Quanto latte materno è stato donato durante la pandemia?

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 20/04/2022 Aggiornato il 20/04/2022

Grazie alla generosità di tante donne italiane e laziali in particolare, anche in pandemia la quantità di latte materno donato è stata abbondante. Ecco quanto latte materno è stato donato

Quanto latte materno è stato donato durante la pandemia?

Il latte materno per tanti bambini è una vera garanzia di sopravvivenza. Alcuni piccoli, infatti, nel caso la loro mamma non riesca ad allattare, non possono assumere latte in polvere a causa di particolari esigenze nutrizionali. Rischiano, infatti, di andare incontro a serie carenze alimentari e a disturbi della crescita. Per fortuna in Italia ci sono tante donne generose che hanno donato il loro latte materno nonostante le restrizioni della pandemia. Ecco quanto latte materno è stato donato

Quanto latte materno è stato donato?

La Banca del Latte Umano Donato del Bambino Gesù di Roma, unica di riferimento per la Regione Lazio, durante i due anni di pandemia non ha rallentato la propria attività. Anzi, il latte materno è addirittura stato donato in quantità doppia rispetto agli anni precedenti. Ben 1.145 litri di latte materno sono stati destinati ai piccoli ricoverati, grazie alla generosità di 132 mamme donatrici. La pandemia insomma non ha fermato il servizio di raccolta a domicilio, grazie all’aiuto dei volontari dell’Associazione Bambino Gesù Onlus. La raccolta è stata addirittura più generosa di prima, tenendo conto che negli ultimi due anni, quelli della pandemia, la raccolta complessiva di latte materno donato nel Lazio è stata di 2.387 litri di latte raccolti tra il 2020 e il 2021, contro i 1.120 litri raccolti tra il 2018 e 2019.

Perché è stato raccolto tanto latte?

Grazie alla generosità delle 132 mamme donatrici è stato possibile nutrire nell’ultimo anno circa 200 neonati ricoverati con particolari esigenze alimentari e di salute. Secondo gli esperti, le ragioni sono due. La prima è che le mamme in questi due anni hanno trascorso più tempo a casa, quindi hanno avuto più tempo da dedicare alla raccolta del latte. Non solo: in un periodo difficile come quello della pandemia, la solidarietà verso gli altri è stata tanta e ha coinvolto anche le mamme che hanno deciso di donare ancora più latte. Un beneficio anche contro il Covid-19, visto che un recente studio ha provato il ruolo difensivo del latte materno contro il virus e in generale per aiutare le difese dell’organismo.

Il latte donato è sicuro?

Le procedure di sicurezza adottate rendono il latte umano donato assolutamente sicuro, sia nei confronti della diffusione del virus SARS-CoV-2, ma anche sotto altri aspetti. Le mamme eseguono, infatti, controlli molto accurati prima di poter diventare donatrici. Il latte materno non è in grado di veicolare il virus del Covid-19 e, nel caso vi entrasse in contatto per fattori esterni, il processo di congelamento e di pastorizzazione in seguito, lo rendono del tutto sicuro prima del suo utilizzo. L’attività di raccolta, lavorazione e distribuzione del latte materno è gestita dalle Banche del latte umano donato presenti nelle varie regioni italiane, soprattutto nel Centro-Nord. Nel Lazio l’unica Banca di riferimento per le mamme che desiderano diventare donatrici è quella dell’ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

Perché è importante il latte materno donato?

Il latte umano rappresenta l’alimento naturale e ideale per il bambino e i suoi benefici su crescita e stato di salute sono ormai ampiamente documentati. È indicato in particolare per l’alimentazione dei neonati pretermine, soprattutto per quelli di peso molto basso alla nascita. Per questi piccoli, se la mamma non riesce ad allattare, la prima alternativa è rappresentata dal latte donato. Questo alimento è fondamentale anche in altre situazioni, per esempio nei giorni che seguono gli interventi chirurgici all’addome. Ancora, è consigliabile nutrire il neonato con latte umano nei casi di cardiopatie congenite, serie allergie alimentari, insufficienza renale cronica, sindromi con malassorbimento o nei casi di diarrea che non si riesce a trattare.

Come si fa a donare il latte materno?

Donare il proprio latte, se si ha in abbondanza, non è difficile. È necessario contattare uno dei centri di raccolta sul territorio nazionale e fissare un appuntamento con il neonatologo. Si effettua prima una visita con anamnesi e analisi del sangue per verificare lo stato di salute generale. Se non esistono controindicazioni, la mamma riceve contenitori e istruzioni per effettuare correttamente la raccolta. Si può donare dalle prime settimane di vita del proprio bambino fino al compimento del primo anno.

 

 

 
 
 

In sintesi

Dove si può acquistare latte materno?

Per ragioni di sicurezza è bene evitare di acquistare online, nonostante esistano alcuni siti. Ci si può rivolgere a una banca del latte presente sul territorio, oppure chiedere informazioni a qualche grande reparto maternità della propria zona di residenza.

Come si conserva il latte materno?

Che arrivi da una banca del latte o sia proprio, il latte materno deve essere conservato in contenitori sterili. A temperatura ambiente non superiore ai 25 gradi, va consumato entro 4 ore. Nel frigorifero al di sotto dei 4 gradi dura al massimo di 4 giorni. Può essere congelato e in questo caso deve essere consumato entro sei mesi.

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Ricette per lo svezzamento

Vaccini per bambini

Elenco frasi auguri nascita

Elenco frasi auguri battesimo

Le domande della settimana

Cerchiaggio preventivo: si deve stare sempre a letto?

11/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Nei primi giorni successivi all'intervento di cerchiaggio è possibile che venga raccomandato il riposo, dopodiché si possono riprendere le normali attività quotidiane, evitando comunque ogni eccesso per quanto riguarda l'impegno fisico.   »

Larva inghiottita con la marmellata: ci sono rischi per la gravidanza?

11/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Le larve che possono essere presenti nella marmellata non sono velenose quindi la loro assunzione accidentale (per quanto possa essere poco piacevole dal punto di vista psicologico) non espone a rischi.   »

Paroxetina in gravidanza: può danneggiare il bambino?

06/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto.  »

40 anni e non rimango incinta dopo due mesi di tentativi: devo preoccuparmi?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

In età matura, le probabilità di concepire per ciclo mestruale sono piuttosto basse, quindi non stupisce che dopo appena due mesi di tentativi la gravidanza non sia ancora iniziata. E questo vale anche in caso di riserva ovarica ancora soddisfacente.   »

Qual è il momento migliore per concepire una bambina?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Castagna

Poiché gli spermatozoi X sono più lenti, è possibile (!) che un rapporto sessuale affrontato uno-due giorni prima dell'ovulazione porti al concepimento di una femminuccia. Ma di questo non vi è alcuna certezza.   »

Megavescica del feto alla 13^ settimana di gravidanza: cosa aspettarsi?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

La megavescica individuata nel feto è un segno ecografico prenatale che può sottendere un ampio spettro di cause e di conseguenze. La situazione va dunque tenuta monitorata tramite controlli ecografici seriati.   »

Cardioaspirina in gravidanza: sì o no?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Ci sono dei casi in cui piccole dosi di aspirina possono favorire il buon proseguimento di una gravidanza: se il ginecologo curante la prescrive è più che opportuno dargli ascolto.   »

24 ore senza pillola: sono ancora protetta?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata.   »

Fai la tua domanda agli specialisti