L’allattamento al seno: per mamme e bebè non devono esserci zone off limits

Metella Ronconi A cura di Metella Ronconi Pubblicato il 11/09/2019 Aggiornato il 11/09/2019

L’allattamento al seno è una pratica salutare sia per la donna sia per il bambino e per questo incentivata dal ministero della Salute e dall’Oms

L’allattamento al seno: per mamme e bebè non devono esserci zone off limits

L’Organizzazione mondiale della sanità ha sottolineato i benefici della nutrizione con latte materno: fino ai sei mesi il latte della mamma è tutto ciò di cui un bambino ha bisogno. Contiene i nutrienti necessari per la sua crescita, può essere facilmente assimilato e digerito dal neonato e racchiude anche gli anticorpi utili alla prevenzione di infezioni, malattie e allergie. Inoltre, l’allattamento al seno riduce il rischio di gastroenterite e di occlusioni intestinali. Oltre 800mila vite potrebbero essere salvate se la sua diffusione raggiungesse livelli quasi universali.

Allattare anche al lavoro  

Attualmente nel mondo solo il 41% dei neonati è allattato esclusivamente al seno fino ai 6 mesi; questa soglia,  negli obiettivi dell’Oms, dovrebbe essere incrementata almeno fino al 50% entro il 2025. Per questo sia l’Oms sia l’Unicef ribadiscono quanto sia importante promuovere ambienti in cui sia agevole allattare: le politiche di welfare devono prevedere la possibilità che la donna si possa allontanare dal luogo di lavoro per un periodo congruo e poi farvi rientro con l’opportunità di conciliare l’allattamento al seno con le proprie mansioni all’interno di luoghi sicuri e puliti, ma anche congedi retribuiti per i papà per incoraggiare la condivisione delle responsabilità genitoriali.

Benefici per la salute delle mamme

Ormai tutti sanno quanto sia importante l’allattamento al seno, ma quante donne lo fanno realmente? Tanto più che è una pratica salutare non solo per il bambino ma anche per la mamma. Dare il proprio latte contribuisce, infatti, a ridurre il rischio di tumore al seno e alle ovaie, di emorragie post partum e di osteoporosi dopo la menopausa, ma anche di malattia cardiaca e diabete di tipo 2. Secondo l’Oms, a una maggiore diffusione dell’allattamento materno si associa un calo di 20mila decessi per tumore al seno ogni anno. 

In Italia non si raggiungono i 6 mesi

Nel nostro Paese gli ultimi dati disponibili indicano un aumento del numero di donne che allattano al seno: dall’81,1% del 2005 all’85,5% del 2013. E anche la durata media del periodo di allattamento è in aumento: da 7,3 a 8,3 mesi. Il periodo medio di allattamento al seno rilevato dall’Istat è di 4,1 mesi, compreso tra i 5 della Provincia di Trento e i 3,5 della Sicilia. Numeri ancora lontani dalla soglia dei 6 mesi che secondo le organizzazioni internazionali è il periodo nel quale il latte materno deve costituire l’alimento esclusivo per i più piccoli.

 

 
 
 

Da sapere!

L’Oms suggerisce di continuare l’allattamento almeno fino ai due anni di vita, ma in maniera complementare con l’introduzione di altri alimenti. Con questo gesto continuato, infatti, si rafforza anche il legame fisico ed emotivo tra mamma e bebè. 

 

 

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