Anticorpi monoclonali: efficaci cure per il virus respiratorio sinciziale

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 16/02/2021 Aggiornato il 16/02/2021

Alcuni anticorpi monoclonali sono promettenti per quanto riguarda le cure per il Virus respiratorio sinciziale, che mette a rischio la salute dei neonati

Gli anticorpi monoclonali sono farmaci molto promettenti per la cura di diverse malattie, dai disturbi reumatici cronici ai tumori. Alcuni sono stati approvati anche per la polmonite da Covid-19. E recenti studi dimostrano che sono promettenti anche nelle cure per il Virus respiratorio sinciziale, un agente pericoloso e diffuso tra i bambini, in quanto causa la bronchiolite.

A rischio i più piccoli

Il Vrs o Virus respiratorio sinciziale, è un virus molto diffuso e contagioso, che infetta le vie respiratorie. Colpisce soprattutto i bambini più piccoli causando bronchiolite e polmonite, serie malattie delle vie respiratorie che nella prima infanzia talvolta richiedono anche il ricovero in ospedale. A volte le cure con i farmaci non sono sufficienti ed è necessario monitorare il piccolo 24 ore al giorno, anche con la somministrazione di ossigeno. Nel mondo, nel 2015, si sono verificati oltre 33 milioni di casi di infezioni respiratorie acute da Vrs nei bimbi di età inferiore ai cinque anni che hanno reso necessario il ricovero in ospedale per più di tre milioni di bambini, con quasi 60mila decessi.

Che cosa sono gli anticorpi monoclonali

Tra le più efficaci e nuove cure per il Virus respiratorio sinciziale sono disponibili oggi alcuni anticorpi monoclonali. Questi farmaci sono prodotti in vitro a partire da anticorpi umani particolarmente potenti. Si chiamano monoclonali perché sono tutti uguali e riescono ad attaccare in modo selettivo ed efficace un preciso obiettivo, riducendo anche gli effetti collaterali. Non agiscono riducendo l’infiammazione, ma impediscono al virus di entrare nelle cellule, scatenando l’infezione. Esistono già alcuni anticorpi monoclonali che fanno parte delle cure per il Virus respiratorio sinciziale. Uno dei più avanzati ed efficaci è Nirsevimab, che ha dimostrato di ridurre del 70% il bisogno di assistenza medica e del 78% i ricoveri in ospedali causati dall’infezione da questo virus. Il farmaco è efficace anche nei piccoli più delicati e soggetti facilmente a infezione, ossia i neonati prematuri.

Basta una dose

I risultati che sono stati pubblicati su New England Journal of Medicine dimostrano per la prima volta che un anticorpo monoclonale a dose singola può proteggere i neonati per tutta la durata della stagione epidemica del virus. Nirsevimab è un anticorpo monoclonale per l’immunizzazione dal Vrs. Viene somministrato direttamente al bambino per aiutarlo a prevenire la malattia con una sola iniezione.  Potrebbe costituire un nuovo standard nelle cure per il Virus respiratorio sinciziale, offrendo una protezione immediata e sostenuta per tutta la loro prima stagione di esposizione al virus, ossia  nel momento in cui sono maggiormente a rischio di infezione o complicanze. Si stima, infatti, che il 90% dei bambini sia destinato a essere esposto all’infezione da Virus respiratorio sinciziale prima dei due anni di età.

 

 

 
 
 

Da sapere!

La bronchiolite è pericolosa perché i più piccoli non dispongono di difese ben sviluppate, quindi, corrono il rischio di insufficienza respiratoria acuta. È importante fare attenzione ai sintomi e, eventualmente, recarsi al Pronto Soccorso se oltre alla febbre compaiono difficoltà respiratoria, accelerazione della frequenza respiratoria, colorazione bluastra della labbra, segno di carenza di ossigeno.

 

Fonti / Bibliografia

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