastiche senza il parere del pediatra. Le coliche, nella maggior parte dei casi, scompaiono spontaneamente nei primi mesi di vita.

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

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