Come si usa il tiralatte? Ecco i consigli per le neomamme

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 13/10/2020 Aggiornato il 13/10/2020

Anche se si desidera allattare il proprio figlio al seno, è opportuno imparare come si usa il tiralatte, in caso di imprevisti come viaggi o cure con farmaci

Come si usa il tiralatte? Ecco i consigli per le neomamme

Il latte materno è il nutrimento perfetto per il neonato, perché contiene le sostanze necessarie alla crescita e apporta anticorpi che rafforzano le difese naturali. Allattare il proprio figlio al seno, poi, aiuta a rafforzare ancora di più il legame speciale tra mamma e bebè e ancora una volta è stato escluso il rischio che il virus responsabile del Covid-19 si trasmetta attraverso l’allattamento. È quindi opportuno cercare di nutrire il proprio bimbo al seno il più a lungo possibile, almeno fino ai sei mesi o anche oltre. Proprio per l’insostituibile valore del latte materno, è opportuno che ogni donna sappia come si usa il tiralatte.

Uno strumento indispensabile

Il tiralatte è un dispositivo che, come dice il nome stesso, viene utilizzato per estrarre il latte dal seno della donna. Il liquido, attraverso un sistema di pompaggio, finisce all’interno di un contenitore sterile che poi può essere conservato alle basse temperature oppure, dotato di una tettarella, essere offerto al bambino. In commercio esistono diverse tipologie di tiralatte, che si dividono in due categorie: tiralatte manuali e tiralatte elettrici, a prezzi variabili ma tutti abbastanza contenuti. Sono composti da quattro parti: coppa, contenitore alla base, tubo e pompa (che funziona manualmente oppure a elettricità). Alcuni tiralatte elettrici sono dotati di due coppe, una per ciascuna mammella. Ecco come si usa il tiralatte: si appoggia la coppa sul seno, facendola aderire alla pelle e inserendo bene il capezzolo. Quindi si aziona la pompetta con la mano oppure si mette in moto il dispositivo quando questo è elettrico. Sul foro del capezzolo si crea una pressione che, più o meno come la bocca del neonato, aspira il latte e attraverso il tubo lo trasferisce nel contenitore.

Manuale oppure elettrico: quale scegliere?

Il tiralatte manuale viene solitamente suggerito quando la donna ha intenzione di utilizzarlo solo ogni tanto, per procurare al bambino latte per una sola poppata che gli sarà offerta dalla tata o dalla nonna quando la mamma deve uscire. Infatti, dovendo essere azionato a mano, esercita una pressione inferiore e quindi non estrarre grandi quantità di latte. Inoltre è un po’ più faticoso rispetto al tiralatte elettrico. Questo, alimentato a batterie oppure a elettricità attraverso un cavo, esercita invece una pressione più intensa sul capezzolo, non comporta fatica alla donna che non deve compiere movimenti. Proprio perché esercita una pressione più intensa, può essere necessario qualche giorno di adattamento per le donne che hanno capezzoli più sensibili. Alcuni tiralatte elettrici sono dotati di due coppe, per ottenere molto latte quando per esempio, si è mamma di gemelli oppure è necessario preparare più biberon per diversi pasti nel corso della giornata.

È utile imparare per tempo

Il tiralatte è, infatti, utile quando la donna riprende il lavoro e si assenta per alcune ore. Può, però, succedere di non poter allattare il piccolo al seno anche per cause non pianificate. Per esempio, la mamma può dover subire un’estrazione dentaria e assumere antibiotici, oppure può avere qualche disturbo di salute che richieda alcuni farmaci. Per imparare come si usa il tiralatte è allora meglio non aspettare l’ultimo momento, è meglio prendersi un po’ di tempo per esercitarsi. Non esistono regole precise, perché ogni donna estrae il proprio latte nei momenti in cui si sente più a proprio agio. Prima di attaccare la coppa è utile massaggiare il seno e applicarvi un impacco caldo-umido. È importante mettersi comoda, approfittando del fatto che il piccolo dorme oppure che è a passeggiare con il papà. Si può leggere, ascoltare musica o guardare un programma rilassante in televisione.

L’importanza dell’igiene

Alcune mamme, invece, riescono a usare in modo più efficace il tiralatte da un seno se all’altra mammella è attaccato il neonato. La suzione del piccolo, il contatto pelle a pelle, l’affettuosa intimità stimola la produzione di ossitocina e quindi favorisce la produzione di latte. Ogni “seduta” con il tiralatte non dovrebbe durare più di 15-20 minuti, per non affaticare il seno. Il dispositivo, dopo ogni uso, va smontato e ogni parte va pulita con acqua, un detergente delicato e uno scovolino, quindi risciacquato bene. Vanno poi sterilizzati con un sistema idoneo. Il tiralatte è anche utile per continuare la stimolare la produzione del latte se il piccolo succhia meno o se le poppate sono diminuite perché è stato iniziato lo svezzamento.

 

 

 
 
 

Da sapere!

Una volta ottenuto il latte necessario con il tiralatte, i contenitori possono essere posti in frigo (per non oltre 48 ore) oppure in freezer (per qualche settimana). Il latte poi viene fatto riscaldare nello scalda-biberon prima di essere offerto al bebè.

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