L’allattamento al seno riduce l’iperattività nei bambini?

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 05/09/2013 Aggiornato il 05/09/2013

Secondo uno studio israeliano, fra i benefici che l’allattamento al seno comporta per i bambini c’è anche un minor rischio di sviluppare iperattività 

L’allattamento al seno riduce l’iperattività nei bambini?

I vantaggi che l’allattamento al seno regala a mamme e bambini sono innumerevoli. Un recente studio israeliano ne suggerisce uno “nuovo”: la riduzione del rischio di sviluppare il disturbo da iperattività o ADHD (Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder, ossia disturbo da deficit di attenzione/iperattività).

Che cos’è l’ADHD

L’ADHD è uno dei disturbi neuropsichiatrici più frequenti nell’età evolutiva. Colpisce dall’1 al 3% dei bambini di età inferiore ai sei anni. Si caratterizza per un livello elevato di disattenzione e una serie di comportamenti che denotano iperattività e impulsività. In pratica, chi ne soffre non riesce a controllare le proprie risposte agli stimoli ambientali, è disattento, iperattivo e impulsivo, al punto da arrivare, in alcuni casi, a compromettere la propria vita di relazione e scolastica.

La nuova ricerca

Lo studio ha riguardato un campione di bambini di età compresa tra i 6 e i 12 anni, alcuni dei quali affetti dal disturbo da iperattività e altri sani. Gli autori hanno incrociato i dati relativi alle condizioni di salute dei piccoli con quelli riguardanti il tipo di alimentazione ricevuta nei primi mesi di vita e le abitudini di allattamento al seno delle mamme. Hanno così scoperto che, e a parità di altri fattori di rischio per l’ADHD – tra cui peso alla nascita, legami genetici, complicazioni durante la gravidanza – fra la probabilità di sviluppare la malattia e l’allattamento artificiale c’era un’associazione. Più precisamente, dall’analisi è emerso che a tre mesi di vita soltanto il 43% dei bambini con il disturbo da iperattività era allattato dalle loro madri, contro il 73% di quelli sani. All’età di sei mesi l’allattamento al seno riguardava rispettivamente il 29% e il 57% dei piccoli.

 

In breve

LE CAUSE SONO ANCORA POCO CHIARE

Quello da deficit di iperattività è un vero e proprio disturbo neurobiologico, causato da alterazioni nervose precise. Le cause di queste alterazioni non sono ancora del tutto conosciute. Si ipotizza, però, che all’origine ci siano fattori genetici e cause ambientali. Fra queste ultime, secondo il nuovo studio, ci sarebbe anche il mancato allattamento al seno. 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Ricette per lo svezzamento

Vaccini per bambini

Elenco frasi auguri nascita

Elenco frasi auguri battesimo

Le domande della settimana

Cardioaspirina in gravidanza: va bene questa cura?

24/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

In una donna giovane con nessun precedente trombotico, la cardioaspirina è più che sufficiente per affrontare i primi mesi di gravidanza al riparo dal rischio di trombi.  »

Antibiotico sospeso prima di quanto indicato: per questo il bambino si è ammalato di nuovo?

24/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Le nostre linee guida in caso di faringite da streptococco consigliano di somministrare l'antibiotico per sei giorni, quindi sospenderlo qualche giorno prima dei 10 giorni suggeriti non espone a particolari rischi di ricadute.   »

Piccolissima che non “aggancia lo sguardo”

23/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Ipotizzare il disturbo dello spettro autistico in una bimba di sei settimane di vita non si può. La diagnosi precoce è fondamentale, ma non per questo il problema è individuabile prima dei 12-24 mesi di vita.   »

Pancione che si indurisce molto alla 27 settimana di gravidanza: che fare?

23/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

All'inizio del terzo trimestre, in caso di contrazioni (anche non dolorose) molto frequenti può essere opportuno indagare sulle possibili cause effettuando un'urinocoltura e un tampone vaginale.   »

Fai la tua domanda agli specialisti