L’allattamento al seno fa bene anche al cervello della mamma

Miriam Cesta A cura di Miriam Cesta Pubblicato il 10/01/2022 Aggiornato il 10/01/2022

Secondo uno studio statunitense l'allattamento al seno protegge la donna dal declino cognitivo e tanto più si prolunga, tanto maggiori sono i benefici

L’allattamento al seno fa bene anche al cervello della mamma

Allattare al seno fa bene alla salute non solo del bambino, ma anche della mamma. In particolare, secondo un nuovo studio statunitense condotto dai ricercatori dell’University of California Los Angeles (Ucla) Health, l’allattamento al seno gioverebbe alla salute cerebrale materna, rappresentando uno scudo a lungo termine contro il declino cognitivo.

Vantaggi cognitivi dopo i 50 anni

Dalla ricerca pubblicata sulla rivista Evolution, Medicine and Public Health, è emerso che le donne di età superiore ai 50 anni che in passato avevano allattato al seno i propri bambini hanno ottenuto risultati migliori nei test cognitivi rispetto alle donne che non avevano mai allattato al seno. I risultati, spiegano gli autori dello studio, suggeriscono che l’allattamento al seno potrebbe avere benefici a lungo termine sulle prestazioni cognitive delle donne in post-menopausa.

Cervello vitale

“Mentre diversi studi hanno scoperto che l’allattamento al seno migliora la salute e il benessere a lungo termine nei bambini, la nostra ricerca è una delle poche che ha indagato gli effetti sulla salute a lungo termine per le donne che hanno allattato al seno i loro bambini”, afferma Molly Fox, docente nel Dipartimento di Antropologia e nel Dipartimento di Psichiatria e Scienze Biocomportamentali dell’Ucla, autore principale dello studio. “I nostri risultati, che mostrano prestazioni cognitive superiori tra le donne over 50 che hanno allattato al seno, suggeriscono che l’allattamento al seno può essere ‘neuroprotettivo’ quando ormai non si è più giovanissime”.

Vita riproduttiva femminile e salute

Molti studi mostrano che le diverse fasi della storia della vita riproduttiva di una donna come le mestruazioni, la gravidanza, l’allattamento al seno e la menopausa possono essere collegate a un rischio più alto o più basso di sviluppare varie malattie, come la depressione o il cancro al seno, ma pochi studi hanno esaminato l’allattamento al seno e il suo impatto sulle capacità cognitive a lungo termine delle donne. E, tra quelli che lo hanno fatto, sono emersi risultati contrastanti sul fatto che tra le donne in post-menopausa l’allattamento al seno possa essere collegato a migliori prestazioni cognitive o, invece, a peggiorare il rischio di sviluppare l’Alzheimer.

Benefici a breve e a lungo termine

“Quello che sappiamo è che esiste una correlazione positiva tra l’allattamento al seno e un minor rischio di altre malattie, come il diabete di tipo 2 e le malattie cardiache, e che queste condizioni sono fortemente collegate a un rischio più elevato di morbo di Alzheimer”, spiega Helen Lavretsky, supervisore dello studio e docente nel Dipartimento di psichiatria e scienze biocomportamentali dell’Istituto Semel per le neuroscienze e il comportamento umano dell’Ucla. “Poiché è stato scoperto che l’allattamento al seno aiuta anche a regolare lo stress, promuove il legame infantile e riduce il rischio di depressione post-partum, tutti fattori che apportano alla madre benefici neurocognitivi a breve termine, abbiamo sospettato che potesse essere associato anche a prestazioni cognitive superiori nel lungo periodo”.

Arruolate più di cento donne

Lo studio è stato condotto su 115 donne già precedentemente arruolate in due studi clinici presso l’Ucla Health, 64 delle quali identificate come depresse e 51 come non depresse. Nessuna delle partecipanti assumeva farmaci psicoattivi, era dipendente da alcol o droghe, aveva disturbi neurologici, patologie psichiatriche né una diagnosi di demenza.

Più lungo è l’allattamento, maggiori sono i benefici

Dai risultati è emerso che, rispetto alle donne che non avevano allattato al seno, quelle che lo avevano fatto avevano ottenuto risultati migliori in tutti e quattro i test cognitivi somministrati. Il tutto, indipendentemente dal fatto che fossero arruolate tra le depresse o tra le non depresse. Non solo: dai risultati è anche emerso che più tempo era durato l’allattamento, migliori erano le prestazioni cognitive mostrate.

 

 

 
 
 

Da sapere!

Dovranno essere condotti ulteriori studi in gruppi di donne più diversificati per confermare la relazione tra l’allattamento al seno e le prestazioni cognitive materne.

 

Fonti / Bibliografia

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