A cura di “La Redazione”Pubblicato il 21/05/2019Aggiornato il 22/05/2019
È un’esperienza negativa per la mamma, che si sente rifiutata dal suo piccolo e incapace di nutrirlo al meglio. Ecco come superare il periodo "no"
Capita di rado, ma può succedere che il neonato rifiuta il seno. L’importante è non farsi prendere dal panico e chiedere aiuto al pediatra o alle puericultrici del consultorio. Perché niente è perduto e con tanta pazienza e gli accorgimenti utili, è possibile far partire l’allattamento al seno.
Mano a C
Per favorire il corretto ancoraggio del bimbo al seno, si consiglia alla mamma di sostenere la mammella con la mano a “C”, cioè mettendo il pollice sopra la mammella vicino all’areola e le altre dita sotto al seno, in modo da poter “direzionare” il capezzolo sulle labbra del piccolo (cioè sulla parte centrale del labbro inferiore), favorire il riflesso di apertura della bocca del bimbo e stimolare la ricerca del capezzolo della mamma. Appena il bebè protrae la lingua come uno “sbadiglio”, aprendo bene la bocca, si coglie quest’attimo per introdurgli buona parte dell’areola mammaria.
In bocca tutta l’areola
È importante che la mamma si assicuri che il bambino non introduca in bocca solo il capezzolo bensì anche l’areola, perché così facendo non riuscirebbe a succhiare in maniera efficace (con il rischio di non svuotare bene le mammelle e di causare un ingorgo) e potrebbe anche provocare l’insorgenza di ragadi (dolorosi taglietti) al capezzolo materno. Durante la suzione le labbra del bimbo devono essere rovesciate all’infuori e le guance devono essere rotondeggianti, senza comparsa di fossette.
Da sapere!
Finché ci si trova in ospedale, si può chiedere aiuto al personale della maternità, che sapranno senz’altro dare i consigli giusti e sedare ogni dubbio. Una volta a casa, ci si può rivolgere ai consultori, al pediatra o alla lega del latte, grazie alla quale sarà possibile essere messe in contatto con una consulente della propria zona.
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