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L’Oms raccomanda l’allattamento esclusivo fino ai sei mesi. Il piccolo, infatti, ha uno stomaco ancora immaturo: ha bisogno di poppate brevi e frequenti, anche di notte.
Prima dei 5-6 mesi è sconsigliato eliminare la poppata notturna: lo stomaco non regge lunghi digiuni e la stimolazione notturna della prolattina, proprio grazie alla suzione, è fondamentale per la produzione di latte.
Tra i 5 e i 6 mesi, con l’inizio dello svezzamento e sonni più lunghi, il piccolo può essere pronto a rinunciare alla poppata notturna.
Il passaggio deve essere però graduale e non dovrebbe avvenire in momenti delicati come la dentizione e gli scatti di crescita. Per farlo senza traumi si possono aumentare le poppate diurne, accorciare quelle notturne o ritardare l’ultimo pasto. Da evitare invece la proposta serale di tisane o latte artificiale. Spesso il risveglio non è dovuto alla fame, ma al bisogno di contatto.
Si può rassicurare il bambino con carezze e routine serali che preparino a un riposo sereno senza chiedere il seno di notte. Eventuali ritorni alla poppata notturna quando il piccolo non sta bene, mette i denti o agli scatti di crescita sono normali e non compromettono i progressi fatti.
L’età indicativa del bambino
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il latte dovrebbe rappresentare l’unico alimento fino ai sei mesi di età. Questo significa in teoria che fino a questa età l’allattamento dovrebbe essere a richiesta con poppate brevi ma frequenti, anche durante la notte. L’apparato digerente di un neonato, infatti, è ancora immaturo: lo stomaco ha una capienza limitata e il piccolo si sente rapidamente sazio. In questa fase è normale che il bambino richieda almeno una poppata notturna, che solitamente avviene tra le due e le quattro del mattino, dopo che l’ultimo pasto della sera è stato digerito.
Va sempre tenuto presente in ogni caso che ogni neonato ha una storia personale anche per quanto riguarda l’allattamento: ci sono piccoli che dormono tutta la notte già a quattro, cinque mesi e altri che richiedono la poppata notturna ben oltre i sei mesi. In linea generale, comunque, non si dovrebbe cercare di togliere la poppata notturna prima dei cinque, sei mesi per varie ragioni:
- lo stomaco dei neonati non è ancora in grado di assumere abbastanza latte alla sera per arrivare fino al mattino senza poppare
- il neonato non distingue ancora tra il giorno e la notte e richiede quindi il latte quando ne sente la necessità, indipendentemente se ci sia luce o buio
- la richiesta di latte serve a mantenere consistente la produzione di latte. Durante la notte infatti i livelli di prolattina, l’ormone responsabile della produzione di latte, sono più alti: non a caso quando ci sono difficoltà di allattamento oppure quando il neonato non cresce a sufficienza il consiglio è proprio quello di aumentare il numero delle poppate notturne.
Come capire se il bambino è davvero pronto
Tra i cinque e i sei mesi si presentano alcune condizioni che suggeriscono che il piccolo possa essere pronto per togliere la poppata notturna:
- il neonato ha iniziato lo svezzamento. Il piccolo ha un’alimentazione più completa: il pasto serale più generoso gli consente spesso di arrivare fino al mattino senza richiedere altro cibo. Con lo svezzamento diventa quindi più facile eliminare la poppata notturna
- il piccolo dorme più a lungo di notte. Anche di giorno il riposo si concentra in alcuni momenti precisi, diventa più continuo e senza continui risvegli.
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Consigli pratici
Anche se un neonato sembra essere pronto per togliere la poppata notturna, va sempre tenuto presente che questo passaggio non è mai semplice, rapido e indolore. Occorre quindi armarsi di pazienza cercando di assecondare i ritmi del piccolo senza forzarli. Alcuni accorgimenti possono essere utili per favorire il processo:
- aumentare le poppate diurne in modo che il piccolo non abbia necessità di chiedere latte di notte. Importante in ogni caso assicurarsi che il neonato abbia davvero mangiato di giorno e non sia stato semplicemente attaccato al seno senza assumere il giusto nutrimento
- procedere per gradi. Se il piccolo fa più di una poppata notturna si può cercare di eliminare la più breve o quella che richiede con minor frequenza in modo che il neonato abbia tempo per abituarsi. Importante lasciare trascorrere un buon lasso di tempo tra l’eliminazione di una poppata e la successiva in modo che il processo risulti il più “dolce” possibile
- ridurre la durata. Può essere utile anche provare ad accorciare il tempo della poppata, soprattutto se il piccolo si sveglia più volte durante la notte
- ritardare l’ultimo pasto di latte. Si può tentare di offrire l’ultimo pasto di latte un po’ più tardi, per esempio a mezzanotte invece che alle 22 o alle 23, anticipando la prima poppata del mattino alle sei
- distanziare i pasti di giorno. Va fatto solo dietro consiglio del pediatra: in questo modo, poco per volta, lo stomaco si abituerà a ricevere una maggiore quantità di cibo e il senso di sazietà dopo un pasto serale completo aiuterà il piccolo a non sentire lo stimolo della fame di notte.
Fame o bisogno di coccole? Come distinguere i risvegli
Con lo svezzamento i neonati dovrebbero essere teoricamente pronti per stare una notte intera senza cibo. Questo non vuole dire in ogni caso che la poppata notturna scompaia per così dire fisiologicamente. Spesso, infatti, il risveglio notturno è dovuto non tanto alla fame quanto a un bisogno di rassicurazione attraverso il contatto con il corpo della mamma.
Alcuni segnali possono essere utili per distinguere i due bisogni. Quando si tratta di fame, infatti, è presente il riflesso di ricerca: il piccolo apre la bocca, tira fuori la lingua e gira la testa a destra e sinistra. Anche portare le mani alla bocca è un messaggio piuttosto esplicito di fame. Attaccato al seno poi il piccolo succhia finchè è sazio, proprio come fa di giorno.
Nel caso in cui il neonato cerchi invece solo una rassicurazione la poppata notturna risulta in genere molto breve. Segue un rapido riaddormentarsi del piccolo: la richiesta della poppata notturna in questo caso rappresenta un modo per calmarsi e riprendere sonno. Il seno della mamma, infatti, non è solo una fonte di nutrimento per il piccolo ma offre anche conforto, rassicurazione emotiva e sicurezza.
Se il neonato richiede il latte come supporto emotivo si può cercare di eliminare la poppata notturna trovando modi alternativi di rassicurazione. Si può ad esempio accarezzare il piccolo o mantenere un contatto fisico che lo faccia sentire accolto e sicuro. In questo modo il neonato sperimenta la certezza che la mamma può essere presente anche senza la poppata. Tutto questo sempre rispettando i tempi e le esigenze del piccolo, senza forzature.
Anche creare piccoli rituali che preparino al sonno rappresenta una fonte di rassicurazione che può aiutare il neonato a non cercare il seno durante la notte. Il bagnetto, un massaggio dolce, cantare una ninna nanna o mettere una musica dolce, a luci basse e senza rumori forti, aiuta il piccolo a rilassarsi e lo prepara a un riposo sereno.
Togliere la poppata notturna al seno o con il biberon: ci sono differenze?
La poppata al seno di notte spesso funziona come una sorta di sedativo naturale che il piccolo richiede per addormentarsi: per questo può risultare più difficile eliminarla rispetto al togliere il biberon notturno quando si allatta artificialmente.
Con il biberon per altro è più facile sapere quanto effettivamente il neonato ha mangiato e capire quindi se il risveglio è dovuto a vera fame oppure a un’abitudine.
Il biberon infine può essere offerto non solo dalla mamma ma anche dal papà o da chi accudisce il piccolo: questo fa sì che il neonato non sviluppi quel legame diretto latte/mamma che nasce naturalmente invece con l’allattamento al seno e che lo spinge a richiedere questo contatto anche di notte, persino in assenza dello stimolo della fame.
Cosa NON fare quando si elimina il latte di notte
Togliere il latte di notte al neonato non deve essere mai vissuto come una sorta di battaglia che i genitori ingaggiano con il piccolo che rischia di vivere come un trauma la privazione della poppata notturna. Per questo è importante fare attenzione a non sbagliare la mosse:
- eliminarla drasticamente: che sia per fame, per rassicurazione o per semplice abitudine, togliere il latte di notte da un giorno con l’altro rischia solo di provocare il pianto disperato del piccolo. Il neonato non riprende a dormire e anche i genitori possono dire addio a un riposo sereno. Senza contare che il neonato, dormendo in modo disturbato, finisce per essere più irritabile anche durante il giorno con ripercussioni negative sul sonno e sull’alimentazione. Si innesca per altro un circolo vizioso per cui il neonato mangiando meno e dormendo poco di giorno finisce per svegliarsi di continuo di notte chiedendo il seno o il biberon. Procedere per gradi invece permette al piccolo di abituarsi: niente fretta quindi e grande pazienza per ottenere il risultato che si desidera.
- sbagliare i tempi: togliere il latte della notte è per il piccolo un cambiamento significativo con un costo emotivo che è sempre opportuno tenere presente. È del tutto controproducente quindi cercare di eliminare la poppata notturna quando il bambino vive condizioni e momenti di per sé difficili da affrontare. È il caso, ad esempio, della fase della dentizione, con il naturale fastidio che questo può provocare, oppure in concomitanza dei cosiddetti scatti di crescita, fasi in cui il bambino nel primo anno di vita compie improvvisi progressi fisici e psico-emotivi che possono causare irritabilità, malessere e nervosismo. Allo stesso modo non è opportuno togliere il latte quando il piccolo affronta situazioni sconosciute come ad esempio l’introduzione al nido oppure un cambio di casa.
- offrire subito prima del sonno un biberon di latte artificiale oppure di camomilla: a volte può venire spontaneo il pensiero che con lo stomaco pieno il piccolo possa dormire tutta le notte. Il rischio contrario è che il latte non venga del tutto digerito causando difficoltà nell’addormentarsi e risvegli notturni. Se poi il neonato è allattato al seno, aggiungere un biberon di latte artificiale prima di dormire rischia di alterare quel delicato meccanismo di domanda da parte del piccolo e di offerta del seno da parte della mamma che consente di stimolare la produzione di latte. Per quanto riguarda la camomilla,invece, va tenuto presente che fino ai sei mesi non dovrebbe essere offerto al neonato null’altro se non il latte.
E se la poppata è già stata tolta e il piccolo torna a volerla magari in momenti particolari come ad esempio quando non sta bene, mette i denti o agli scatti di crescita? Non è il caso di preoccuparsi: è un fenomeno del tutto normale che non compromette i progressi fatti. Superata la fase difficile, con buona probabilità il neonato tornerà a dormire senza richiedere il seno o il biberon.
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In breve
Fino ai 6 mesi l’allattamento dovrebbe essere esclusivo e a richiesta, anche di notte. Con lo svezzamento, si può cominciare a pensare di togliere la poppata notturna, ma gradualmente. Spesso il risveglio è solo bisogno di contatto: in questi casi carezze e una routine serale ben strutturata possono aiutare ad evitare la poppata notturna.
