Visita pediatrica del neonato – ottavo mese

Oltre a valutare l'accrescimento del bimbo e lo stato di salute generale, il medico controlla l'udito con il Boel test

Come a ogni visita di controllo, ormai, il pediatra verifica peso e altezza del neonato, che devono essere equilibrati e appartenere alla curva di crescita specifica di quel bimbo. In questa fase, a causa dello svezzamento, ci potrebbero essere delle variazioni che vanno indagate, sia se il piccolo è cresciuto troppo (va controllata l’alimentazione), sia non abbastanza (potrebbe avere problemi di assimilazione).

Intorno a questo mese il pediatra durante la normale visita di controllo del bambino esegue anche  il Boel test. Si tratta di un esame cosiddetto “da distrazione”, in quanto il suo scopo è quello di valutare la funzione uditiva del bimbo proprio nel momento in cui l’interesse del bambino viene opportunamente distolto dall’esaminatore. Il test viene eseguito tra i 7 e gli 8 mesi di vita del piccolo e richiede un ambiente silenzioso e preferibilmente semplice, cioè privo di elementi (giochi, oggetti colorati, soprattutto se a portata di mano) che possano generare confusione. Durante l’esame il bambino viene tenuto in braccio dalla mamma o dal papà, mentre il pediatra gli sta seduto di fronte. Quando il piccolo è sufficientemente tranquillo, il medico gli porge un bastoncino rosso di legno oppure una girandola di metallo, per attrarre la sua attenzione. Quando la concentrazione del bambino sull’oggetto è massima, il pediatra, senza farsi vedere, agita, prima dietro un orecchio poi dietro l’altro, una delle due campanelline d’argento che aveva precedentemente infilato sulle dita di entrambe le mani. La prima campanella emette un suono acuto, l’altra un suono grave di frequenza predeterminata. Se il bambino si gira verso entrambi i rumori vuol dire che ci sente bene, dimostrando quindi di percepire sia la frequenza acuta sia quella grave. Il Boel test valuta anche lo sviluppo psicomotorio del bambino e, quindi, offre l’opportunità di controllare, oltre all’udito, la sua capacità di stare seduto, di afferrare gli oggetti e di coordinare i movimenti. Un eventuale esito negativo non deve, tuttavia, preoccupare: è sufficiente, infatti, un lieve raffreddore, un’otite (infiammazione dell’orecchio), un tappo di cerume (secrezione dell’orecchio) o più semplicemente una scarsa collaborazione del piccolo, perché il bambino non risponda agli stimoli. In questo caso sarà il pediatra, dopo un esame accurato delle orecchie con l’otoscopio (strumento ottico utilizzato per l’esame dell’orecchio), a valutare l’opportunità di ripetere il test in un altro momento o di sottoporre il piccolo ad accertamenti più approfonditi.

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana
Sinechie delle piccole labbra: serve il cortisone?

Le pomate al cortisone non trovano specifica indicazione per le sinechie delle piccole labbra di una bambina. Una crema emolliente, che contrasti la secchezza delle mucose, se non ci sono sintomi né infezioni ricorrenti è più che sufficiente per controllare l'anomalia.   »

Influenza in gravidanza: è pericolosa?

Ci possono essere dei rischi, se l'influenza viene contratta nelle prime settimane di gravidanza, a causa della febbre. Nel secondo e nel terzo trimestre è improbabile che il bambino corra particolari pericoli. In generale, è sempre opportuno che una donna in attesa effettui la vaccinazione antiinfluenzale....  »

Massaggi anticellulite: si possono fare mentre si allatta?

I massaggi anticellulite possono essere effettuati tranquillamente durante l'allattamento, anche alla luce di una massima che tutte le neomamme dovrebbero fare propria: tutto quello che le fa sentire meglio si rifette positivamente sul bebè.   »

Fai la tua domanda agli specialisti