Cardiopatie congenite, si possono prevenire

Patrizia Masini A cura di Patrizia Masini Pubblicato il 14/02/2020 Aggiornato il 14/02/2020

Il 14 febbraio non è solo san Valentino ma anche la giornata mondiale delle cardiopatie congenite, una malformazione più diffusa di quanto si pensi. Ecco di che cosa si tratta

Cardiopatie congenite, si possono prevenire

Le cardiopatie congenite sono purtroppo abbastanza diffuse, in quanto interessano circa un neonato ogni 100 nati vivi in Italia, per un totale di circa 4000 neonati l’anno. “Una corretta prevenzione consentirebbe di aumentare al massimo le probabilità di avere un bimbo sano”. Lo affermano la Società Italiana di Neonatologia (SIN) e la Società Italiana di Cardiologia Pediatrica e delle Cardiopatie Congenite (SICP), in occasione della Giornata Mondiale delle Cardiopatie Congenite, che ricorre proprio il 14 febbraio, per aumentarre le possibilità di salute e benessere a tutti i bambini.

40% di tutte le malformazioni

Le Cardiopatie Congenite rappresentano il 40% di tutte le malformazioni diagnosticabili subito dopo il parto e provocano il 4% delle morti che avvengono subito dopo la nascita entro le prime 4 settimane di vita. In caso di cardiopatie congenite critiche, cioè quelle per cui vi sia un immediato pericolo per la vita, tutto dipende da quando si interviene: il progresso delle tecniche chirurgiche e cardiologiche interventistiche ha permesso di raggiungere una sopravvivenza a 12 mesi superiore al 90% quando, però, diagnosi e trattamento vengano intrapresi in tempo e con la massima urgenza.

Ne esistono di tanti tipi

Le cardiopatie congenite possono essere molto diverse tra loro, variando da disturbi minori, che addirittura spesso si risolvono da soli, ad altri molto gravi che richiedono invece interventi mirati anche nel pancione. Le malformazioni più critiche sono, come affermano gli esperti di Sin e Sicp, la trasposizione delle grandi arterie (1/1750 nati), l’atresia polmonare (1/7000 nati), la coartazione aortica (1/3300 nati), la stenosi aortica (1/2600 nati) ed il ritorno venoso polmonare anomalo totale (1/10000 nati).

Importante la diagnosi prenatale

Le cardiopatie congenite dovrebbero essere sempre diagnosticate durante la gravidanza e questo per fortuna spesso accade grazie all’evoluzione di tutte le tecniche diagnostiche, in primis l’ecografia. Le ecografie di primo livello eseguite in gravidanza sono in grado di identificare una cardiopatia congenita in circa il 50-60% dei casi (considerando tutti i tipi di cardiopatia). Sin e Sicp affermano che “è importante, pertanto, il ruolo diagnostico del cosiddetto “Test combinato” che prevede la valutazione di esami ematici, parametri clinici ed ecografici, al fine di stimare un rischio di patologia genetica fetale. Tale test permette di indirizzare tutti i futuri genitori con gravidanze a rischio verso una diagnostica di livello più elevato”.

A volte si scoprono dopo la nascita

Il bimbo nel pancione ha una circolazione sanguigna molto diversa da quella che si verifica dopo la nascita e pertanto alcune malformazioni vengono scoperte soltanto una volta che è nato, a distanza di ore o giorni dalla venuta al mondo. Per questo è fondamentale il ruolo del neonatologo, del cardiologo e del cardiochirurgo.

 

 

 
 
 

Da sapere

 

SI PREVENGONO IN QUESTO MODO

La SIN e la SICP consigliano caldamente ai futuri genitori “di rivolgersi al proprio medico di fiducia nel momento in cui venga pianificata una gravidanza, al fine di poter intraprendere tutte le misure preventive possibili idonee a prevenire l’insorgenza di malformazioni congenite fra cui l’implementazione della dieta con folati (da iniziare almeno tre mesi prima del concepimento), l’adozione di stili di vita appropriati (non assumere alcool durante l’intera gravidanza e nel periodo di allattamento) e la vaccinazione contro le principali malattie infettive a rischio teratogeno”.

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Ricette per lo svezzamento

Vaccini per bambini

Elenco frasi auguri nascita

Elenco frasi auguri battesimo

Le domande della settimana

Cortisonico in spray prescritto in gravidanza per una forte rinite: può essere pericoloso?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Il mometasone assunto sotto forma di spray nasale entra in circolo in quantità davvero minime, quindi è senz'altro opportuno impiegarlo quando il medico ritiene strettamente necessario prescriverlo.   »

Mancato accollamento in 7^ settimana: la gravidanza è a rischio?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Non è corretto definire "a rischio" una gravidanza in cui l'ecografia individua un modesto mancato accollamento (non è associato a perdite), ma non lo è neppure trascurare quanto rilevato.   »

Salmone alterato assunto in gravidanza: ci sono rischi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Assumere del salmone avariato può esporre a conseguenze anche molto serie, tuttavia è realmente difficile non accorgersi dell'alterazione perché il pesce andato a male ha sia l'aspetto sia il sapore significativamente alterati.   »

Beta che aumentano poco: proseguirà la gravidanza?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Quando la gravidanza arriva a un'epoca in cui è individuabile con l'ecografia, il monitoraggio del valore delle beta non ha più grande significato. Sono le informazioni che raccoglie l'ecografo a stabilire cosa sta accadendo.   »

Bimba di 4 anni che fa (di nuovo) la pipì a letto: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

A quattro anni non desta preoccupazione il fatto che una bambina bagni ancora il letto di notte: le strategie da adottare sono varie e tra queste è particolarmente importante non esprimere giudizi che possano mortificarla.   »

Fai la tua domanda agli specialisti