Il massaggio del neonato

Il massaggio è delicato, quasi fosse una continuazione delle carezze e delle coccole, ma offre un qualcosa in più. È uno strumento per approfondire il contatto già esistente tra genitore e figlio, rafforzando il legame e creando nel bambino un’immagine positiva di mamma e papà

Quando era nel pancione, il bimbo si sentiva avvolto dalle pareti uterine e dal liquido amniotico e si sentiva rassicurato dall’avere questi limiti. Una volta nato, questo bisogno di contenimento è ancora presente, anche perché il neonato non ha ancora bene il concetto dei propri confini, che non corrispondono più all’utero materno ma diventano definiti dalla pelle. Il massaggio allora aiuta il bebè a prendere coscienza del proprio corpo e, iniziando a percepire i propri confini, a cominciare a entrare in contatto con l’altro, con il mondo circostante e, naturalmente, con chi lo tocca. Il massaggio diventa allora la risposta costruttiva al suo intimo bisogno di contenimento.

Una tradizione antichissima

Anche se in Italia è una scoperta recente, per molte civiltà il massaggio infantile è una pratica antichissima e molto diffusa. In India, in particolare, è una tecnica che viene tramandata di madre in figlia di tutte le classi sociali, sia povere sia benestanti. In Occidente la tecnica più utilizzata è quella ideata da Vimala McClure. Questa studiosa, esperta di tecniche yoga, durante un soggiorno in India osservò come i bambini massaggiati dalle mamme secondo antiche tecniche risultassero tranquilli, rilassati e felici, nonostante lo stato di povertà in cui talvolta vivevano. Elaborò allora un metodo di massaggio che coniuga le tecniche e le “filosofie” della tradizione indiana, per lo più rilassanti, con quelle svedesi, tonificanti, e con la riflessologia plantare, per riequilibrare l’organismo. È questo il massaggio oggi più insegnato nei corsi per neogenitori che si organizzano nei consultori e nei centri di maternità.

Tanti vantaggi diversi

Essendo una tradizione antica, già da molti anni sono note e provate le conseguenze positive di questa esperienza sullo sviluppo del bebè. In particolare il massaggio ha effetti:

  • STIMOLANTI: aiuta sviluppare e regolare le funzioni respiratorie, circolatorie e gastrointestinali; alcuni movimenti specifici sono in grado di alleviare le “coliche gassose” e la stitichezza;
  • RILASSANTI: aiuta il piccolo a essere più sereno e a superare meglio gli stress causati dalle situazioni nuove e sconosciute e gli insegna a essere più cosciente delle tensioni che si producono nel proprio corpo e a liberarsene.
  • PSICOLOGICI: aiuta la comunicazione e lo scambio di coccole tra bimbo e genitore; facilita per il bebè la presa di coscienza del proprio corpo; migliora la sicurezza e il benessere del bimbo.

Preparare l’ambiente adatto

Prima di iniziare il massaggio vero e proprio, è bene creare una situazione adatta.  Innanzitutto chi lo effettua deve rilassarsi, per “contagiare” positivamente il piccolo. Un consiglio può essere quello di fare dei bei respiri profondi, pensando a qualcosa di piacevole e lasciando da parte tutte le preoccupazioni.

  • Bisogna creare l’atmosfera adatta al massaggio, evitando interruzioni e distrazioni. Per questo occorre scegliere un momento in cui si è certi di non essere disturbati, staccando comunque il telefono e spegnendo la radio e la televisione.
  • È bene preparare lo spazio dove si svolgerà il massaggio. Non esiste una regola valida per tutti, anche se in genere risulta comodo utilizzare vari cuscini, per il bebè e per se stessi.
  • Anelli, bracciali e orologio vanno tolti: le mani e le braccia devono essere libere, non solo per evitare di graffiare il piccolo ma anche perché potrebbero infastidirlo, in quanto oggetti freddi e rigidi.

Tocco deciso, sorriso e voce

  • Anche in un bimbo di pochi giorni, il massaggio va eseguito, ungendosi le mani con un olio specifico, con movimenti decisi e non leggeri sfioramenti, a meno che non sia lui stesso a dimostrare in modo inequivocabile di preferire quest’ultimi. Il massaggio deve infondere sicurezza al piccolo e questo è possibile solo attraverso la percezione di mani sicure. Un tocco troppo leggero, invece, può irritare e infastidire il piccolo. L’ideale è iniziare gradualmente, dosando la pressione da esercitare secondo la reazione del piccolo.
  • Non bisogna mai dimenticarsi di sorridere al piccolo, in modo da comunicargli tanta serenità. Non è fondamentale eseguire fin da subito un massaggio tecnicamente perfetto, ma di utilizzare questo strumento per uno scambio di emozioni positive con il piccolo.
  • Anche il parlare aiuta il bebè a stare meglio: il piccolo trae piacere dall’ascolto della voce di mamma e di papà. È importante quindi comunicare con lui, parlandogli o cantando. Si può anche mettere una musica rilassante di sottofondo ma è bene ricordare che per il piccolo la melodia più bella è la voce della mamma.

Qualche esempio

È sempre consigliabile seguire un corso di massaggio infantile, ormai organizzati periodicamente in quasi tutti i consultori familiari, negli ospedali e in molte strutture private. In questo modo non solo si imparano i movimenti corretti e si possono chiedere consigli a un’esperta, ma si ha anche l’occasione di conoscere altri genitori e di confrontarsi su problemi e difficoltà.

Ecco, comunque, alcuni movimenti “base” del massaggio infantile, che si possono eseguire su gambe e braccia.

MASSAGGIO CENTRIFUGO

Si tratta di un movimento classico del massaggio indiano e serve per rilassare e allontanare tensioni e rigidità. Per questo va eseguito in ogni parte da massaggiare prima di procedere con gli altri movimenti per eliminare le energie negative e lo stress. Si esegue con entrambe le mani, facendole scivolare dall’alto verso il basso, in direzione periferica, verso le estremità, in modo alternato con le due mani che avvolgono il braccio o la gamba.

MASSAGGIO CENTRIPETO

È un movimento preso dal massaggio svedese e ha l’effetto di tonificare e dare vitalità. In questo modo si trasmettono le energie positive e il calore al cuore, che le convoglia poi in tutto il corpo. Si esegue in genere per ogni zona a fine massaggio, così da trasferire i benefici del massaggio all’organismo. È l’opposto del massaggio indiano: si esegue con le stesse modalità, ma con il movimento invertito. Non si va più dal centro all’esterno ma dalla periferia verso il tronco, dalle mani o dai piedi verso il cuore.

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