La capacità di una donna di allattare al seno è scritta nel Dna

Patrizia Masini Pubblicato il Aggiornato il 28/12/2018

Non riesci ad allattare? Forse è colpa di una mutazione genetica

La mutazione genetica di una proteina che trasporta lo zinco sarebbe alla base della difficoltà di allattamento. Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori del Penn State College of Medicine. Lo studio, pubblicato sul Journal of Biological Chemistry, ha rivelato che la mutazione della proteina chiamata ZnT2 potrebbe bloccare lo sviluppo delle ghiandole mammarie, compromettendo di conseguenza la capacità di alcune donne di produrre latte a sufficienza. Sarebbe in grado anche di modificare la composizione del latte materno, diminuendo il suo contenuto di nutrienti, come zinco e grasso, riducendo quindi la sua capacità di nutrire adeguatamente il bambino.

Il ruolo dello zinco

La relazione tra la mutazione della proteina e la produzione di latte materno è stata individuata tramite lo studio del ruolo dello zinco. I ricercatori hanno osservato lo sviluppo delle ghiandole mammarie nei topi, con e senza ZnT2 funzionante. Il gruppo di topi con ZnT2 non funzionante mostrava ghiandole mammarie meno sviluppate e gravi difetti nella loro funzione durante l’allattamento. Inoltre, producevano meno latte e meno composti importanti, come zinco, beta-caseina, grassi e lattosio. La ZnT2 trasporta zinco, evidenziano gli studiosi, facendolo secernere nel latte materno e lo zinco è anche uno degli elementi necessari per innescare la crescita delle ghiandole mammarie, le cellule epiteliali mammarie e i percorsi di secrezione. Senza la ZnT2 funzionante, lo zinco si accumula nel citoplasma, la soluzione che riempie le cellule, diventando tossico.

Come aggirare l’ostacolo

Lo zinco pare essere, quindi, l’elemento chiave tanto per lo sviluppo delle ghiandole mammarie quanto per la qualità del latte prodotto. Secondo Shannon Kelleher, che ha svolto la ricerca, essendo in grado di identificare le donne che avranno problemi mentre sono ancora in gravidanza,  identificando per tempo le mutazioni nella ZnT2, potrebbe essere possibile aiutarle a prepararsi meglio prima che il bambino nasca. In futuro, gli studiosi sperano di approfondire ulteriormente l’analisi del gene che codifica questa proteina per capire come aiutare le donne che presentano questa mutazione.

 

 

 
 
 

lo sapevi che?

 L’Organizzazione Mondiale della Sanità suggerisce alle mamme di allattare i neonati esclusivamente al seno per almeno sei mesi, anche se sarebbe l’ideale raggiungere l’anno di vita.

 

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