Marsupioterapia, sì anche in tempi di pandemia da Covid 19

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 21/05/2020 Aggiornato il 21/05/2020

Il contatto pelle a pelle tra mamma e bambino garantisce benessere e crescita equilibrata al neonato e non va interrotto neanche a causa del Covid 19

Marsupioterapia, sì anche in tempi di pandemia da Covid 19

La Società Italiana di Neonatologia (SIN), durante la pandemia da Covid-19, ha emanato indicazioni per consentire ai genitori nelle Terapie intensive neonatali di essere protagonisti attivi del benessere del loro bambino proprio, attraverso il contatto pelle a pelle come suggerito dalla marsupioterapia.

Le regole di sicurezza

È ovviamente necessario osservare alcune regole, come l’ingresso di un solo genitore alla volta per evitare sovraffollamento, l’utilizzo di mascherine, la corretta igiene delle mani, l’indagine sulle condizioni di salute di genitori e nucleo familiare. Ma ne vale la pena, pensando ai benefici ricevuti dal bebè: “La connessione fisica ed emozionale che si attua attraverso gli sguardi, i sorrisi, la voce, il contatto fisico derivanti dalla marsupioterapia” dichiara il dottor Fabio Mosca, presidente della Società Italiana di Neonatologia “svolge una funzione di modulazione dello stress, di protezione neurobiologica e di promozione delle competenze di regolazione del bambino. Il contatto pelle a pelle e l’allattamento al seno sono momenti essenziali per promuovere un sano sviluppo neuro-comportamentale”. Che neanche il Covid 19 deve fermare.

L’impegno dei neonatologi

La Società Italiana di Neonatologia ha fatto il possibile per continuare ad assicurare la vicinanza dei genitori ai neonati prematuri in terapia intensiva durante l’emergenza per la pandemia di Covid-19, quando le restrizioni per la sicurezza hanno costituito una sfida cruciale anche su temi delicati come la nascita, specie se pretermine. Le necessarie disposizioni per la prevenzione e il controllo dell’epidemia hanno infatti limitato (e continuano a farlo anche in Fase 2) alcune abitudini comportamentali e assistenziali anche all’interno delle Terapie intensive neonatali. Un’indagine della SIN, svolta all’inizio della pandemia in 27 Terapie intensive neonatali del Centro-Nord, ha evidenziato che la possibilità di ingresso ai genitori in reparto era stata drasticamente ridotta e ben dodici centri su 27 avevano sospeso la pratica della marsupioterapia.

Il rapporto simbiotico tra mamma e neonato

La marsupioterapia consiste nel porre il neonato sul petto della mamma o del papà. Il piccolo trascorre così, rannicchiato pelle contro pelle sul petto del genitore, la maggior parte del tempo possibile nelle prime settimane di vita, talvolta tutto il giorno. Lo stretto contatto soprattutto con la madre riproduce in modo molto vicino le condizioni dell’ambiente uterino lasciato improvvisamente e, nel caso dei piccoli prematuri, quando lo sviluppo psico-fisico non è ancora giunto a pieno compimento. L’odore della pelle della madre, il ben noto suono della sua voce, le pulsazioni ritmiche del cuore che il bimbo ha ascoltato per tanti mesi rappresentano una insostituibile forma di rassicurazione che favorisce la maturazione neurologica e cognitiva, aiutando lo sviluppo del sistema di difesa dell’organismo contro le malattie.

 

 

 

Da sapere!

Diversi studi, per esempio uno recente pubblicato su Lancet , hanno provato che la marsupioterapia favorisce la maturazione del sistema respiratorio e della circolazione del neonato prematuro, aiutando lo sviluppo della termoregolazione corporea.

 

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