Latte materno: quali effetti da tac e risonanza?

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 21/05/2015 Aggiornato il 21/05/2015

Gli effetti di tac e risonanza sul latte materno non sono pericolosi. Quindi le neomamme possono stare tranquille anche con ultrasuoni e raggi ionizzanti

Latte materno: quali effetti da tac e risonanza?

Una delle maggiori preoccupazioni durante l’allattamento è di ammalarsi o doversi sottoporre ad alcuni esami, ritenuti pericolosi e invasivi. Tra questi ultimi, spiccano le indagini con i mezzi di contrasto. In realtà, i medici spiegano che gli effetti di tac e risonanza sul latte materno non sono preoccupanti.

L’indagine del Burlo Garofolo

Una ricerca condotta dalle Asl di Trieste, guidata da Riccardo Davanzo, responsabile delle attività di promozione dell’allattamento presso l’ospedale Burlo Garofolo di Trieste, ha evidenziato la forte preoccupazione e l’ansia delle mamme riguardo gli effetti di tac e risonanza sul latte materno. Per questo l’équipe medica ha deciso di fare chiarezza e di tranquillizzare le neomamme spiegando che i raggi ionizzanti, gli ultrasuoni ecografici e i campi magnetici usati per la risonanza, non sono dannosi per il latte materno e, dunque, per la salute del neonato.  Inoltre, anche nel caso in cui vi sia necessità di utilizzare un mezzo di contrasto (al paziente viene iniettato uno speciale liquido), quest’ultimo non va comunque a intaccare la sicurezza del latte materno.

Allattamento sempre sicuro

Come confermato anche dalla Società italiana di radiologia medica, insieme alla Società italiana di pediatria e al Tavolo tecnico sull’allattamento al seno del ministero della Salute, gli effetti di tac e risonanza sul latte materno non sono, quindi, ritenuti dannosi per la salute del bambino. E ciò riguarda anche i neonati prematuri così come le prime settimane di vita del bambino, considerate le più delicate per crescita e salute.

Continuare regolarmente le poppate

In conclusione, se la neomamma deve sottoporsi a un esame come tac o risonanza magnetica (con contrasto o senza), può continuare con tranquillità ad allattare il proprio bambino, senza interrompere o saltare poppate. A tal proposito, fino a qualche tempo fa in caso di utilizzo di mezzi di contrasto i medici consigliavano di gettare il primo latte prodotto dopo l’esame. Invece, iecenti studi dimostrano che non vi è alcun problema ad attaccare il neonato al seno anche subito dopo aver effettuato l’indagine diagnostica in questione.

 

 

 

In breve

 NON BISOGNA INTERROMPERE LE POPPATE

I dubbi che assalgono le neomamme riguardo all’allattamento sono numerosi e spesso legati a medicinali dannosi, alimentazione e, appunto, diagnostica medica. Per qualsiasi perplessità, è necessario rivolgersi al pediatra. Meglio un chiarimento in più: la serenità della mamma è condizione necessaria perché l’allattamento prosegua sereno il più a lungo possibile.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Ricette per lo svezzamento

Vaccini per bambini

Elenco frasi auguri nascita

Elenco frasi auguri battesimo

Le domande della settimana

Tonsille di nuovo arrossate dopo una cura con antibiotico: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico.   »

Bimba di 3 anni e mezzo che ha paura di fare la cacca nel vasino o nel water

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Roberta Levi

Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere.   »

Piccolissima con reflusso che non passa nonostante il farmaco

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Stefano Geraci

Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata.   »

Piccola area di mancato accollamento che non si risolve: perché?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare.   »

Ectropion in gravidanza: c’è da preoccuparsi se sanguina?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Sara De Carolis

Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza.   »

Fai la tua domanda agli specialisti