Latte materno: previene le malattie e fa bene al cervello

Metella Ronconi Pubblicato il Aggiornato il 03/12/2018

Il latte materno è una miniera di sostanze benefiche per l'organismo del neonato. Ecco perché

Il latte materno si conferma una miniera di sostanze benefiche per l’organismo e anche uno scudo contro le malattie. I bambini allattati al seno, grazie alle sostanze uniche contenute nel latte, sono colpiti con minore frequenza da infezioni delle vie respiratorie, del tratto gastrointestinale e delle vie urinarie, e – crescendo – sono più protetti da malattie croniche non trasmissibili. Effetti positivi si sono riscontrati anche sul loro sviluppo cerebrale.

Composizione e nutrienti

Oltre al contenuto energetico ottimale e alla composizione di nutrienti più adatta per il bambino, il latte materno contiene una molteplicità di sostanze bioattive come, per esempio, ormoni, fattori di crescita e componenti antinfiammatorie e immunomodulanti. Inoltre, quanto al contenuto di zuccheri semplici (oligosaccaridi), il latte materno umano presenta caratteristiche uniche: nessun altro latte contiene questi zuccheri in quantità e complessità comparabili. Fino a poco tempo fa si riteneva che questi oligosaccaridi servissero solo da nutrimento per i microorganismi presenti nell’intestino. Gli oligosaccaridi impediscono che gli agenti patogeni aderiscano alle mucose, svolgono un’azione antibatterica e influiscono positivamente sul sistema immunitario. In questo modo proteggono dalle infezioni, tra cui l’enterocolite necrotizzante, particolarmente temuta nei nati prematuri.

Lo sviluppo cognitivo

Diversi studi hanno dimostrato la funzione degli acidi grassi presenti nel latte materno nel favorire la maturazione delle strutture cerebrali. Studi epidemiologici su vasta scala hanno potuto dimostrare che l’alimentazione con latte materno è associata a un quoziente intellettivo (Qi) più elevato. In particolare, un recente studio americano, che ha coinvolto 133 bambini tra dieci mesi e quattro anni suddivisi in tre gruppi in base alle modalità di allattamento (esclusivo, misto e con formula artificiale) e sottoposti a risonanza magnetica, ha evidenziato che il cervello dei bimbi allattati al seno (nei primi mesi di vita in modo esclusivo) è risultato sensibilmente più sviluppato nelle regioni responsabili del linguaggio, dell’emotività e delle funzioni cognitive. L’allattamento è associate, quindi, a un miglioramento delle performance intellettive.

Sovrappeso e obesità

L’allattamento svolge una funzione protettiva anche nei confronti dell’obesità, un effetto che copre tutti gli anni dell’infanzia fino alle soglie dell’adolescenza, quando diventano più determinanti altre variabili come l’alimentazione e lo stile di vita. A ciò contribuiscono diversi fattori, come la composizione del latte materno e gli ormoni che vi sono contenuti, che hanno la funzione di controllare l’appetito.

Protezione anche per la mamma

I vantaggi non riguardano solo il bambino. Numerosi studi hanno, infatti, evidenziato degli importanti benefici, anche sul lungo periodo, per la mamma. Allattando diminuisce il rischio di sviluppare un cancro alle ovaie e al seno. Nell’immediato, le mamme che allattano hanno meno probabilità di sovrappeso. A distanza di sei anni dalla conclusione dell’allattamento, ci può essere una differenza media di otto chili tra chi aveva allattato e chi no. Grazie alle poppate si reduce, infine, l’incidenza di diabete di tipo 2 e delle cardiopatie.

 

 

 
 
 

lo sapevi che?

Gli effetti positivi dell’allattamento si estendono anche alla sfera emotiva,  proteggendo la neomamma dal rischio di sviluppare una depressione post partum.

 

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana
Fontanella quasi chiusa a sei mesi: è un brutto segno?

La (quasi) chiusura della fontanella a sei mesi di età non è un segno allarmante, se lo sviluppo neurologico è normale e la crescita della circonferenza cranica regolare.   »

Tampone vaginale positivo allo streptococco al termine della gravidanza

Può accadere che in prossimità del parto il tampone vaginale rilevi la presenza dell'infezione. In questo caso, all'inizio del travaglio viene praticata la profilassi antibitica per evitare che il bambino venga contagiato al momento della nascita.   »

Influenza in gravidanza: è pericolosa?

Ci possono essere dei rischi, se l'influenza viene contratta nelle prime settimane di gravidanza, a causa della febbre. Nel secondo e nel terzo trimestre è improbabile che il bambino corra particolari pericoli. In generale, è sempre opportuno che una donna in attesa effettui la vaccinazione antiinfluenzale....  »

Fai la tua domanda agli specialisti