Latte artificiale: formule d’inizio e di proseguimento

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 11/04/2012 Aggiornato il 11/02/2015

Il latte artificiale si presenta con due formulazioni: di inizio per i più piccoli e di proseguimento per lo svezzamento

Latte artificiale: formule d'inizio e di proseguimento

Il latte della mamma è sempre l’alimento migliore per il neonato, poiché contiene tutte le sostanze nutritive (grassi, proteine, zuccheri, vitamine e sali minerali) di cui ha bisogno nelle giuste proporzioni. Tuttavia, in certi casi, diventa necessario ricorrere al latte artificiale. Le formulazioni sono di due tipi: di inizio per i più piccoli e di proseguimento per lo svezzamento, dai 4 mesi in su.

Le formule di inizio

Le formule di inizio del latte artificiale sono contrassegnate con il numero 1 (perciò vengono dette di “tipo 1” o starting formula) e sono state studiate proprio per nutrire i neonati da zero fino a quattro mesi di vita.
Ecco le caratteristiche principali di questo tipo di latte: hanno un valore energetico tra 64 e 72 calorie circa per ogni 100 centimetri cubi; il loro contenuto di zuccheri è costituito dal solo lattosio (lo zucchero presente nel latte) o anche da maltodestrine (zuccheri che, oltre a fornire un buon contenuto energetico, vengono assorbiti rapidamente da parte del-l’organismo); contengono nelle giuste proporzioni gli acidi grassi essenziali Omega 6 e Omega 3, molto importanti in quanto l’organismo umano non è in grado di produrli da solo; contengono, infine, 1,2-1,9 grammi di proteine ogni 100 millilitri: fino a qualche anno fa questa percentuale era quasi doppia, ma recenti studi hanno dimostrato che, per rispondere ai fabbisogni di un bambino di questa età, non è necessario sovraccaricare il lavoro dei reni.

Le formule di proseguimento

Le formule di proseguimento del latte artificiale sono contrassegnate con il numero 2 (perciò vengono dette di “tipo 2”) e possono venire offerte ai bambini a partire dai 4-5 mesi fino all’anno di vita. Intorno a questa età, infatti, il piccolo ha raggiunto una maggiore maturità dell’apparato digestivo e ha esigenze nutrizionali diverse rispetto a prima: comincia, infatti, anche lo svezzamento, cioè il passaggio graduale dal solo latte a un’alimentazione che comprende anche i primi cibi solidi.

No al latte di mucca

Le formule di proseguimento del latte artificiale rappresentano il miglior sostituto del latte di mucca, la cui introduzione è sconsigliata prima dell’anno, in quanto troppo povero di ferro o molto ricco di proteine. Rispetto al latte vaccino, queste formule hanno, infatti, un maggior contenuto di ferro, zuccheri, vitamine e acido linoleico (un acido grasso essenziale per l’organismo). Il contenuto di proteine è di poco superiore a quello delle formule di inizio, mentre la presenza di grassi è minore.

In polvere o diluito

In commercio esistono formule in polvere, che vanno diluite prima del consumo, e latti invece già diluiti, quindi pronti per l’uso. I tipi più diffusi in Italia sono comunque quelli in polvere che hanno il vantaggio di durare a lungo e di avere un ingombro limitato. Quelli diluiti, invece, danno più problemi di “scorta”, ma hanno il vantaggio di non lasciare margini di errore durante la diluizione: non si rischia, cioè, di preparare un latte troppo denso o, al contrario, troppo leggero.

Latte per casi particolari

Esistono alcuni tipi di latte adatti ai bambini che hanno sviluppato un’allergia a questo alimento (che si manifesta con eruzioni cutanee, vomito e diarrea) o che presentano alcuni problemi della prima infanzia, come il rigurgito. In questo caso il pediatra potrà consigliare tipi speciali di latte (i delattosati, gli idrolisati, il latte di soia, gli antirigurgito).

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In breve

La “starting formula” e quella di “tipo 2”

Se per vari motivi il bebè va allattato con il biberon sin dalla nascita, la soluzione migliore è la “starting formula”, un preparato studiato per fornire i giusti principi nutritivi ai neonati da zero a 4 mesi di vita. La formula di “tipo 2”, invece, è indicata a partire dai 4-5 mesi, ovvero quando il piccolo ha un apparato digerente più sviluppato e nella sua dieta iniziano a entrare i primi cibi solidi.

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