Il Boel test: che cosa è e quando viene eseguito

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 19/01/2015 Aggiornato il 26/01/2015

Lo fa il pediatra di routine alla visita di controllo tra i 7 e gli 8 mesi e serve per controllare che il piccolo ci senta bene

Il Boel test: che cosa è e quando viene eseguito

Il Boel test è un esame cosiddetto “da distrazione”, in quanto il suo scopo è quello di valutare la funzione uditiva del bimbo proprio nel momento in cui l’interesse del bambino viene opportunamente distolto dall’esaminatore. Il test viene eseguito tra i 7 e gli 8 mesi di vita del piccolo e richiede un ambiente silenzioso e preferibilmente semplice, cioè privo di elementi (giochi, oggetti colorati, soprattutto se a portata di mano) che possano generare confusione. Durante l’esame il bambino viene tenuto in braccio dalla mamma o dal papà, mentre il pediatra gli sta seduto di fronte. Quando il piccolo è sufficientemente tranquillo, il medico gli porge un bastoncino rosso di legno oppure una girandola di metallo, per attrarre la sua attenzione. Quando la concentrazione del bambino sull’oggetto è massima, il pediatra, senza farsi vedere, agita, prima dietro un orecchio poi dietro l’altro, una delle due campanelline d’argento che aveva precedentemente infilato sulle dita di entrambe le mani. La prima campanella emette un suono acuto, l’altra un suono grave di frequenza predeterminata. Se il bambino si gira verso entrambi i rumori vuol dire che ci sente bene, dimostrando quindi di percepire sia la frequenza acuta sia quella grave. Il Boel test valuta anche lo sviluppo psicomotorio del bambino e, quindi, offre l’opportunità di controllare, oltre all’udito, la sua capacità di stare seduto, di afferrare gli oggetti e di coordinare i movimenti. Un eventuale esito negativo non deve, tuttavia, preoccupare: è sufficiente, infatti, un lieve raffreddore, un’otite (infiammazione dell’orecchio), un tappo di cerume (secrezione dell’orecchio) o più semplicemente una scarsa collaborazione del piccolo, perché il bambino non risponda agli stimoli. In questo caso sarà il pediatra, dopo un esame accurato delle orecchie con l’otoscopio (strumento ottico utilizzato per l’esame dell’orecchio), a valutare l’opportunità di ripetere il test in un altro momento o di sottoporre il piccolo ad accertamenti più approfonditi.

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