Congedo di maternità: per i neonatologi sono necessari almeno 6 mesi

Miriam Cesta
A cura di Miriam Cesta
Pubblicato il 11/02/2019 Aggiornato il 11/02/2019

Il congedo di maternità più lungo potrebbe favorire l’allattamento esclusivo al seno per i primi sei mesi di vita del bambino

Congedo di maternità: per i neonatologi sono necessari almeno 6 mesi

Cinque mesi non bastano. Il congedo di maternità “dovrebbe durare almeno 6 mesi per agevolare le donne a raggiungere il tempo minimo necessario per l’allattamento esclusivo al seno, primo ed ineguagliabile investimento che una madre può donare al proprio figlio”. A parlare è Fabio Mosca, presidente della Società italiana di neonatologia (Sin) e direttore dell’Unità operativa di Neonatologia e Terapia intensiva neonatale della Fondazione Ircss Cà Granda ospedale Maggiore Policlinico di Milano – Clinica Mangiagalli.

I primi mesi di vita

Il congedo di maternità più lungo, spiega il neonatologo, potrebbe servire per fornire alla donna e in generale alla coppia di genitori “il giusto supporto affinché i neonati possano essere seguiti adeguatamente nei primi mesi di vita”, obiettivo per raggiungere il quale dovrebbero essere messe in campo “tutte le risorse per creare e incentivare quelle condizioni che permettano alle mamme di continuare ad allattare al seno almeno nei primi sei mesi di vita”.

L’importanza dell’allattamento naturale

Un congedo di maternità sufficientemente lungo potrebbe permettere alla mamma di allattare al seno almeno nei primi sei mesi di vita del neonato e migliorare i tassi di allattamento nel nostro Paese, a tutto vantaggio della salute dei bimbi. Sebbene l’Organizzazione mondiale della sanità raccomandi l’allattamento al seno in maniera esclusiva fino al compimento del sesto mese di vita e consigli l’assunzione di latte materno come scelta prioritaria anche dopo l’introduzione dei cibi solidi fino ai due anni di vita ed oltre, in Italia c’è ancora molta strada da fare: basti considerare che nei primi giorni di vita comincia ad allattare al seno il 90% delle donne italiane, percentuale che crolla al 31% a 4 mesi. E solo il 10% delle mamme continua ad allattare oltre i 6 mesi di vita.

La riforma del congedo di maternità

La questione di cui molto si discute negli ultimi tempi relativamente al congedo di maternità riguarda l’emendamento alla Legge di Bilancio 2019 che prevede una riforma del congedo stesso, secondo cui le donne possono scegliere di lavorare fino a pochi giorni dal parto usufruendo dei cinque mesi di congedo al completo dopo la nascita del bambino: un’ipotesi che finora non era stata prevista. “Le nuove opportunità di organizzazione dei congedi, anche quello paterno, si muovono sicuramente in questa direzione – spiega Mosca – ma è necessario un piano strutturato e continuativo di incentivi alle famiglie, che dia certezza e stabilità per il futuro”.

 

 

 
 
 

Il parere dell’esperto

La mancanza in questi anni di condizioni favorevoli alla famiglia e alle donne lavoratrici ha influito in modo determinante sul calo della natalità(), spiega Mosca. Per guardare a un futuro migliore “bisogna riportare il neonato al centro, e per farlo dobbiamo lavorare tutti insieme per sostenere le giovani coppie, i genitori e le famiglie”.

 

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