Latte artificiale di inizio (tipo 1)

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 20/01/2015 Aggiornato il 27/01/2015

Quello materno risponde in modo perfetto a tutte le esigenze nutrizionali del piccolo. Esistono però anche speciali formule, dette di partenza, per i bimbi che non possono essere allattati al seno

Latte artificiale di inizio (tipo 1)

I sostituti del seno

Il latte materno è l’alimento ideale per il bambino per tutto il primo anno di vita. Si tratta, infatti, di una fonte di nutrimento inimitabile, in quanto fornisce al piccolo tutte le sostanze indispensabili per la sua crescita. Nel caso in cui però l’allattamento al seno non sia possibile o la mamma non abbia latte a sufficienza, esistono formule di partenza, indicate per i primi quattro mesi di vita, che forniscono al piccolo un latte vicino per composizione a quello della mamma. Detti anche “starting formulas”, sono contrassegnati dal numero “1”. Hanno un contenuto energetico compreso tra 64 e 72 calorie ogni 100 cc (centimetri cubici) di prodotto e possono avere come fonte di zuccheri il solo lattosio (il principale zucchero del latte) o anche le maltodestrine, zuccheri caratterizzati da un buon contenuto energetico, da un rapido assorbimento e da bassa fermentazione. Devono avere, inoltre, gli acidi grassi essenziali omega 6 e omega 3 e avere un contenuto di proteine compreso tra 1,2 e 1,9 grammi ogni 100 millilitri, un valore quasi dimezzato rispetto ai latti di qualche anno fa in quanto, come hanno dimostrato numerose ricerche, è in grado di soddisfare i fabbisogni del bambino senza però comportare un inutile sovraccarico di lavoro per i reni.

Consultare il pediatra

Per la scelta dei latti formulati è bene chiedere consiglio al proprio pediatra, che in base alle caratteristiche del bimbo saprà indicare quello più adatto. Tutti i prodotti delle grandi marche, infatti, si adeguano alle linee guida europee in modo da soddisfare le esigenze dietetiche del bambino nel periodo dello svezzamento. Alcuni prodotti, poi, utilizzano solo ingredienti biologici, ma bisogna ricordare che per tutta l’alimentazione infantile ci sono norme strettissime per la qualità degli ingredienti e per la modalità di preparazione.

Che cosa contiene

Il latte che si utilizza per preparare le “formule” adatte ai bambini con meno di un anno è latte vaccino (cioè di mucca) modificato, basandosi sullo studio delle caratteristiche del latte materno, per renderlo adatto alle necessità del bambino. Ecco quali caratteristiche vengono modificate.

Si tolgono

  • i grassi saturi. Il latte vaccino è ricco di grassi saturi (una volta assorbiti dall’organismo formano il colesterolo, una sostanza che in quantità eccessive può diventare dannosa), non adatti allo sviluppo del bambino;
  • le proteine, il cui smaltimento affatica eccessivamente i reni;
  • i sali minerali (fosforo, sodio, potassio e cloro), in quanto interferiscono con l’assorbimento di altre sostanze e sovraccaricano i reni, ancora immaturi fino al compimento del primo anno di vita.

Si aggiungono

  • i grassi polinsaturi, indispensabili per il corretto sviluppo della retina, del cervello e di tutte le strutture nervose;
  • il ferro. Questo minerale (fondamentale per la formazione dei globuli rossi del sangue) è contenuto in percentuali abbastanza basse nel latte di mucca, oltretutto in una forma che può può venire utilizzata correttamente dal bambino. Per questo il latte formulato viene arricchito di questa sostanza;
  • il lattosio (lo zucchero del latte) utile per l’assorbimento del calcio (minerale che favorisce lo sviluppo delle ossa e dei denti);
  • lo zinco, in quanto è importante per lo sviluppo del sistema immunitario, cioè di difesa naturale;
  • le vitamine A, C, D, necessarie al bambino per l’assorbimento del calcio e del ferro, per la vista e la pelle. La vitamina C, in particolare, viene ridotta drasticamente durante il processo di pastorizzazione del latte.

Le sostanze in più

Alcuni elementi presenti nel latte materno hanno dimostrato di avere ruoli ben precisi dal punto di vista nutritivo e, per questo, si trovano aggiunti nei latti prodotti da alcune ditte. Sarà il pediatra a consigliare, in base alle caratteristiche del bambino, se e quale adottare.

  • gli oligosaccaridi

Si tratta di tipi di zuccheri che sembrano intervenire in numerosi processi metabolici (reazioni chimiche che avvengono nell’organismo), svolgendo un’azione antinfettiva, antinfiammatoria, selettiva sulla flora batterica intestinale e strutturale, cioè costituente, per il sistema nervoso.

  • i probiotici

Sono particolari fermenti, cioè microrganismi che hanno un effetto positivo sull’organismo, che sono stati scoperti recentemente nel latte materno. Vengono aggiunti da alcuni marche nei latti adattati in quanto favoriscono lo sviluppo della flora batterica intestinale e ne migliorano la qualità.

In polvere o liquido?

Il latte formulato, sia di partenza sia di proseguimento, è disponibile in due versioni: in polvere o liquido. L’unica differenza tra i due tipi sta nella praticità d’uso. Rispetto al latte in polvere, quello liquido ha il vantaggio di essere già pronto, ben amalgamato, più igienico, in quanto non richiede manipolazioni, e più sicuro, perché non si possono fare errori nella diluizione. Presenta però qualche svantaggio per quanto riguarda lo stoccaggio, in quanto richiede grandi scorte e, una volta aperto, dura solo 48 ore in frigorifero. Dal punto di vista nutrizionale, comunque, i due tipi di latte hanno formulazioni praticamente identiche: di conseguenza, una volta ricostituito, cioè dopo che è stata aggiunta l’acqua al biberon, il latte in polvere ha la medesima composizione del latte liquido.

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