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Allattare i gemelli è una sfida intensa, ma del tutto possibile, che richiede organizzazione e una buona rete di supporto da programmare già da prima della nascita. L’allattamento simultaneo fa risparmiare fino a 10 ore a settimana e stimola la montata lattea, ma nei primi tempi può essere utile procedere singolarmente per assecondare i ritmi di ciascun neonato.
Se i piccoli sono più di due, o durante i picchi di crescita, l’uso del tiralatte e un eventuale allattamento misto aiutano a gestire i turni senza rinunciare ai benefici del seno.
Per ridurre la fatica fisica della mamma, il cuscino a doppia U è un valido alleato. Tanti i vantaggi: oltre al risparmio economico, il latte materno protegge i piccoli dai contagi reciproci, favorisce l’attaccamento della mamma verso tutti i neonati e aiuta l’utero a recuperare più rapidamente dopo il parto.
Con il giusto aiuto professionale iniziale, l’allattamento può avviarsi in modo naturale e proseguire serenamente.
Come organizzarsi con i turni e i biberon
Occorre partire dal presupposto che l’allattamento dei gemelli segue tempi e modalità identiche a quello di un singolo neonato. Questo vuole dire che, come possono presentarsi difficoltà con un unico figlio, a maggior ragione questo può succedere quando i neonati sono più di uno. E come accade per un solo neonato, così anche per i gemelli è basilare che l’allattamento parta nel modo più corretto e sereno possibile: si evita così il rischio che le difficoltà diventino tali da spingere ad abbandonare l’allattamento.
L’organizzazione, nel caso in cui si debbano allattare due gemelli, gioca un ruolo basilare. Già prima della nascita è importante quindi mettere in conto l’opportunità, vivamente caldeggiata, che la mamma sia seguita almeno all’inizio dell’allattamento da un’esperta, questo anche per avere rassicurazioni sul fatto che tutto stia procedendo a dovere.
Altrettanto importante sarebbe prevedere la presenza di un supporto stabile per i primi periodi (possono essere i nonni, ma anche figure esterne) in modo che i neogenitori possano sentirsi alleviati nella gestione dei piccoli che, senza esperienza, può risultare all’inizio piuttosto complessa.
Avere un sostegno è di basilare importanza soprattutto se i gemelli sono più di due. In questo caso l’allattamento simultaneo, di cui si parlerà a breve, è possibile solo per due neonati alla volta.
Occorre quindi organizzarsi in modo che, mentre si allattano due gemelli, l’altro o gli altri vengano accuditi da un familiare o da chi supporta la famiglia, in attesa del proprio turno. Può essere anche opportuno che la mamma proceda ad estrarre un po’ di latte con il tiralatte in modo da poterlo offrire al piccolo, o ai piccoli, che aspettano di attaccarsi al seno. Importante è fare in modo che i gemelli ruotino così che tutti possano poppare direttamente dalla mamma.
Allattamento in tandem
Decidere come allattare al seno i gemelli, se uno alla volta oppure in simultanea è una questione del tutto personale. Sicuramente va tenuto conto del fatto che procedere in tandem offre un notevole risparmio di tempo, calcolato attorno a circa 8-10 ore a settimana. Questo ovviamente può essere vantaggioso dal momento che gestire due gemelli in ogni loro necessità comporta un notevole dispendio di tempo.
In linea generale nei primissimi periodi dopo la nascita, allattare i gemelli singolarmente può essere la scelta più opportuna in modo che sia i piccoli sia la mamma si adattino alla nuova situazione. Può essere poi che i neonati continuino a prediligere questo modo di ricevere il latte, ma è possibile comunque cercare di passare all’allattamento simultaneo. Succede lo stesso con la frequenza delle poppate: se all’inizio è opportuno adattarsi alle richieste dei neonati (questo comporta di allattare i piccoli separatamente), a poco a poco si può cercare di avvicinare gli orari in modo che i gemelli possano essere allattati insieme.
Un ulteriore vantaggio dell’allattamento in simultanea è legato al fatto che se un gemello è più lento nel poppare dell’altro, il più vigoroso stimola l’afflusso di latte dal seno a cui il più debole è attaccato.
Non sussiste in ogni caso nessun problema se i neonati continuano a preferire di essere allattati in momenti diversi e neppure che esprimano una preferenza per un seno piuttosto che per un altro, anche se l’ideale sarebbe farli ruotare ad ogni poppata.
Allattamento misto
L’organismo materno è predisposto per l’allattamento, non di uno solo ma anche di più neonati. Questo, se da un lato significa che allattare i gemelli è possibile, dall’altro non esclude che, soprattutto se i neonati sono più di due, ci possano essere momenti in cui il latte non sia sufficiente a soddisfarli tutti.
Succede soprattutto dalla sesta settimana fino al terzo mese di vita, quando la spinta alla crescita è notevole e la richiesta di latte maggiore. Va sempre tenuto presente in ogni caso che la produzione di latte viene stimolata proprio dalla poppata: aumentare la frequenza delle poppate, almeno per qualche giorno, aiuta a fare in modo che i gemelli possano essere nutriti in modo adeguato.
Nei primi giorni dopo il parto, che in genere se gemellare viene effettuato con un cesareo, la mamma può essere particolarmente stanca: sarebbe utile allora prelevare il latte con un tiralatte o con la spremitura manuale così da averne sempre a disposizione per soddisfare le richieste dei gemelli e anche per stimolare la produzione di latte.
Prelevare il latte materno per offrirlo poi con il biberon (importante conservarlo nel modo corretto) può servire anche in molte altre circostanze, soprattutto se i gemelli richiedono il latte in momenti diversi, se sono più di due oppure se nei primi giorni faticano ad attaccarsi al seno.
In tutti i casi cercare di allattare i piccoli direttamente al seno, magari chiedendo il supporto di una professionista, è importante perché solo così il latte può continuare ad essere prodotto, e in adeguata quantità.
Qualora ci si rendesse conto che i gemelli non ricevono nutrimento a sufficienza (il consulto con il pediatra è sempre basilare per averne la certezza) si possono integrare le poppate con il latte artificiale.
Il consiglio è di somministrarlo con un cucchiaino per evitare che i piccoli si abituino alla tettarella rifiutando poi il seno. Se questo risulta difficile, è importante controllare che la tettarella del biberon abbia fori molto piccoli così da gestire correttamente il flusso del latte.
Va sempre tenuto presente, comunque, che ricorrere sistematicamente alle integrazioni di latte artificiale rischia di ridurre la portata del latte materno: è sempre opportuno consultare un’esperta in allattamento e il pediatra per avere consigli in merito.
Cuscino allattamento: è davvero utile?
Il cuscino per l’allattamento non è un accessorio indispensabile, ma può risultare molto utile. Fornisce infatti un sostegno ottimale durante l’allattamento riducendo il dolore al collo, alle braccia e alla schiena della mamma. Inoltre, consente al bambino di assumere la giusta posizione durante la poppata minimizzando il rischio di rigurgiti.
Se si allatta un gemello alla volta si può utilizzare un cuscino per allattamento classico; se invece si procede con l’allattamento in tandem serve un cuscino per allattamento a doppia U: i modelli non sono molti ma rispondono bene alla necessità.
Le posizioni da adottare
Non c’è la posizione perfetta per allattare i gemelli: la scelta migliore è semplicemente quella che fa sentire più comoda la mamma e garantisce un buon attacco al seno ai neonati. Ecco come è possibile procedere:
- in parallelo o “a culla” doppia. È la classica posizione dell’allattamento, ma raddoppiata: i neonati sono adagiati sul grembo della madre che ne sostiene la testa con gli avambracci o le mani. Un cuscino per allattamento in questo caso evita che schiena e braccia si affatichino troppo
- doppia presa a “pallone da rugby“. Entrambi i piccoli sono posizionati sotto le braccia della mamma (proprio come se fossero due palloni da rugby) con i piedini rivolti verso la sua schiena. Le loro teste sono sostenute dalle mani della madre all’altezza del seno: in questo modo è possibile guardare i gemelli e verificare il corretto attacco al seno
- presa “mista”. Un bebè è nella posizione a culla, l’altro a pallone di rugby. E’ la soluzione ideale quando i due gemelli mostrano di prediligere posizioni diverse durante la poppata
- posizione a “V“. La mamma si stende sulla schiena e i piccoli sono stesi sopra di lei in modo che le loro testine si trovino vicine all’altezza dei seni, formando idealmente una “V”, e i loro corpi scendano diagonalmente, con le ginocchia che sfiorano i fianchi della madre. E’ una posizione rilassante, perfetta per le poppate notturne o nei momenti in cui la mamma è particolarmente stanca.
Perché serve allattare i gemelli
E’ ormai un dato consolidato: l’allattamento al seno offre notevoli vantaggi per tutti i neonati. Ma per i gemelli ancora di più:
- la protezione dalle infezioni offerta dal latte materno è particolarmente importante quando i piccoli, essendo più di uno, rischiano di contagiarsi a vicenda.
- allattare al seno favorisce la relazione madre/bambino e nel caso dei gemelli aiuta la madre a sviluppare identico attaccamento a tutti i piccoli, senza privilegiarne uno in particolare, come potrebbe succedere
- dal punto di vista della madre va tenuto presente che le contrazioni uterine determinate dalle poppate frequenti aiutano l’utero, che si è dilatato considerevolmente per ospitare i gemelli, a ritrovare le normali dimensioni
- da ultimo non va trascurato il risparmio economico rispetto all’allattamento con il solo latte artificiale.
In breve
Allattare i gemelli, anche quando sono più di due, è possibile ma richiede una buona organizzazione e, almeno nei primi tempi, il giusto supporto di familiari o persone esterne. I neonati possono essere allattati separatamente o insieme: non esiste una soluzione migliore dell’altra come non esiste la posizione ideale da assumere. Sono le esigenze dei piccoli e della mamma a dettare le scelte che permettano di iniziare e proseguire serenamente l’allattamento.
Fonti / Bibliografia
- Allattamento al seno dei gemelli - Ospedale Pediatrico Bambino GesùÈ necessario produrre più latte quindi la mamma dovrà stimolare e drenare il seno. Le modalità di allattamento non sono diverse da quelle di un singolo neonato
