Come fare l’aerosol al bebè?

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 30/10/2012 Aggiornato il 06/02/2015

L’aerosol al bebè è un sistema molto utile ed efficace per dare le medicine al piccolo in caso di raffreddore, tosse e bronchite

Come fare l'aerosol al bebè?

L’impiego dell’aerosol al bebè è consigliato soprattutto per ridurre il più possibile il ricorso ai farmaci, data la particolare fragilità e sensibilità che contraddistingue il suo organismo. L’uso del medicinale per inalazione comporta di fatto alcuni vantaggi che ne attenuano l’impatto: garantisce il massimo effetto locale, assicura un’azione rapida, consente di ridurre il dosaggio del farmaco e di concentrarsi sull’organo colpito limitando gli eventuali effetti collaterali. Inoltre, va anche considerato che, fino ai 5-6 anni, il bambino non è ancora capace di usare in maniera corretta spray o inalatori pre-dosati: per questo motivo in tanti casi l’aerosol per il bebè diviene l’unica modalità possibile per somministrare un farmaco.

È utile soprattutto per infiammazioni e infezioni delle vie respiratorie

Di solito, il pediatra prescrive l’aerosol al bebè per prevenire o curare infiammazioni e infezioni che interessano le vie respiratorie come, per esempio, bronchiti, faringiti, laringiti, tracheiti, asma o anche il semplice raffreddore che potrebbe evolvere in qualche disturbo più serio.

A seconda del tipo di problema, il medico indicherà il farmaco più adatto (mucolitico, antibiotico o antiasmatico) da somministrare con l’aerosol, seguendo specifiche indicazioni in relazione a tempi, dosi e modalità: l’efficacia della cura, infatti, dipende anche dal corretto uso che si fa dell’apparecchio.
L’aerosol è uno strumento che permette di nebulizzare un medicinale in soluzione, cioè in forma liquida (in fiale o in gocce). Nella “camera di nebulizzazione” dell’aerosol, il farmaco è sottoposto a un processo di disintegrazione in microscopiche goccioline che vengono inalate e quindi depositate sulle mucose (i rivestimenti interni) delle vie respiratorie (naso, bocca, gola, trachea, polmoni).

Come si fa

Dopo aver lavato con cura le mani, versare il medicinale, o il mix di medicinali prescritti, in base alle dosi indicate dal medico nell’apposita ampollina e diluirlo nella soluzione fisiologica (un composto a base di acqua e sale). Conclusa questa prima operazione, applicare il tubo di gomma compreso nel kit aerosol, alla valvola di erogazione e alla sua altra estremità attaccare il boccaglio o la mascherina (il suo uso è consigliabile fino ai 3 anni di età) da fare aderire al viso del piccolo tendendo bene l’elastico. Nel corso dell’erogazione, che deve continuare fino al completo esaurimento della soluzione, verificare che il bimbo respiri con la bocca: il naso, infatti, tende a filtrare e quindi a trattenere gran parte delle particelle del medicinale nebulizzato. Ovviamente è compito del genitore tenere la mascherina dell’aerosol sul volto del bebè cercandi di farlo muovere il meno possibile.

Ce ne sono due tipi

In farmacia e nei negozi specializzati è possibile scegliere principalmente tra due tipi di aerosol. Quelli pneumatici, che funzionano grazie a un getto d’aria prodotto da un compressore, sono caratterizzati da tempi di erogazione abbastanza lunghi. Quelli a ultrasuoni, che utilizzano appunto onde sonore non percepibili dall’udito, si caratterizzano per la rapidità di erogazione e la ridotta rumorosità. Per assicurare un’azione efficace l’aerosol dovrebbe erogare un volume di farmaco adeguato: il flusso d’aria, nel caso di un apparecchio pneumatico, dovrebbe essere di 6-10 litri al minuto.

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In breve

Un metodo utile per risolvere i disturbi delle vie aeree

L’aerosol è un metodo di cura efficace per intervenire sui disturbi delle prime vie respiratorie. Nei bambini rappresenta un’ottima alternativa all’impiego di farmaci sistemici (cioè che vanno in tutto l’organismo). Occorre, ovviamente, che ci sia la collaborazione del genitore per far indossare e tenere ferma la mascherina sul volto del bebè.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

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