A cosa serve e come si fa l’esame del riflesso rosso al neonato

Paola Risi A cura di Paola Risi Pubblicato il 24/02/2023 Aggiornato il 24/02/2023

Il test del riflesso rosso del neonato è un esame che andrebbe eseguito di routine su tutti i neonati prima delle dimissioni dall’ospedale, in quanto si tratta di un controllo molto importante per la vista; in Italia viene spesso eseguito in ambulatorio dal pediatra di base o di libera scelta

Il test del riflesso rosso del neonato viene eseguito pochi giorni dopo la nascita direttamente in ospedale o dal pediatra in ambulatorio

Il riflesso rosso del neonato è un test di screening  essenziale per rilevare precocemente la presenza di condizioni potenzialmente pericolose per il normale sviluppo dell’apparato visivo del bambino. In base alle indicazioni dell’Accademia americana di pediatria, la sua esecuzione viene raccomandata a tutti i neonati prima delle dimissioni dall’ospedale e nelle successive visite periodiche  effettuate dal pediatra, proprio allo scopo di ridurre al minimo i ritardi nella diagnosi di malattie che possano compromettere la vista e la salute generale del piccolo.

Quali malattie degli occhi del neonato rileva il test del riflesso rosso

In particolare questo test consente di individuare situazioni in cui il riflesso rosso generato dalla luce proiettata sulla retina viene meno: questo può avvenire in molte situazioni patologiche come la cataratta congenita, (un’opacità del cristallino in grado di interferire significativamente sulla sua trasparenza, che se non trattata rappresenta una delle principali cause di cecità in età pediatrica),  il retinoblastoma, le anomalie retiniche, errori gravi della rifrazione e lo strabismo, nonché malattie sistemiche con manifestazioni oculari.

Di solito lo fa il pediatra

In Italia sono per lo più i pediatri di famiglia a provvedere al controllo della funzione visiva del bambino in occasione dei bilanci di salute, mentre non è elevata la frequenza della sua esecuzione presso i reparti maternità degli ospedali nazionali.

Come si fa il test del riflesso rosso al neonato?

Il controllo del riflesso rosso va eseguito ricorrendo a un oftalmoscopio, uno strumento che permette di osservare il fondo dell’occhio, me in sua assenza è possibile utilizzare strumenti diversi quali, per esempio, una comune macchina fotografica: anch’essa, infatti, è in grado di rilevare questo riflesso, come risulta dall’effetto “occhi rossi” di tante fotografie.

Prima dell’esecuzione è necessario far dilatare le pupille del bebè: a tale scopo è sufficiente lasciare il piccolo in un ambiente dalla luce bassa per qualche minuto oppure instillargli alcune gocce di sostanze midriatiche (che provocano la dilatazione della pupilla) come la tropicamide.

A questo punto, sempre in un ambiente oscurato, il medico si posiziona, a una distanza di circa 60-80 centimetri, di fronte al bambino tenuto in braccio da un genitore e ne illumina entrambi gli occhi simultaneamente tramite la luce dell’oftalmoscopio: riflessa dal fondo degli occhi, questa luce viene trasmessa all’indietro dando modo all’esaminatore di rilevarne eventuali alterazioni.

Cosa evidenzia il test del riflesso rosso del neonato

In base alle indicazioni riportate dall’Accademia americana di pediatria questi possono essere i diversi esiti dell’esame:

  • normale: ambedue i riflessi rossi sono uguali;
  • non uguale: un riflesso rosso è più intenso dell’altro;
  • assente (cataratta o altra patologia): la presenza di opacità del cristallino o di alterazioni retiniche blocca il riflesso rosso o lo riduce;
  • corpo estraneo/abrasione della cornea: il riflesso rosso dell’occhio risulta anomalo per un difetto corneale o un corpo estraneo;
  • strabismo: il riflesso rosso è anomalo nell’occhio non in asse.

In caso si evidenzi una delle alterazioni descritte, il bambino va sottoposto a una più approfondita visita presso un medico oculista pediatra che verifichi quale sia il problema all’origine della reazione anomala e predisponga un trattamento adeguato.

 

 

 

 
 
 

In sintesi

Quando va eseguito il test del riflesso rosso al neonato?

L’ideale sarebbe eseguire questo importante esame prima ancora che il neonato venga dimesso dall’ospedale. In alternativa, può essere fatto dal pediatra di base nei primi giorni di vita. È importante non aspettare troppo perché il test potrebbe evidenziare problemi importanti alla vista del bambino, su cui intervenire prontamente.

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Ricette per lo svezzamento

Vaccini per bambini

Elenco frasi auguri nascita

Elenco frasi auguri battesimo

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Incompleto accollamento delle decidue: cosa vuol dire?

05/06/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La decidua è l'endometrio durante la gravidanza, in cui l'embrione si annida. Al di sotto c'è chorion, che è il "guscio" che delimita la camera gestazionale entro cui c'è la membrana amniotica o amnios, che è come un sacchetto che racchiude feto e liquido amniotico. Viene definito "mancato accollamento"...  »

Bimbo di 19 mesi che cambia spesso umore

04/06/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Paola Rolando

Non è raro che verso i due anni il bambino inizi ad avere momenti di nervosismo, manifesti rabbia o ribellione, sia capriccioso: accogliere le sue emozioni negative, facendolo sentire compreso e protetto è il modo migliore per contenere le crisi e fargli recuperare in fretta serenità e allegria.   »

Bimba di 11 mesi che non si gira quando viene chiamata: può essere un segno di autismo?

03/06/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La diagnosi di disturbo dello spettro autistico può essere formulata individuando specifici comportamenti manifestati dal bambino. Di certo non può essere effettuata "da remoto", senza avere modo di vedere il bambino né di approfondire, attraverso le parole dei genitori, i suoi atteggiamenti e il suo...  »

Si può concepire con un solo ovaio e una sola tuba controlaterale?

23/05/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Se una tuba è efficiente è possibile che durante l'ovulazione, anche se a carico dell'ovaio controlaterale, si muova dalla sua sede abituale e si allunghi per captare l'ovocita.  »

Fai la tua domanda agli specialisti