Bagnetto del neonato: va fatto ogni giorno?

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 26/07/2017 Aggiornato il 26/07/2017

Meglio non esagerare con il bagnetto del neonato, purché si detergano bene le parti intime. Attenzione anche alla qualità del momento, che deve essere vissuto come una coccola

Bagnetto del neonato: va fatto ogni giorno?

Il bagnetto del neonato va fatto tutti i giorni? È una domanda frequente delle neomamme. I pediatri spiegano che i neonati nelle prime settimane di vita non necessitano di un bagnetto completo quotidiano: basta pulire con cura le parti intime. La “zona pannolino” va lavata e pulita ogni volta a ogni cambio. Per lavare il sederino è bene procedere dal davanti verso dietro, ricordandosi di asciugare bene, soprattutto nelle pieghe cutanee, da quelle dietro le orecchie a quelle di braccia e gambe, fino al tronco, per scongiurare il rischio di irritazioni.

Sufficiente due-tre volte alla settimana

Il bagnetto del neonato quotidiano non è, dunque, necessario. Può essere riservato a un paio di volte alla settimana, almeno fin quando il bambino non diventa più attivo e si sporca di più. Che si tratti del cambio pannolino o del bagnetto, comunque, l’importante è dare spazio e attenzione al momento di coccola con il proprio bambino.

Un rito importante

Diverse ricerche confermano, infatti, che la routine del bagnetto del neonato effettuata da un genitore è fondamentale per la crescita, lo sviluppo, la comunicazione e l’apprendimento del bambino. Uno degli elementi più importanti è il “tocco” di un genitore amorevole: i primi legami emozionali con i più piccoli si creano con il contatto fisico e rappresentano il principio dello sviluppo emozionale e intellettuale nei successivi anni. Ma anche la stimolazione olfattiva è un elemento fondamentale, in quanto i ricordi evocati dall’olfatto sono i più emozionanti e piacevoli rispetto a quelli creati dagli altri sensi.

A suon di musica

Durante il bagnetto del neonato i genitori possono offrire un gioco multisensoriale al piccolo e rafforzare il legame affettivo. Riprodurre musica e cantare, per esempio, può stimolare aree del cervello responsabili della memoria o delle immagini visive, mentre interagire e parlare con il bebè può aiutare lo sviluppo del linguaggio: studi scientifici mostrano che i bambini con cui si parla di più conoscono un maggior numero di parole entro i primi 24 mesi di vita. Sguazzare nella vaschetta e schizzare l’acqua, invece, insegna al bambino il meccanismo causa-effetto.   

 

 

 
 
 

Lo sapevi che?

È dimostrato che un buon bagnetto rilassante aumenta la qualità e la durata del sonno dei piccoli.

 

 

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana
Bimbo ostile allo svezzamento

Quando un bambino rifiuta con ostinazione le prime pappe e qualsiasi altro alimento diverso dal latte, occorre giocare d'astuzia (armandosi di infinta pazienza).   »

Bimba che di notte si sveglia spesso

I disturbi del sonno possono essere ben controllati con la pratica del co-sleepeeng, che consiste nel far dormire il bambino "accanto ai genitori", ma non nello stesso letto.   »

In che settimana di gravidanza si vede l’embrione con l’ecografia?

In genere l'ecografia permette di vedere il bambino (e il suo cuoricino che batte) a partire dalla sesta settimana di gravidanza.   »

Si ammala spesso: è normale che accada?

Febbre, tosse, raffreddore frequenti sono lo scotto che i bambini pagano alla socializzazione. Non sono preoccupanti: alla fine, nonostante questo, crescono tutti forti e sani. L'unica condizione che deve preoccupare davvero perché espone a pericoli è l'obesità: il resto passa senza conseguenze.   »

Fai la tua domanda agli specialisti