Visita oculistica: qual è l’età giusta?

Esiste un protocollo che prevede una prima visita oculistica a 6 mesi, ma molti pediatri non la ritengono necessaria fino ai 5-6 anni. Chi ha ragione?

Durante i primi mesi di vita, i bambini vengono sottoposti a moltissimi controlli: da quello del battito cardiaco a quello dell’udito, da quello della capacità respiratoria a quello dei riflessi neurologici. Raramente, invece, vengono sottoposti a un controllo accurato della vista. Eppure, esiste un protocollo di prevenzione che prevede che la prima visita oculistica venga fatta a sei mesi. Come mai allora non tutti i pediatri la prescrivono?

Controlli per tutti dopo la nascita

In genere, subito dopo la nascita, quando è ancora in ospedale, il bebè (a maggior ragione se nato prematuro o ad alto rischio genetico) viene sottoposto a una visita oculistica ispettiva. Il medico cioè analizza la morfologia dell’occhio, il riflesso rosso e la motilità, servendosi una di una piccola luce e controllando come gli occhietti reagiscono allo stimolo visivo. In questo modo può accertare l’eventuale presenza di malformazioni congenite o di disturbi conseguenti al parto. Dopo questo controllo, spesso, gli organi della vista non vengono più controllati fino all’età scolare.

Indicata una visita a sei mesi

Eppure, è dai sei mesi circa che inizia il percorso che porta gradualmente al raggiungimento della stabilità visiva. Ecco perché i protocolli di follow up stilati dagli esperti per seguire il bambino nella sua crescita stabiliscono che dopo il sesto mese e comunque entro il primo anno di vita sarebbe opportuna una visita oculistica di controllo.

Che cosa succede nella pratica

Purtroppo la maggior parte dei genitori non sa quanto sia indispensabile il controllo della vista dei neonati, anche perché molti pediatri non lo prescrivono. Proprio per colmare questa lacuna, la dottoressa Antonella Albano, psicologa e mamma, ha deciso di lanciare una petizione con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e i pediatri sull’importanza della visita oculistica preventiva. Antonella l’ha capito sulla propria pelle: entrambi i suoi figli hanno manifestato difficoltà visive fin da piccolissimi. Addirittura il suo secondo figlio, a causa della miopia ha subito un ritardo psicomotorio. Fortunatamente Antonella era consapevole del ruolo e delle problematiche che gli organi della vista possono avere nella primissima infanzia e ha insistito per sottoporre i suoi bimbi a una visita tempestiva. Ora il suo obiettivo è che anche le altre mamme e gli altri papà abbiano la possibilità di riconoscere eventuali disturbi per tempo, in modo da trattarli precocemente.

 

 

 
 
 

In breve

LE ALTRE VISITE

Per quanto indispensabile, la visita oculistica dei sei mesi non è sufficiente. Sarebbe importante ripetere un controllo anche a 3 anni e poi a 6. Infatti, l’organo della vista ha una grande plasticità fino a 5-6 anni: perché non sfruttarla? In questo modo, si possono scoprire non solo difetti visivi, ma anche disturbi comuni come lo strabismo e l’occhio pigro.

 

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